Vi raccontiamo un sogno tra arte e vino: la nuova linea Ritratti di Cantina La-Vis. Presentata a Milano in anteprima assoluta. Un progetto che si riassume così: ogni bottiglia un ritratto, ogni sorso un’opera. Sei quadri di Margherita Paoletti per sei etichette: ecco il sogno collettivo di Cantina La-Vis. Una sorta di de rerum natura “enologica”.
Parliamo di arte e di vino ma potrebbe trattarsi anche di un poema didascalico, che si ispira alla natura delle cose (e del vino) di Lucrezio, solo che il poeta latino lo aveva redatto in esametri di genere epico-filosofici, ed era il I secolo a.C., questo è invece il frutto del lavoro (altrettanto epicureo) di un gruppo – una cooperativa che fa vino dal 1948 (ma la famiglia Cembran, capostipite, ci lavora dal 1850). Un poema come quello di Lucrezio, dove al posto dei sei libri raggruppati in tre diadi qui si sviluppa e si danno all’arte contemporanea 6 etichette – 3 bianchi e 3 rossi – per sei prodotti novità che saranno presentati al Vinitaly 2025: annata 2023 per Chardonnay Trentino Doc, Sauvignon Trentino Doc, Gewürztraminer Trentino Doc e annata 2022 per Pinot Nero Trentino Doc, Cabernet Sauvignon Trentino Doc e Lagrein Trentino Doc.
Ieri mercoledì 26 marzo, in un angolo di Milano che profuma di storia e bellezza, il ristorante Motelombroso sul Naviglio Pavese ha ospitato così la presentazione in anteprima del nuovo progetto firmato Cantina La-Vis: Ritratti è il nome che è già racconto, un viaggio che attraversa arte, territorio e vino, e che la storica cooperativa vitivinicola trentina ha voluto condividere in modo coinvolgente, personale, emozionante. L’evento ha preso il via con una degustazione guidata delle sei nuove etichette della linea, tre bianchi e tre rossi, svelando in contemporanea sei opere d’arte, inedite anch’esse, alla presenza dell’artista Margherita Paoletti che le ha create.
Poi un pranzo in questo ristorante naturalmente bello, perfettamente abbinato alle opere e ai vini: pensato per raccontare, anche attraverso il cibo, l’identità profonda di questo progetto. Ritratti non è solo un nuovo design o una selezione di vini d’eccellenza: è una narrazione in cui il vino diventa arte e si fa voce della biodiversità straordinaria delle Colline Avisiane.

Ritratti: un progetto che nasce da lontano
Scopriamo che Ritratti è un’idea che affonda le radici nel passato. La linea nasce infatti nel 1988, come risultato del Progetto Qualità che ha rivoluzionato la viticoltura trentina. Riduzione delle rese, meticolosa selezione delle uve, zonazione del territorio: elementi che hanno portato La-Vis a individuare le Colline Avisiane come luogo vocato per l’eccellenza. Oggi, con un nuovo slancio creativo e culturale, Ritratti rinasce per raccontare — con un linguaggio contemporaneo — la connessione profonda tra uomo, natura e paesaggio.

Il sogno di La-Vis: dalla vigna alla tela
Per dare forma visiva a questo racconto, cantina cooperativa vitivinicola La-Vis ha coinvolto un’artista trentina con origini marchigiane, una pittrice contemporanea che ha vissuto il progetto in prima persona: ha camminato tra i filari, respirato i profumi della terra, osservato le fioriture, vissuto il ritmo delle stagioni. Ha persino partecipato, a modo suo, al sovescio — la pratica agronomica che restituisce biodiversità al vigneto. Da questa immersione sensoriale e spirituale sono nati sei quadri, sei interpretazioni pittoriche che traducono in colore, materia e forma l’anima di sei vitigni. Opere che diventeranno protagoniste di un tour in gallerie d’arte e che poi torneranno a casa, nella sede della Cantina. Patrimonio culturale cooperativo.
Ogni etichetta, dunque, è il riflesso di un’opera d’arte. E ogni calice, come si è potuto apprezzare nella degustazione, è una galleria liquida di emozioni, un viaggio multisensoriale che unisce arte e vino, terra e pensiero, tecnica e bellezza.
La voce dell’enologo, la forza del collettivo
Ezio Dallagiacoma, direttore tecnico ed enologo di Cantina La-Vis, l’enologo di Cantina La-Vis, ha raccontato con passione ed emozione il lungo percorso che ha portato alla realizzazione di questo progetto.
“Questi Ritratti — ha detto — oggi per me sono come un sogno. Un sogno condiviso, che parla di qualità, di identità, di scelte strategiche fatte nel tempo e nel rispetto del nostro territorio”. Ha parlato del “vitigno giusto al posto giusto”, della necessità di “leggere e interpretare il territorio con consapevolezza e visione”. Ha raccontato di “un protocollo qualitativo per ettaro, che supera il vecchio concetto di garanzia e punta invece su pratiche agronomiche innovative, attente alla biodiversità, all’ambiente e alla dimensione sociale della viticoltura. Un vero e proprio sovescio di bellezza”.
Oggi Cantina La-Vis riunisce 400 soci e 400 ettari coltivati con dedizione, affiancati ogni giorno da un team di enologi e agronomi. Insieme, custodiscono un patrimonio collettivo, affrontano le sfide climatiche con intelligenza e trasformano la diversità in ricchezza. Perché, “diversità, idee diverse, sono ricchezza” e pare questo è il mantra filosofico della cantina.
Ritratti di La-Vis: un racconto che continua

“Il nuovo progetto Ritratti è un cerchio che si chiude — e si apre — nel segno della bellezza. Nasce nel 1948, con l’unione di 14 viticoltori che diedero vita alla Cantina, e oggi si rinnova con una visione forte, poetica, sostenibile”. I vigneti si estendono tra i 250 e i 550 metri di altitudine, baciati dal sole e accarezzati dall’Ora del Garda. I suoli, ricchi e diversificati, donano ai vini carattere, eleganza, salinità. E il clima, con la sua escursione termica, regala profumi intensi e strutture armoniose.
In tutto questo, l’arte è chiave di lettura e strumento di comunicazione. “Se negli anni ’80 La-Vis si era affidata alle immagini di Segantini per raccontare la vita contadina, oggi sceglie un linguaggio contemporaneo per dire, con forza e delicatezza, che il vino è un’opera d’arte collettiva. Un racconto fatto di mani, di gesti, di scelte, di emozioni nella natura e nel rispetto”.
La gamma Ritratti si compone di sei referenze – Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Pinot Nero – distribuite esclusivamente nel canale Horeca. Cantina La-Vis ha scelto inoltre di adottare per tutti i vini della linea una bottiglia bordolese distintiva, ispirata a quella degli anni ‘80, riaffermando il legame con la tradizione e il profondo senso di appartenenza.
Con questo progetto, La-Vis rinnova non solo la sua linea storica, ma anche il suo impegno: preservare l’identità di ciascun vigneto, salvaguardando il patrimonio naturale e sociale di una terra che da secoli ne custodisce il fascino e la ricchezza.






























