Montebamboli nasce da uno sguardo lungo, di quelli capaci di vedere ciò che ancora non esiste. Più di 25 anni fa, Vittorio Moretti si fermò davanti a una collina immersa nel Parco Naturale dei Montioni, sulla Costa Toscana, e riconobbe in quel luogo un potenziale che pochi avrebbero saputo leggere. Non fu un colpo di fulmine improvviso, ma una rivelazione maturata nel tempo: le vigne vennero acquistate e impiantate a partire dal 2005, mentre il progetto cresceva attraverso l’osservazione paziente del suolo, del vento, della luce e dell’altitudine. Un ascolto profondo del territorio.
È stato Andrea Lonardi MW, in stretta connessione con la famiglia Moretti, a cogliere in Montebamboli una possibilità nuova: non un’estensione di Petra, non un modello da replicare, ma un modo diverso di interpretare la Costa Toscana. Un’interpretazione libera, svincolata da schemi predefiniti, capace di valorizzare le condizioni uniche dei vigneti in quota. Così è nato un progetto fortemente voluto, che oggi trova una chiave di lettura coraggiosa, contemporanea e coerente. Montebamboli non è soltanto un luogo: è una visione che finalmente prende forma.

Petra: una visione che diventa più nitida
Questa stessa visione ha guidato Petra negli ultimi cinque anni, periodo che ha segnato un evidente miglioramento qualitativo e una crescita economica solida, accompagnata da un portafoglio più nitido per horeca ed export e da una managerializzazione che non ha mai tradito le origini familiari.
Il nuovo corso nasce quasi per caso, in una cucina durante una cena tra amici: tra risotti e stinchi si comincia a immaginare un progetto. Poi gennaio 2024: un’altra cena, un confronto più concreto, e la decisione di sedersi davvero al tavolo per dare forma al futuro di Petra. Non un progetto industriale in senso stretto, ma un percorso fatto di scelte mirate e interventi puntuali che richiedono visione. E la visione, in casa Moretti, non è mai mancata: gli occhi di Vittorio Moretti – racconta Lonardi – “vedono a lunga gettata”. Per costruire progetti seri serve tempo. E Massimo Tuzzi lo ha ribadito chiamando Lonardi per un lavoro di prospettiva.

La Costa Toscana tra mito e identità mediterranea
Lonardi racconta di aver riscoperto il piacere dell’apprendimento proprio sulla Costa Toscana, una delle aree meno studiate ma più promettenti. 25 anni fa, durante un VinoVip Cortina, si invitavano gli investitori a guardare alla costa, sull’onda del mito di Sassicaia. Era l’epoca in cui prendeva forma l’immaginario dei Supertuscan.
Oggi la Costa Toscana mostra due anime. Una moderna, legata ai tagli bordolesi. L’altra ancestrale, mediterranea, appartenente al grande arco che va da Barcellona a Capalbio, dove le varietà cambiano nome ma raccontano la stessa matrice culturale.
È qui che Moretti individuò una terrazza naturale a 400 metri s.l.m., affacciata sul Mediterraneo, dove nei vigneti furono ritrovate varietà come Grenache e Vermentino. Da quell’intuizione nasce un progetto diverso, radicato in un’identità più antica e mediterranea, che si sviluppa oggi a Montebamboli e che includerà anche un importante progetto di hospitality.
Montebamboli: la Costa Toscana in quota
Montebamboli è una collina che guarda il mare. Ventosa, più piovosa rispetto a Petra, capace di restituire vini di leggerezza inaspettata e piacevolezza immediata. Nel triennio 2022–2024 qui è piovuto il 50% in più rispetto a Petra: un dato che modifica radicalmente dinamiche vegetative e profilo stilistico.
È una “vigna nel bosco”, immersa in 7.000 ettari di macchia mediterranea, dove biodiversità, ventilazione costante e suoli a prevalente componente acida e ricchi di scheletro costruiscono un’identità distinta. Le uve vengono vinificate a Petra, ma l’anima resta in quota. Se Petra è un progetto verticale e gerarchico, Montebamboli si sviluppa in orizzontale, seguendo la geografia delle parcelle.
Con Massimo Tuzzi è stato riscritto il piano aziendale in tre fasi: studio, razionalizzazione e applicazione. Nel 2024 è stato definito un nuovo piano di gruppo e nel 2025 Petra è passata da otto vini a tre. Il risultato è significativo: stesso fatturato dell’anno precedente con cinque vini in meno. Un consolidamento che rafforza l’identità.
Montebamboli: tre vini, un’identità mediterranea
I vini di Montebamboli – Cabernet Franc, Grenache e Vermentino – raccontano un Mediterraneo luminoso, con gradazioni contenute attorno ai 13,5% Vol.

Il Cabernet Franc offre una lettura costiera e delicata del vitigno. Il Grenache rappresenta la sorpresa della Costa Toscana, fermentato in acciaio e affinato in cemento. Il Vermentino, in Toscana spesso definito “abbronzato”, nasce da una selezione di grappoli verdi pressati dopo una notte a bassa temperatura, fermentati in legno nuovo, con evocazioni marine di ostrica e olio al naso.

“Ho vissuto personalmente la nascita di Petra: è stata oggetto della mia tesi di laurea con il professor Attilio Scienza, con il quale abbiamo sviluppato il progetto di zonazione”, racconta Francesca Moretti, vicepresidente della holding Terra Moretti ed enologo di Bellavista. “Negli anni ho sempre guardato a Montebamboli con attenzione, perché ne intuivo le potenzialità. Io e mio padre siamo molto felici che oggi Andrea Lonardi MW abbia raccolto questo testimone e lo abbia reso attuale, dando forma a un progetto coraggioso e contemporaneo, che in quel territorio ha sempre avuto una vocazione naturale”.

Petra e Montebamboli oggi rappresentano due declinazioni della stessa visione: una radicata nella tradizione del taglio bordolese, l’altra proiettata verso un futuro mediterraneo, più leggero, identitario e contemporaneo. Non solo vini, ma la costruzione consapevole di un nuovo racconto per la Costa Toscana.

































