Abbiamo assistito negli scorsi 12 mesi al grande ritorno in tavola dei vini bianchi. Un vero e proprio trend in ascesa, che si va confermando anche in questo 2024. Tra freschezza e complessità, etichette da bere giovani e produzioni capaci di affrontare la sfida del tempo per vini da invecchiamento, il bianco si conferma quantomai la soluzione ideale proprio per la stagione delle vacanze, in particolare per una caldissima come l’attuale. Ecco cinque suggerimenti perfetti di WineCouture per brindare in un weekend d’estate.
I 5 vini bianchi che ci sono piaciuti in questi weekend d’estate
- Bianco Di Sei Palmento Costanzo
Se per Rino Gaetano “il cielo è sempre più blu”, per Valeria e Serena Costanzo “l’Etna è sempre più bianco”, perché i vitigni autoctoni a bacca bianca raccontano in maniera sempre più puntuale l’identità del terroir che circonda il vulcano. Bianco di Sei, assemblaggio di Carricante (90%) e Catarratto (10%) è ottenuto con pressatura soffice e fermentazione in acciaio, che poi affina 10 mesi in acciaio a contatto con le fecce fini e 12 mesi in bottiglia.
Si presenta di colore giallo paglierino, con un vivace naso di fiori bianchi e agrumi, con rimandi di erbe aromatiche e idrocarburi. In bocca è fresco e persistente, perfetto in pairing con piatti leggeri ma saporiti come carni di pesce.

- Hey French III Edizione Pasqua Vini
Hey French: You Could Have Made This But You Didn’t è il primo multivintage fermo mai prodotto in Italia e rappresenta uno dei vini più emblematici della visione innovativa della cantina veronese. Blend di Garganega, Pinot Bianco e Sauvignon Blanc, con uve provenienti da vigneti selezionati del versante veronese del Monte Calvarina e selezionate tra le cinque migliori annate del decennio scorso, dal 2016 al 2020. Le uve di ogni annata vengono vinificate separatamente prima di arrivare al blend finale. Il risultato è un vino incredibilmente complesso e dal grande potenziale di longevità.
Al naso emergono note stratificate di camomilla, mandorle, agrumi, pepe bianco e frutti tropicali. Al palato una spiccata mineralità, dovuta ai terreni di origine vulcanica.

- Offida Docg Pecorino Velenosi Vini
Uno stile che evolve, pur restando sempre fedele ai propri codici espressivi. La grande forza di Angela Velenosi, la Signora del Piceno, è quella di riuscire a interpretare e valorizzare le peculiarità di grandi vitigni autoctoni. Ne è un esempio l’Offida Docg Pecorino: si caratterizza alla vista per il colore giallo paglierino con nuance verdognole, mentre al naso rivela note fruttate (come banana, ananas e mela), accompagnate da note vegetali di erba appena tagliata.
Al palato risulta di spiccata freschezza, con note di frutta a pasta bianca e gialla. Ottimo in abbinamento a piatti di pesce o anche solo per una pausa golosa a base di frutta, la sua etichetta esprime graficamente tutti i valori alla base della filosofia Velenosi Vini: visione del territorio e approccio controcorrente, simboleggiato dal pesciolino rosso che nuota in direzione contraria a quella del mare.

- Malvasia Collio Doc La Ponca
Un nome, un programma: quello della cantina gioiello incastonata nel cuore del suggestivo Collio. Sulle colline di Scrió, ai confini nordoccidentali di una tra le più straordinarie regioni vitivinicole vocate per i vini bianchi, l’azienda porta nel nome un omaggio al terroir distintivo di questa zona, mosaico di strati duri, caratterizzati da sabbie cementate dal calcio (l’arenaria), e più teneri (la marna), formati da limo debolmente cementato, macchina perfetta per regolare la disponibilità idrica delle viti. Con questa bottiglia, parliamo nello specifico di Malvasia Collio Doc, che affronta una fermentazione alcolica a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox, prima dell’affinamento parte in acciaio, parte in botti di rovere da 1.000 litri. Il vino come un caleidoscopio: si scoprono nuove dimensioni di colori, profumi ed emozioni. Giallo paglierino luminoso con riflessi dorati. Al naso sentori di iodio, note balsamiche, giustamente aromatico e richiami di frutta esotica.
Al palato è ricco e cremoso, dalla piacevole acidità che esalta un bouquet con note di fiori freschi che riconduce alle sfumature balsamiche percepite al naso. Ideale con piatti a base di funghi, si sposa perfettamente con formaggi stagionati ma anche primi con la zucca e secondi di pesce.

- Arveglio Pigato Riviera Ligure di Ponente Doc Poggio dei Gorleri
Poggio dei Gorleri nasce nel 2003 dalla passione per i vini della famiglia Merano, decide di acquistare la tenuta allo scopo di creare un vino giovane, innovativo, pur mantenendo il carattere tradizionale e deciso dei vini liguri. I risultati non si sono fatti attendere, portando alla valorizzazione di una zona vocatissima ma fino a poco tempo fa non troppo considerata. In 20 anni, Poggio dei Gorleri è riuscita a dare forma a vini autentici, ricchi di personalità e soprattutto estremamente liguri. A iniziare da questo Arveglio Pigato Riviera Ligure di Ponente Doc, figlio di vigneti di 10 anni d’età che godono di una posizione unica e sono accarezzati dalla brezza marina. Dopo un affinamento di 10 mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia, si presenta con una splendida sfumatura giallo dorata e profumi intensi, con complessi aromi di frutta matura e secca, albicocca e mandorla tostata, ma soprattutto fiori.
In bocca è secco, sapido, piacevolissimamente minerale. Vera e propria gioia nel calice in un’afosa giornata d’estate, sposa magnificamente primi e secondi a base di pesce o carni bianche, come il coniglio alla ligure. Il consiglio: fate mettere in fresco fin da subito la seconda bottiglia.































