Si è spenta mercoledì 5 novembre a Torgiano, Maria Grazia Marchetti Lungarotti, moglie di Giorgio Lungarotti – fondatore dell’omonima azienda vitivinicola e padre della moderna enologia umbra – e madre di Chiara Lungarotti e di Teresa e Giuseppe Severini. Con lei, l’Umbria perde una delle sue figure più illuminate: una donna che ha saputo intrecciare impresa, cultura e territorio in un’unica visione, trasformando il vino e l’olio in strumenti di conoscenza e bellezza. Proprio questo, infatti, Maria Grazia Marchetti Lungarotti lascia dietro di sé: un’eredità che va ben oltre il vino. Un vero e proprio patrimonio, composto di qualcosa d’ineffabile eppure concretissimo: cultura, bellezza e visione. Donna di straordinaria finezza intellettuale, laureata in Lettere e Storia dell’Arte negli anni ’50, ha saputo nella sua lunga vita guardare ben oltre la dimensione produttiva del vino, intuendo la reale potenzialità dietro ogni calice: quel punto di convergenza dove trova sintesi una storia millenaria che lega in maniera profonda i registri della popolare civiltà contadina e quelli aulici dell’arte più raffinata. Da questa consapevolezza nacque il suo sogno: dare forma a una collezione che raccontasse il vino come cultura universale. Appassionata di museografia e museologia, Maria Grazia Marchetti Lungarotti è stata tra le prime a credere nell’accoglienza e nell’ospitalità: una pioniera dell’enoturismo in Italia, come dimostra la storia del Museo del Vino di Torgiano.

Addio alla mamma del Muvit, Maria Grazia Marchetti Lungarotti
Guardare oltre il vino per raccontarne l’anima più profonda: questa è stata la grande visione di Maria Grazia Marchetti Lungarotti. Nel 1974, insieme al marito Giorgio, fonda il Museo del Vino di Torgiano (Muvit), definito dal New York Times “il più bello d’Italia”. Un luogo unico, ospitato nel monumentale Palazzo Graziani-Baglioni, che attraverso oltre 3mila reperti racconta il dialogo millenario tra vino, arte e civiltà. Un percorso che spazia dal III millennio a.C. fino all’età contemporanea, con opere e manufatti che testimoniano come il vino abbia accompagnato la vita dell’uomo e il suo immaginario collettivo.
Nel 2000, la sua visione si amplia con la creazione del Museo dell’Olivo e dell’Olio (Moo), ricavato da un antico molino e dalle abitazioni medievali di Torgiano: 11 sale che illustrano la storia, la simbologia e le tecniche di produzione dell’oro verde, con una sezione archeologica e una collezione di lucerne che raccontano l’olio come luce, dall’età nuragica al Neoclassico.
Un’eredità che va ben oltre il vino
Nel 1987, Maria Grazia Marchetti Lungarotti e il marito Giorgio hanno dato vita alla Fondazione Lungarotti Onlus, che da quasi 40 anni promuove la cultura del vino e dell’olio, conservando e valorizzando il patrimonio artistico e i mestieri d’arte della tradizione umbra.
Ma per la sua Umbria l’impegno non si è mai soltanto limitato all’ambito enoico. Maria Grazia Marchetti Lungarotti, infatti, è stata una figura centrale della scena culturale e nel sostegno alle iniziative, in qualsiasi ambito e contesto, dall’arte all’impegno civile. Tanto che immediato è arrivato anche il ricordo di Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria:
“Con la scomparsa di Maria Grazia Lungarotti perdiamo una donna straordinaria. Il suo nome resterà legato per sempre al vino, all’olio e alla capacità tutta umbra di trasformare la tradizione in valore universale”.
Al dolore della famiglia e di tutta l’Umbria si aggiunge il cordoglio di WineCouture, che saluta la donna che trasformando il vino in cultura ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana.































