Le Donne della Vite aprono il 2026 con un ingresso che segna una svolta: l’adesione a The Porto Protocol, il movimento globale dedicato alla condivisione di soluzioni concrete per contrastare il cambiamento climatico nella filiera vitivinicola. Una scelta che porta l’associazione italiana in una dimensione internazionale, coerente con la sua missione di diffondere conoscenza, rafforzare il legame con il mondo scientifico e promuovere una viticoltura sostenibile. In un momento complesso per il settore agricolo, tra incertezze tecniche e crisi strutturali, le Donne della Vite scelgono l’apertura, la collaborazione e la condivisione come risposta. E trovano in The Porto Protocol una comunità di oltre 250 realtà di 20 Paesi, unite dall’obiettivo di generare un impatto positivo sul futuro del pianeta.
Un’adesione che nasce da valori condivisi
Il settore vitivinicolo sta attraversando una fase delicata, segnata da difficoltà economiche, cambiamenti climatici e indicazioni tecniche spesso contraddittorie. In questo contesto, il rischio è quello di chiudersi nel proprio perimetro. Le Donne della Vite, invece, scelgono la strada opposta.
L’associazione, da sempre impegnata nella circolazione delle competenze, nel dialogo con la ricerca e nella promozione di una viticoltura attenta al territorio, vede nella collaborazione internazionale un’opportunità di crescita.
“La sinergia diventa forza di agire e di risolvere”, sottolineano, ribadendo come l’apertura a esperienze diverse sia oggi indispensabile.
La presidentessa Valeria Fasoli evidenzia subito le affinità con The Porto Protocol: interessi comuni, metodo condiviso e la volontà di portare il confronto su un piano globale come stimolo per evolvere.

The Porto Protocol: una rete mondiale per il clima
Fondato nel 2018 da Taylor’s Port, The Porto Protocol è un movimento internazionale che punta sulla condivisione di soluzioni pratiche, supportate da basi scientifiche solide, per aiutare la filiera del vino a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
La piattaforma riunisce:
- viticoltori e produttori
- rivenditori e importatori
- consulenti, aziende di packaging e agenzie di design
- associazioni e università
distribuiti in 5 continenti e 20 Paesi.
Oggi conta oltre 250 associati e si propone come un hub dinamico, aperto e orientato all’azione.
La rappresentante regionale italiana è Antonella Manuli, titolare di Fattoria La Maliosa e Donna della Vite, che commenta: “L’ingresso delle Donne della Vite segna una tappa importante per il gruppo italiano. Grazie all’alto profilo delle sue socie, l’associazione potrà offrire un contributo scientifico e pratico di grande valore”.
Chi sono le Donne della Vite
L’associazione Donne della Vite è una realtà nazionale senza scopo di lucro, aperta a professioniste e professionisti del settore vitivinicolo. La sua attività si fonda su alcuni pilastri chiave:
- diffusione della cultura viticola ed enologica
- creazione di occasioni di incontro e formazione
- dialogo costante con il mondo della ricerca
- valorizzazione della professionalità femminile
- promozione di etica, estetica e bellezza legate alla vite
- attenzione alla sostenibilità e alla tutela del territorio viticolo
Un impegno che trova piena sintonia con la visione di The Porto Protocol.
La foto ritrae una delegazione delle Donne della Vite durante la visita tecnica “La Maremma etrusca tra tecnica viticola e storia” (maggio 2024) presso Fattoria La Maliosa. In basso a destra compaiono Antonella Manuli, rappresentante regionale italiana di The Porto Protocol, e Valeria Fasoli, presidentessa dell’associazione.































