Nel cuore del Chianti Classico, sulle colline attorno a Panzano in Chianti, sorge una cantina che ha scritto la storia di questo angolo del Gallo Nero. Siamo a Tenuta Casenuove, un podere di cui si parla negli scritti locali già attorno al 1650. Successivamente la sua storia si lega a quella di due famiglie: i conti Sanminiatelli e i Pandolfini, per decenni proprietari prima dell’acquisizione da parte dell’imprenditore Philippe Austruy nel 2015. Una data, quest’ultima, che segna la rinascita di una realtà che si estende su una superficie di 120 ettari, in un susseguirsi suggestivo di colline e vallate, e che oggi, dopo un’attenta opera di restauro, ha ritrovato l’antico splendore, tra i vigneti ma anche in cantina.
La rinascita di Tenuta Casenuove: il legame con l’arte e il paesaggio
Si parla spesso dell’arte di fare il vino: mai come a Tenuta Casenuove questa espressione trova tutta la sua felice realizzazione. La rinascita di questa azienda vitivinicola storica di Panzano in Chianti, infatti, è passata proprio dal connubio tra arte e vino.
Dopo l’arrivo di Philippe Austruy, che ha acquisito la proprietà nel 2015, sedotto dal fascino di questo angolo di Chianti Classico, la grande opera di restauro è iniziata dalla terra per poi giungere fino alla cantina.

A venire rimodellati, con un perfetto spirito conservativo, sono stati innanzitutto i paesaggi antichi fatti di muretti a secco e terrazzamenti. Ma per produrre vini eccezionali, investimenti non sono mancati neanche a livello di strutture, con una particola attenzione all’estetica dei luoghi e alla loro destinazione d’uso.
In questa rinascita, infatti, un tassello fondamentale è proprio rappresentato dal legame con l’arte, espresso attraverso Galleria Continua, collaborazione che nasce con l’intento di narrare un luogo in continuo fermento. Ha preso così forma, all’interno di Tenuta Casenuove, uno spazio espositivo che fonde l’amore per il vino con quello per l’arte.
La storica realtà toscana si è così trasformata lei stessa in un’opera d’arte: viva, con diverse chiavi di lettura e, alle sue spalle, una gloriosa storia da raccontare con orgoglio e rispetto, tenendo allo stesso tempo un occhio rivolto verso il futuro. Un nuovo orizzonte, quello del domani, dettato dai suoi vini.

Un simbolo della tradizione vitivinicola di Panzano in Chianti
Tenuta Casenuove, come detto, è intimamente legata alla storia di Panzano in Chianti e alla sua lunga tradizione vitivinicola. Siamo in uno dei migliori terreni del Chianti Classico. Grazie alla favorevole esposizione a sud / sud-ovest e alla loro composizione prevalentemente scistoso-calcarea, i suoli su cui sorgono i vigneti risultano ottimamente esposti, caldi e ben drenanti. Questi presupposti rappresentano le fondamenta per una viticoltura di qualità, cui l’opera di restauro ha dato rinnovato impulso.
Già nel 2016, infatti, è una prima fase di sistemazione dei vigneti a cui è dato il via. A venire reimpiantati sono un ettaro e mezzo di Cabernet Franc, un ettaro e mezzo di Cabernet Sauvignon e due ettari di Sangiovese, rendendo quest’ultima la varietà principale per superficie vitata presente in azienda.
Il secondo step nell’opera di restauro si focalizza, poi, sullo studio pedologico dei suoli e del potenziale viticolo, ricercando cloni e vitigni autoctoni in funzione di una marcata volontà di valorizzare prodotti tipici del territorio di Panzano e del Chianti Classico. Ecco, quindi, che nel 2018 a venire integrate tra i filari sono varietà quali Canaiolo, Colorino e Ciliegiolo, storicamente riconosciute come vitigni complementari del Gallo Nero.

Due, in seguito, sono le decisioni che testimoniano di una visione che punta a un orizzonte lontano, con lungimiranza: da un lato, il passaggio al biologico, oggi certificato anche in etichetta; dall’altro, la creazione del progetto “Le Terrazze”, per il restauro dei terrazzamenti semi-abbandonati che scendono lungo la collina verso il fiume Pesa.
Poi la cura al dettaglio schiude le porte alla possibilità di dare vita a grandi vini, vendemmia dopo vendemmia. È una qualità senza compromessi quella ricercata in bottiglia, con le uve, rigorosamente raccolte a mano, che al loro ingresso in cantina sono selezionate ben due volte prima di giungere in vasca.
Prendono così forma dalle 75 alle 80mila bottiglie di media ogni anno. È nella precisione sartoriale delle lavorazioni che si gioca poi la partita di vini che fanno della loro estrema ed elegante beva il proprio tratto caratteristico.
Tenuta Casenuove, variazioni sul tema Chianti Classico ma non solo: la degustazione
Sono cinque le etichette oggi prodotte da Tenuta Casenuove: tre variazioni sul tema Chianti Classico, tra Docg, Riserva e Gran Selezione, un Igt Toscana Rosso, racconto dell’incontro tra il Sangiovese e i vitigni internazionali, e un eccentrico e frizzante Rosé, Ziik.
Proprio da quest’ultimo, spumante Metodo Charmat Extra Brut da 100% Sangiovese, che prende il via il nostro viaggio nel calice.
Ziik Rosé 2023 si presenta con una splendida sapidità, magnificamente beverino, dopo i cinque mesi in vasca di acciaio che gli donano la giusta dose di spumeggiante piacevolezza. Agrumato nella sua soave delicatezza, regala un sorso compatto e minerale.
È una piacevolezza, quella che distingue la cifra nel calice di Tenuta Casenuove, che si ritrova alla perfezione nel Chianti Classico Docg. È una verticale quella che ci viene sottoposta, che mostra la specificità di ogni annata. La 2021 regala note di prugna matura, ciliegia e frutti rossi. Rosso morbido e dal grande equilibrio, col passare dei minuti fa emergere una sfumatura agrumata. L’annata 2020 si caratterizza per un’acidità più marcata: secco, con accenni salmastri, ugualmente splendido per beva. Infine, la 2016, che mostra una polpa stupefacente, tra accenni di pesca, frutti rossi e ciliegia, fino alla susina, che si amalgamo in un perfetto equilibrio.

Le variazioni sul tema Chianti Classico raccontano poi della Riserva 2019, frutto di 100% Sangiovese dalle tre vigne posizionate più in alto all’interno della tenuta e più anziane. Al palato, si sprigionano note di prugna matura, scorza di agrumi e cacao, con un accenno fumé sul finale.
A chiudere il cerchio è la Gran Selezione, sempre con la 2019, che mostra un sorso più agile e scattante rispetto alla Riserva, a parità di annata. Di grande eleganza e freschezza, oscilla tra note di polpa matura e cacao.
Nel cesellato racconto in bottiglia di questo angolo di Toscana s’inserisce, da ultimo, un Igt Rosso, dove il Sangiovese incontra Merlot, Cabernet Sauvignon e una punta di Cabernet Franc. L’annata è la 2020, che si presenta con delle bellisime note fruttate, tra pesca e prugna, e una straordinaria acidità. Denso ma agile, non appesantisce e si presta anche a essere servito leggermente fresco. Il finale, estremamente piacevole, vede il ritorno di quella nota agrumata che abbiamo ritrovato spesso nei vini di Tenuta Casenuove.































