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Primo semestre 2024: il bilancio per il vino sorride alla ristorazione

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Un primo bilancio dell’andamento del mercato vino in questi primi sei mesi del 2024: è quello che traccia Denis Pantini, responsabile Agrifood & Wine Monitor di Nomisma sulla newsletter Nomisma Agroalimentare, fotografando una situazione che si dipana tra luci e ombre, a seconda del canale di distribuzione preso a riferimento. A essere sottolineato, in particolare, è come la frenata dell’economia abbia inciso pesantemente sulla capacità di acquisto dei consumatori. Ma se il vino in Grande distribuzione continua a rallentare, la situazione è decisamente più rosea per la ristorazione, anche grazie al ritorno a pieno regime del flusso turistico. Ecco i numeri del vino del primo semestre 2024 in Italia.

Come sono andati i consumi di vino in Italia nel primo semestre 2024 tra Grande distribuzione e ristorazione

“Il settore del vino italiano ha vissuto un 2023 tra luci e ombre, rispecchiando una tendenza globale dovuta alla complessa congiuntura economica internazionale”, sottolinea Denis Pantini, responsabile Agrifood & Wine Monitor di Nomisma. “Dopo anni di crescita continua, a livello mondiale, la contrazione in valore degli scambi internazionali di vino è stata del 5%. Il 2024, purtroppo, è iniziato allo stesso modo, con un calo generalizzato dei volumi in quasi tutti i principali mercati, che restano in sofferenza a causa soprattutto della difficoltà di smaltire le eccedenze di stock”.

Come sono andati i consumi di vino in Italia nel primo semestre 2024 tra Grande distribuzione e ristorazione.

Una contrazione rilevata anche dai dati rilasciati a fine luglio dall’Osservatorio Uiv – Ismea su base Nielsen – IQ, che evidenziano come nella Gdo le vendite continuino a rallentare.

Dopo un marzo sottotono, l’ultimo trimestre ha trascinato in negativo i saldi semestrali delle vendite in Grande distribuzione segnando complessivamente un -2,5% a volume, risultato della combinazione di un -3,4% di fermi e frizzanti (soprattutto per ciò che riguarda i rossi) e del +4,2% degli spumanti.

“Va meglio, invece, il settore della ristorazione – chiosa Pantini – che aveva già chiuso bene il 2023 e ha mantenuto lo stesso impulso nei primi mesi del 2024. Qui ha influito il ritorno dei turisti stranieri, che per numero di presenze hanno superato gli italiani, trainando il consumo di vino fuori casa”.

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