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Champagne, la nuova normalità: 7 distributori a confronto sul mercato in Italia nel primo semestre

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Champagne dalle stelle alle stalle o più semplicemente nuova normalità? Questa la domanda sempre più insistente rispetto a un universo che, più di altri, ha beneficiato del rimbalzo post-pandemico. Le statistiche e i trend non mentono: i numeri parlano di spedizioni di Champagne in calo nel mondo. Una flessione generalizzata, quella che si registra, che si è attestata nel primo semestre 2024 attorno al -15% rispetto ai numeri 2023. I rappresentati di Maison e Vigneron sono realisti sulle cifre che si raggiungeranno da qui a fine anno, con il traguardo già fissato attorno alle 280 milioni di bottiglie, ovvero una ventina in meno del dato 2023. Passo indietro irreversibile o nuova normalità? Lo abbiamo chiesto a sette distributori protagonisti del mercato Horeca Italia.

Carlo Alberto Sagna, Sagna S.p.A.: “Guardiamo al Natale con fiducia”

“Dopo due anni di euforia e crescita, il primo semestre 2024 è stato caratterizzato da consumi di Champagne più razionali, con vendite, in termini di volumi, che si possono paragonare agli anni pre-pandemia”, spiega Carlo Alberto Sagna, alla guida con il fratello Leonardo di Sagna S.p.A. “Dati che tuttavia non tengono conto dell’aumento crescente dei prezzi, del caro vita e di un clima che non ha favorito le aperture di dehors e attività presso zone di villeggiatura. Dopo un’estate breve, dove si sono registrati dei margini di crescita a partire da luglio, ora guardiamo al Natale con fiducia: i grandi appassionati di Champagne rispondono sempre con entusiasmo al momento del lancio di una nuova release e noi ci accingiamo a presentare il Collection 245 di Maison Louis Roederer”.

Alessandro Rossi, Partesa: “Si ritorna alla normalità”

Sottolinea Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa: “Il mercato dello Champagne in Italia è molto cambiato nell’ultimo biennio: i consumi hanno ormai superato l’exploit osservato verso la fine del periodo pandemico e vediamo confermato quest’anno un ridimensionamento che li sta riportando ad una situazione di normalità, ovvero ai livelli pre-Covid. Tra i diversi fattori, ad incidere sono state soprattutto le dinamiche inflattive, che hanno ridotto il potere d’acquisto e portato ad orientare le scelte di consumo su produzioni sempre di qualità ma più accessibili, a partire dalle bollicine italiane. Hanno fatto la loro parte anche l’incertezza legata alla situazione geopolitica e una minore affluenza di turisti stranieri, in particolare di americani che anche nel nostro Paese sono soliti acquistare Champagne”.

Luca Cuzziol, Cuzziol Grandivini: “A tenere meglio sono i marchi più noti”

“Il mercato dello Champagne è effettivamente in contrazione nei primi nove mesi del 2024”, aggiunge Luca Cuzziol, amministratore unico di Cuzziol Grandivini. “I numeri ufficiali delle spedizioni verso l’Italia parlano di una flessione in doppia cifra, ma questa dinamica non deve spaventare, in quanto stiamo assistendo soltanto all’ultima scossa di assestamento dopo un biennio 2021-2022 in cui sembrava che la gente bevesse esclusivamente Champagne, portando ai record che si sono registrati. Nell’attuale contesto, è chiaro che quel che tiene meglio sono i prodotti più noti, con una fidelizzazione ai marchi, come è normale dinamica in tempi incerti. A fine settembre, come Cuzziol Grandivini abbiamo fatto segnare una contrazione attorno al 4% relativa all’insieme della nostra offerta Champagne, che però confidiamo di appianare nel finale d’anno. Quel che è incoraggiante è osservare un prezzo medio in crescita, anche se non alla pari degli aumenti di listino: ma anche su questo fronte, siamo convinti che i prossimi mesi riporteranno in positivo la bilancia”.

Pietro Pellegrini, Pellegrini S.p.A.: “Avremo bottiglie di Champagne da poter vendere per le feste”

