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Gruppo Meregalli compie 170 anni e alza l’asticella sul mercato Horeca

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Non è stato un anno da effetti speciali. Superare i 100 milioni nel 2025 non era l’obiettivo. Preservarli sì. Ed è proprio questo il punto. Gruppo Meregalli ha chiuso gli scorsi 12 mesi a 100.058.000 euro di fatturato, con una contrazione dello 0,7% rispetto al 2024. Il vino segna -3,8%, gli spirits -3% e le consociate estere -4%. A fare da contrappeso interviene il comparto extra-vino, sostenuto dalle attività nel lusso e dallo sviluppo della produzione Food & Beverage. È il riflesso di una distribuzione italiana che archivia l’euforia e torna a una grammatica più selettiva, dove contano sostenibilità, presidio e qualità del credito.

A fine anno, in un’intervista rilasciata a WineCouture, la domanda era stata diretta: puntate a superare i 100 milioni anche nel 2025? “No, non crediamo in un miracolo di Natale”, aveva risposto Marcello Meregalli. “Vino e spirits hanno sofferto una primavera difficilissima, mentre il non-vino ha registrato una crescita molto forte. Anche qui si vede la differenza tra lusso vero e mass market: il primo continua a funzionare, il secondo è più in difficoltà”.

Corrado Mapelli aveva aggiunto un elemento decisivo: “Dopo un anno record come quello precedente, era naturale un 2025 di consolidamento. Anzi, lo consideriamo persino più importante. Costruiamo basi solide. Non inseguiremo il fatturato a ogni costo”. Fino a una scelta concreta: “Circa il 10% degli ordini dell’ultimo trimestre non verrà evaso per incertezza sui pagamenti. Meglio un fatturato sano che un numero gonfiato”.

È qui che il 2025 diventa interessante: non per l’andamento in sé, ma per ciò che rivela del modello distributivo italiano. È una presa di posizione che fotografa bene il passaggio d’epoca della distribuzione premium. In questa fase torna centrale il lavoro invisibile — selezione del credito, presidio del cliente, consulenza — più ancora della spinta commerciale. Dopo la fase espansiva post-Covid, il mercato si è raffreddato. Il primo semestre è stato segnato da uno stallo evidente tra marzo e maggio; la ripresa è arrivata nel secondo.

Gruppo Meregalli compie 170 anni e alza l’asticella sul mercato Horeca di vino e spirits dopo un 2025 chiuso a 100.058.000 euro di fatturato

I trend per vino e spirits nel 2025: mescita, Champagne e nuove rotazioni Horeca

Sul fronte dei trend, il quadro è nitido. Tra gli spirits avanzano amari e whisky, la vodka torna a dare segnali, il gin resta stabile, tequila e mezcal si assestano senza l’atteso incremento. Intanto lo zero alcol entra sempre più nella miscelazione come leva tecnica, senza cannibalizzare il resto. 

Nel vino, la vera parola chiave è mescita: il consumo by the glass diventa strumento di rotazione e di accessibilità, favorendo assortimenti più ampi e spingendo referenze come Chablis e Crémant al calice. 

Anche lo Champagne recupera terreno sulle grandi Maison, sostenuto da attività promozionali più attive, e un dato simbolico mette un segno in calce all’anno: Bollinger in Italia supera le 243.000 bottiglie, oltre 20.000 in più rispetto al 2024. Nel piatto, le abitudini si spostano: bollicine e bianchi medio-alti sempre più spesso prendono il posto dei rossi. E si rivede interesse per territori meno modaioli ma solidi: Verdicchio nelle Marche, Lazio, Puglia, aree meno note del Piemonte, oltre a una rinnovata attenzione verso il Prosecco.

La strategia 2026 di Gruppo Meregalli: consolidamento, qualità del credito e servizio al cliente

Dentro questo scenario, i numeri diventano secondari rispetto all’atteggiamento: la scelta è quella di governare il mercato, non d’inseguirlo. Marcello Meregalli la sintetizza così: “Dopo l’euforia del mercato durante il periodo Covid e post Covid, si è passati a una fase più moderata in termini di vendite, un rallentamento iniziato con la fine dell’estate 2024 e durato fino a quella successiva. In seguito, si è registrata una ripresa che fa ben sperare per questo 2026. La parte premium del mercato, sia per il vino che per gli altri ambiti in cui abbiamo investito, ha dato ottimi risultati”.

