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Consorzio Vini Bardolino nel segno della continuità: Fabio Dei Micheli confermato presidente

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Il Consorzio Vini Bardolino rinnova i propri vertici confermando Fabio Dei Micheli alla presidenza. La decisione è stata assunta all’unanimità dal nuovo Consiglio di Amministrazione, riunitosi il 5 maggio presso la sede dell’ente, che rappresenta 817 soci e oltre 600 viticoltori. Accanto a Dei Micheli, sono stati nominati vicepresidenti Luca Oliosi, Davide Ronca e Fausto Zeni, delineando una governance che sceglie la continuità come risposta a una fase complessa per il comparto vitivinicolo. La conferma arriva in un momento particolarmente simbolico, coincidente con il centenario del Consorzio, fondato nel 1926.

Le priorità del nuovo mandato: riconoscibilità, freschezza e mercato

Nel delineare le linee guida del prossimo triennio, Fabio Dei Micheli ha sottolineato la necessità di affrontare con realismo il contesto globale, senza rinunciare all’ambizione di rafforzare il profilo della denominazione.

“Le sfide del prossimo triennio – ha detto il presidente Dei Micheli – non possono prescindere dalla fase complessa che il settore sta attraversando a livello globale. A partire da questa consapevolezza, c’è però la convinzione delle potenzialità di una denominazione che vuole scommettere su riconoscibilità, contemporaneità e freschezza”.

Il presidente ha indicato alcune direttrici strategiche che ruotano attorno al mercato, sempre partendo dalla qualità come presupposto imprescindibile.

“Le leve da attivare – che non possono prescindere dalla qualità – sono quelle del mercato. Tra tutte, il riallineamento di produzione e domanda per garantire la giusta remunerazione alla filiera, il potenziamento dell’enoturismo e del marketing anche in chiave internazionale, oltre che la definizione di un nuovo disciplinare”.

A chiudere l’intervento, il ringraziamento ai soci e al Consiglio per la fiducia accordata, definita come una responsabilità ancora più rilevante nell’anno del centenario.

Fabio Dei Micheli è stato confermato presidente del Consorzio Vini Bardolino. Continuità, mercato ed enoturismo al centro del nuovo triennio.

Bardolino e Chiaretto: numeri e identità della denominazione

Attivo dal 1926, il Consorzio Vini Bardolino tutela e rappresenta la Bardolino Doc, articolata nelle sue espressioni storiche del territorio veronese del Garda. Il Bardolino rosso, basato sul vitigno autoctono Corvina Veronese, e il Chiaretto di Bardolino costituiscono il cuore produttivo della denominazione.

La superficie vitata complessiva raggiunge 2.400 ettari, di cui 1.000 dedicati al Chiaretto. Nel 2025 la produzione totale ha toccato 21 milioni di bottiglie, suddivise tra 11 milioni di Bardolino e 10 milioni di Chiaretto, confermando quest’ultimo come il rosato più venduto d’Italia, con una quota export pari al 60%. Il Consorzio opera in regime di erga omnes, con una rappresentatività del 92%.

Questi numeri rafforzano il posizionamento di Bardolino come denominazione capace di coniugare volumi, identità e appeal internazionale.

Il nuovo CdA e una denominazione al bivio

Il Consiglio di Amministrazione, eletto dall’assemblea del 22 aprile, è composto da rappresentanti dell’intera filiera produttiva e riprende il mandato con l’obiettivo di accompagnare la denominazione in una fase di evoluzione normativa e di riposizionamento sui mercati. A farne parte sono:

Claudia Benazzoli, Alessandro Bianchi, Chiara Brancher, Piergiuseppe Crestani, Fabio Dei Micheli (presidente), Claudio Lenotti, Luca Oliosi (vicepresidente), Francesco Piona, Matilde Poggi, Agostino Rizzardi, Davide Ronca (vicepresidente), Egidio Roviaro, Christian Scrinzi, Marco Zanoni e Fausto Zeni (vicepresidente).

La riconferma dei vertici s’inserisce in una strategia che privilegia stabilità e visione di medio periodo, in coerenza con il lavoro svolto negli ultimi anni. Il Consorzio Vini Bardolino si prepara così a un nuovo triennio di lavoro che intreccia tradizione, contemporaneità e sfide di mercato. La definizione di un nuovo disciplinare, lo sviluppo dell’enoturismo e il rafforzamento della presenza internazionale sono chiamati a dialogare con un’identità storica che compie cento anni, ma che guarda al futuro con strumenti aggiornati.

Il centenario diventa allora non solo una ricorrenza celebrativa, ma un punto di partenza per ripensare il ruolo del Bardolino nel panorama vitivinicolo italiano e internazionale.

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