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Ocm Vino 2026/2027: 98 milioni di euro per la promozione internazionale. Soddisfazione dalla filiera vitivinicola 

Italian wine exports close the first quarter of 2026 at –6.8%, according to UIV. Us, Germany and the United Kingdom are slowing.
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Le organizzazioni della filiera vitivinicola italiana – Alleanza Cooperative Agroalimentari, Assoenologi, Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, FIVI e Unione Italiana Vini – esprimono apprezzamento per la pubblicazione del nuovo bando OCM Promozione per la campagna 2026/2027. Il provvedimento, promosso dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, mobilita una dotazione finanziaria complessiva superiore a 98 milioni di euro, ripartita tra programmi nazionali, bandi regionali e iniziative multiregionali. Particolare apprezzamento viene espresso per le novità introdotte, tra cui, il rafforzamento della flessibilità operativa, che consente di adattare gli interventi alle specificità dei mercati internazionali e l’aggiornamento dei costi di riferimento per i mercati strategici.

OCM Vino 2026/2027: la chiave della semplificazione

In merito al bando degli OCM Vino 2026/2027 è considerato positivo anche il potenziamento della digitalizzazione delle procedure, con l’ampliamento delle funzionalità dell’applicativo informatico per la gestione delle domande, finalizzato a semplificare l’accesso agli aiuti e a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, oltre alla possibilità data alle Regioni di ridurre la soglia minima di accesso ai progetti per i piccoli produttori.

Le organizzazioni della filiera vitivinicola nazionale sottolineano inoltre con favore l’ulteriore anticipo dei tempi di pubblicazione del bando, elemento che consentirà agli operatori una programmazione più efficace delle attività promozionali in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da rapide evoluzioni e nuove sfide per il settore.

Il ruolo dell’Italia del vino

In quest’ottica, al recente Vinitaly l’incontro organizzato da ISMEA e dal Ministero dell’Agricoltura, con Confcooperative, Uiv, Federvini, Fivi ha messo l’accento le novità, in termini di semplificazione, flessibilità e modalità di accesso più inclusive. I dati illustrati dalla relazione di Tiziana Sarnari, Responsabile Ufficio Indicazioni Geografiche-ISMEA, evidenziano come nel 2025 l’Italia abbia mantenuto la leadership mondiale con una produzione di 44 milioni di ettolitri (+0,7%) e un export pari a circa 21 milioni di ettolitri esportati. 

OCM Vino 2026/2027: 98 milioni di euro per la promozione internazionale. Soddisfazione dalla filiera vitivinicola 

Con 7,8 miliardi di euro, maturati sui mercati esteri, l’Italia si conferma poi secondo esportatore in valore a livello globale. Un risultato trainato dalla qualità: circa il 90% delle esportazioni è rappresentato da vini a indicazione geografica, a conferma di una evoluzione del consumo verso i segmenti di maggior pregio. Tra i fattori trainanti della domanda si consolida il ruolo dell’enoturismo, un fenomeno che, secondo le più recenti stime, coinvolge 18 milioni di italiani e genera un valore di 2,5 miliardi di euro.

Ampio spazio è stato dedicato alle politiche di sostegno al settore con il nuovo bando OCM Promozione per la campagna 2026-2027, fortemente voluto dal Ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, che mette a disposizione risorse complessive pari a oltre 98 milioni di euro, di cui 22 milioni destinati ai programmi nazionali, mentre la restante quota da assegnare attraverso bandi regionali e programmi multiregionali.

Le voci della filiera vitivinicola

Tra le novità della misura, illustrate da Marco Lupo (Capo Dipartimento della Sovranità alimentare e dell’ippica del MASAF) e Teresa Nicolazzi (direttore generale AGEBIL del MASAF) spiccano il rafforzamento della flessibilità operativa per adattare gli interventi alle specificità dei mercati, le misure per agevolare l’accesso dei piccoli produttori, anche attraverso la modulazione delle soglie minime di investimento. Importante, inoltre, l’aggiornamento dei costi di riferimento per mercati strategici (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svizzera e Cina) e introduzione di nuovi parametri per il Giappone.  Nel dibattito è stata da più parti evidenziata l’importanza del lavoro svolto dal ministero sulla nuova misura OCM.

Luca Rigotti, presidente del Gruppo Mezzacorona e del settore vino Confcooperative, ha sottolineato in particolare i progressi nell’informatizzazione delle procedure, e il lavoro fatto in Europa con il pacchetto vino, ribadendo la necessità di proseguire su questa strada unitamente agli sforzi diplomatici indirizzati a risolvere il problema dei dazi sul mercato statunitense, attualmente frenato anche dal cambio euro-dollaro poco favorevole.

Rita Babini, Presidente FIVI, ha espresso apprezzamento per l’introduzione della possibilità per le Regioni di ridurre la soglia minima di accesso ai progetti OCM, evidenziando come tale misura possa favorire una maggiore inclusione dei piccoli produttori, ringraziando il Ministero per il lavoro svolto nel rendere il sistema più equo e accessibile. Sul fronte delle prospettive di crescita, è stato evidenziato dal direttore ISMEA Sergio Marchi come gli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur e India, possano aprire opportunità rilevanti per il settore, a partire dall’eliminazione immediata dei dazi sugli spumanti. Sebbene l’area rappresenti oggi una quota ancora marginale dell’export europeo e italiano, le prospettive di crescita appaiono promettenti. In particolare, una simulazione sul mercato brasiliano evidenzia un risparmio per gli importatori pari a circa 0,66 euro al litro, un vantaggio competitivo in grado di stimolare nuova domanda e favorire l’espansione delle esportazioni italiane. E ancora, se Gabriele Castelli, direttore di Federvini – pur rilevando il forte impatto dei dazi, ha sottolineato come la resilienza del comparto italiano – Carmen Caruccio, senior policy officer di Uiv, ha evidenziato il valore strategico degli accordi di libero scambio.

Infine, il presidente di ISMEA, Livio Proietti, ha detto: “Il vino italiano rappresenta uno degli asset più strategici del nostro agroalimentare, capace di coniugare qualità, identità territoriale e competitività sui mercati internazionali. In un contesto globale complesso, il rafforzamento degli strumenti di sostegno come l’OCM Promozione e il lavoro sinergico tra istituzioni e filiera sono elementi fondamentali per consolidare la nostra leadership e accompagnare, in particolare, anche le realtà più piccole nei percorsi di internazionalizzazione e crescita”.

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