Corrado Mapelli lega l’incertezza alla responsabilità del servizio: “Viviamo una fase di profonda incertezza che inevitabilmente si riflette sul mercato, sui consumatori e sui loro comportamenti di acquisto. Proprio per questo oggi è fondamentale essere ancora più vicini al nostro cliente di riferimento, rafforzando il servizio, la consulenza e la professionalità che da sempre ci contraddistinguono. È trasformando l’incertezza in punti fermi che costruiamo fiducia: una fiducia che ci accompagna con convinzione verso il 2026, anno di celebrazioni per il nostro Gruppo, che raggiunge il traguardo di 170 anni di storia”.

Nuovo assetto societario: Corrado Mapelli entra in Meregalli Giuseppe Spa

Un passaggio storico che coincide con un nuovo assetto societario. Dal 9 gennaio scorso, infatti, Corrado Mapelli è entrato nella compagine di Meregalli Giuseppe Spa con una quota del 3%. Un gesto non scontato per un gruppo rimasto fino a oggi interamente familiare: qui l’apertura è sostanziale. Marcello Meregalli lo dice con parole che suonano come riconoscimento e prospettiva: “Con Corrado abbiamo condiviso 25 anni di lavoro, creando insieme a tutto il team di Gruppo Meregalli una realtà leader, che si è ampliata su molti fronti del mondo vinicolo e non solo. Una realtà che guarda al futuro e ai prossimi ampliamenti, più facilmente raggiungibili con il suo aiuto e con quello di tutti i nostri collaboratori”. E ancora: “Mi auguro che questo passaggio sia una stella in più su un firmamento di successi che vogliamo raggiungere insieme”. Non protocollari anche le parole di Mapelli: “È per me un grande onore e privilegio, un traguardo professionale che mai avrei immaginato in un’organizzazione con una storia così importante e autorevole, e con un potenziale straordinario. Sono entusiasta di continuare, con ancor più valore, a mettere a disposizione la mia esperienza e le mie competenze. Grazie al nostro team ricco di talenti e alla nostra guida, porteremo la nostra azienda verso una nuova fase di crescita per andare incontro a un futuro ancora più solido”.

170 anni di Gruppo Meregalli: eventi e nuove acquisizioni nel catalogo 2026

Parlando del domani, il 2026 coincide, come anticipato, con un anniversario significativo per Gruppo Meregalli: è l’anno in cui celebra 170 anni, con un calendario di eventi tra la sede storica di Monza e Tenuta Fertuna in Maremma, oltre al ritorno della presentazione 100vini dedicata all’Horeca. 

Una traiettoria lunga che trova espressione concreta nella novità più rilevante di inizio anno: l’ingresso di Giodo nel catalogo di Visconti43. Parliamo del progetto montalcinese fondato da Carlo Ferrini e oggi guidato con Bianca Ferrini e il direttore tecnico Riccardo Ferrari. Siamo a Sant’Angelo in Colle, Montalcino, dove dal 2002 vengono coltivati sette ettari di Sangiovese con una filosofia orientata all’eleganza e a una gamma essenziale. In portfolio arrivano Giodo Brunello di Montalcino, La Quinta Igt Toscana, Prètto Brunello di Montalcino 2021 e il Rosso di Montalcino 2024. Insieme alla Toscana, Visconti43 distribuirà anche i vini siciliani Alberelli di Giodo, progetto nato dal legame profondo di Carlo Ferrini con l’Etna: Nerello Mascalese (dal 2016) e Carricante (dal 2020), da vigne tra i 700 e i 950 metri nelle contrade Rampante e Pietrarizzo, su suoli vulcanici ricchi di pomice, con l’obiettivo dichiarato di portare nel calice finezza e precisione. Il 2025 di Meregalli non racconta dunque quella che è stata una flessione, ma piuttosto un riequilibrio consapevole. 

In un segmento premium sempre più esigente, tornano centrali selezione, servizio, affidabilità e costruzione di valore. Nel suo 170esimo anno, puntando sulla qualità prima che sul volume, Gruppo Meregalli ha scelto per il 2026 non di alzare la voce, ma l’asticella.  

Gruppo Meregalli compie 170 anni e alza l’asticella sul mercato Horeca di vino e spirits dopo un 2025 chiuso a 100.058.000 euro di fatturato
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