“Dopo un primo semestre particolarmente negativo per le spedizioni mondiali di Champagne, la situazione è poi progressivamente migliorata, a fronte di un minimo recupero”, evidenzia Pietro Pellegrini, presidente di Pellegrini S.p.A. “La situazione è molto mutata rispetto a due anni fa, quando si è vissuta una sorta di psicosi da ammanco di Champagne. Dall’estate 2023 si è iniziato a vivere una congiuntura più complicata e la bollicina francese è stata indubbiamente una delle categorie che ha patito di più. L’attuale situazione evidenzia da un lato come la marca conosciuta, sia di Maison o di Vigneron, non registri di fatto particolari problemi, dall’altro come gli ultimi arrivati o i meno noti stiano incontrando grandi difficoltà. Poi c’è il tema dei prezzi, aumentati più che per vini di altre categorie, anche se non si deve generalizzare, in quanto qualcuno ha avuto la prontezza di capire che la direzione del vento stava mutando. Come Pellegrini, stiamo vivendo una situazione normalissima, con i marchi più noti in linea, quando non in crescita rispetto al 2023, anche per via di una maggiore disponibilità di bottiglie, mentre con i meno conosciuti, una flessione si registra. Però parliamo di numeri contenuti, quindi di una prospettiva ben diversa di sofferenza rispetto a chi, con una grande Maison, è costretto a controvalori ben più significativi. Infatti, da qui a fine anno osserveremo una crescente pressione promozionale. Sul Natale sono personalmente ottimista, soprattutto nel confronto con lo scorso che non era stato eccezionale: è possibile ipotizzare una crescita lenta e costante. Certo, in questo 2024 assisteremo a una dinamica inusuale per gli ultimi tempi: avremo bottiglie di Champagne da poter vendere e il periodo delle feste indubbiamente ben si presta all’acquisto”.

La nuova normalità: 7 distributori a confronto sul primo semestre del mercato dello Champagne in Italia. Sagna, Partesa, Cuzziol, Sarzi Amadè

Marcello Meregalli, Gruppo Meregalli: “I Vigneron non ben posizionati stanno soffrendo”

“È un 2024 complesso per lo Champagne, anche se in Italia la bollicina francese vive una situazione migliore rispetto ad altri mercati”, chiosa Marcello Meregalli, amministratore delegato del Gruppo Meregalli. “Le Maison più note tengono la barra a dritta, mentre i Vigneron non così ben posizionati in giro per il mondo stanno soffrendo tanto. Se i volumi sono in contrazione, in molti si sono accorti con colpevole ritardo di aver aumentato eccessivamente i prezzi, perché dal 2019 ci si attesta attorno a una media che supera il 30%. Nell’attuale scenario economico, è poi l’accresciuto costo della bottiglia al consumatore finale, soprattutto al ristorante, a non favorire le vendite oggi. Lato Gruppo Meregalli, Champagne Bollinger è in leggerissimo incremento, anche grazie alla forza del brand e del suo posizionamento premium, mentre Maison Ayala ha sofferto l’inizio dell’anno, per poi carburare e ritrovare terreno, anche se non credo che il 2024 si chiuderà in positivo, pur volendo restare ottimista. Per i Vigneron, assistiamo a una doppia tendenza: chi più noto o chi ha mantenuto un prezzo da Récoltant, sta continuando a vendere bene; altri che hanno scelto di fare il classico passo troppo lungo senza una storicità che li potesse supportare nella fama, ora stanno soffrendo”.

La nuova normalità: 7 distributori a confronto sul primo semestre del mercato dello Champagne in Italia. Sagna, Partesa, Cuzziol, Sarzi Amadè

Alessandro Sarzi Amadè, Sarzi Amadè: “Cresce il segmento degli Champagne meno cari”

“In generale, sullo Champagne, registro un aumento del prezzo medio”, spiega Alessandro Sarzi Amadè, titolare di Sarzi Amadè. “A fronte degli incrementi a listino, questo implica un minor numero di bottiglie vendute. All’interno di un trend generale al ribasso per lo Champagne, che ci vede allineati all’andamento del mercato, assistiamo a uno sviluppo sostanzioso, attorno al 10%, per il prodotto meno caro in gamma. Alla contrazione dei consumi si è unita, infatti, una più spiccata attenzione alla spesa: un’anomalia per l’Italia, dove da sempre le Cuvée de Prestige e i Millesimati la fanno da padroni”.

La nuova normalità: 7 distributori a confronto sul primo semestre del mercato dello Champagne in Italia. Sagna, Partesa, Cuzziol, Sarzi Amadè

Luigi Piacentini, Premium Wine Selection: “Si guarda più al prezzo che al blasone della Maison di Champagne”

“Assistiamo a una leggera flessione dello Champagne ma anche a una dinamica che sta premiando in questo frangente le proposte da primo prezzo”, conclude Luigi Piacentini, titolare di Premium Wine Selection. “In aggiunta a Pannier e Albert Lebrun, noi importiamo anche Aubert et Fils, un Brut di un marchio del gruppo Champagne G.H. Martel pensato per essere più accessibile al pubblico sia in termini economici sia di beva: con il suo ottimo rapporto tra qualità e prezzo sta avendo un grande successo ed è in crescita nelle vendite. Sembra, infatti, che in questo momento si guardi più al prezzo che al blasone della Maison”.

La nuova normalità: 7 distributori a confronto sul primo semestre del mercato dello Champagne in Italia. Sagna, Partesa, Cuzziol, Sarzi Amadè
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