Il Consorzio vini Valpolicella rinnova la propria governance con l’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione, che resterà in carica fino al 2028, e chiude il mandato con un bilancio 2025 da record. L’assemblea dei soci, riunitasi a Sant’Ambrogio di Valpolicella, ha approvato all’unanimità un utile di quasi 296 mila euro, confermando la solidità economica dell’ente in un contesto complesso per il settore vitivinicolo. Il nuovo Cda avrà ora il compito di nominare il presidente nelle prossime settimane, avviando una nuova fase di gestione strategica per una denominazione simbolo del vino italiano. A comporre il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio vini Valpolicella sono: Alfredo Albertini, Cantina Soc. Valpolicella Classico di San Pietro in Cariano; Agostino Anselmi, Collis Veneto Wine Group S.C.A.; Carlo Boscaini, Az. Agr. Boscaini Carlo S.S.; Diego Cottini, Az. Agr. Montezovo S.S.; Davide Degani, Soc. Agr. Campo degli Olivi S.S.; Paolo Fiorini, Cadis 1898 S.C.A.; Lucio Furia, Soc. Agr. Le Ruine S.S.; Giovanni Lai, Gerardo Cesari S.p.A.; Christian Marchesini, Az. Agr. Monte Gradella S.A.S.; Umberto Pasqua Di Bisceglie, Pasqua Vigneti e Cantine S.p.A.; Matteo Provolo, Provolo Soc. Agr. di Provolo Marco; Cristian Ridolfi, Gruppo Italiano Vini S.p.A.; Pietro Sartori, Collis Heritage S.p.A.; Luigi Turco, Cantine di Verona S.C.A.; Christian Zulian, Cantina Valpolicella Negrar S.C.A.
Marchesini: un mandato tra crisi globale e capacità di adattamento
A chiudere il triennio è il presidente uscente Christian Marchesini, che ha evidenziato la complessità del contesto affrontato:
“Concludiamo questo mandato con la consapevolezza di aver guidato il Consorzio in un periodo complesso, segnato da sfide geoeconomiche e da una profonda evoluzione dei consumi su scala globale, che ha interessato il vino italiano nel suo insieme e, in particolare, i vini rossi. In questi anni il mercato è cambiato rapidamente, imponendo a tutti noi capacità di adattamento, visione e senso di responsabilità. Di fronte a questo scenario, il Consorzio non è rimasto fermo: abbiamo reagito intensificando l’attività di promozione in Italia e all’estero, con l’obiettivo di sostenere concretamente le nostre aziende, soprattutto quelle di dimensioni più piccole, che rappresentano un patrimonio fondamentale del territorio”.
Un bilancio che racconta un Consorzio capace di reagire con strumenti concreti, in particolare sul fronte della promozione internazionale.

Promozione globale: oltre 3 milioni di euro e 75 eventi nel 2025
Tra i dati più significativi emerge la crescita dell’attività promozionale, con oltre 3 milioni di euro investiti tra Italia ed estero, pari al 65% dei costi diretti del Consorzio. Nel solo 2025 sono stati realizzati 75 eventi in 17 Paesi, contribuendo a rafforzare la presenza della denominazione nei mercati internazionali.
Il dato assume ancora più rilevanza se inserito nel quadro più ampio del triennio: tra il 2023 e maggio 2026 le attività promozionali hanno raggiunto quota 252 iniziative, con una presenza capillare che spazia dall’Europa agli Stati Uniti, fino all’Asia e all’Oceania.
Accanto alla promozione, il Consorzio ha rafforzato il proprio ruolo nella tutela della denominazione. Tra i risultati più rilevanti figura la cessione dei marchi da parte della Camera di Commercio di Verona, un passaggio strategico per il controllo e la valorizzazione del sistema Valpolicella.
Sul piano identitario, spicca la candidatura della tecnica dell’appassimento delle uve a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, un progetto che punta a riconoscere il valore storico e culturale di una pratica centrale nella produzione dei grandi vini della denominazione.
Sul fronte legale, il 2025 ha visto 35 vertenze legate al fenomeno del sounding, in particolare riferite all’Amarone della Valpolicella. Di queste, 15 si sono già concluse positivamente, con il ritiro delle etichette e risarcimenti nei casi previsti.
Tra gli esempi citati figurano etichette come Montemarrone, Avarone e Casa Marroni, dimostrando l’impegno del Consorzio nella difesa della denominazione sui mercati internazionali.
Consorzio Valpolicella: cresce il numero dei soci
Il rafforzamento del Consorzio passa anche attraverso l’ampliamento della base associativa, con 34 nuovi ingressi nel 2025 e un totale di 114 nuovi soci tra il 2023 e maggio 2026, segnale di una struttura sempre più rappresentativa del territorio.
Parallelamente si sviluppa il Valpolicella Education Program (VEP), attivo dal 2018, che ha già formato 89 Valpolicella Wine Specialist in 29 Paesi, contribuendo alla diffusione internazionale della cultura del territorio e delle sue denominazioni.
Con ricavi complessivi che sfiorano i 4,9 milioni di euro, sostenuti in parte dalle attività di tutela e da proventi istituzionali in crescita del 21%, il Consorzio Valpolicella si conferma come un modello organizzativo capace di coniugare solidità economica, promozione internazionale e tutela territoriale. Il nuovo Cda eredita quindi una struttura rafforzata e una strategia già orientata verso un futuro che richiederà continua capacità di adattamento, soprattutto in un mercato globale sempre più dinamico.






























