Nel 2025 il vino in Italia ha venduto nella GDO 3,2 miliardi di euro per 737 milioni di litri, mentre l’export ha chiuso a 7,78 miliardi. Numeri che raccontano un gusto più selettivo, meno automatico e più curioso.
Il vino oggi non è più solo “rosso con la carne e bianco col pesce”. È diventato una piccola scelta di stile, un modo per raccontare cosa ci piace, come passiamo il tempo e che tipo di esperienze cerchiamo. Anche chi si rilassa online, magari su PlayID Casino, può riconoscersi in questa voglia di buon gusto: un calice scelto bene, una cena semplice ma curata, una bottiglia scoperta per caso e poi consigliata agli amici. Nel 2025 gli italiani hanno continuato a bere vino, ma con più attenzione: il 55% della popolazione lo consuma, pari a 29,4 milioni di persone, e i consumatori saltuari sono ormai il 61%, più dei quotidiani.
Dal vino della domenica al calice scelto con più calma
La tradizione resta forte. Prosecco, Sangiovese, Nebbiolo, Vermentino, Primitivo e Lambrusco continuano a essere nomi familiari, quelli che molti riconoscono senza leggere troppo l’etichetta. Però il rapporto con il vino è cambiato: si beve meno per abitudine e più per piacere.
Lo si vede anche nei supermercati. Nel 2025 i volumi nella grande distribuzione sono scesi del 2,7%, ma il prezzo medio è salito del 2,3%. In pratica: meno bottiglie buttate nel carrello senza pensarci, più attenzione a cosa si porta a tavola. Le fasce sopra i 10 euro hanno performato meglio, segno che tanti consumatori preferiscono comprare meno, ma scegliere meglio.
Il tempo libero è sempre più fatto di piccoli rituali personali. C’è chi guarda una serie, chi gioca online a PlayID Casino, chi apre una bottiglia particolare per rendere diversa una serata normale.
I vini di nicchia piacciono perché hanno una storia da raccontare
Accanto ai grandi classici cresce la voglia di vini meno scontati. I consumatori cercano territori, vitigni autoctoni, piccole produzioni, etichette naturali o bottiglie scoperte durante un viaggio. Non serve essere esperti: spesso basta una storia chiara, un sapore diverso, un produttore che sa raccontare il proprio lavoro.
Tra le tendenze più visibili ci sono:
- vini bianchi freschi e facili da abbinare;
- spumanti anche fuori dalle feste;
- rossi meno pesanti e più versatili;
- vitigni locali riscoperti;
- bottiglie legate a territori piccoli ma riconoscibili.
Anche nella ristorazione il vino pesa molto: secondo l’Osservatorio FIPE-UIV vale 12 miliardi di euro l’anno tra ristoranti, trattorie, pizzerie e wine bar, con una quota di oltre il 21% sullo scontrino medio. Bianchi freschi e spumanti reggono meglio, mentre i rossi più corposi fanno più fatica. Oggi il buon gusto passa dalla curiosità, non dall’ostentazione. Chi gioca a PlayID Casino sa riconoscere i vini di qualità.
Il nuovo buongusto è scegliere senza complicarsi la vita
La conclusione è semplice: il vino italiano non ha perso fascino, ha cambiato passo. Nel 2025 l’export è calato del 3,7%, arrivando a 7,78 miliardi di euro, ma il settore resta centrale nel made in Italy e continua a parlare a pubblici diversi.
Il buongusto non significa conoscere ogni annata o usare parole difficili. Significa scegliere con un po’ di attenzione, lasciarsi incuriosire e dare valore al momento. Vale per una cena tra amici, per un aperitivo, per una bottiglia comprata online o per una serata tranquilla dopo PlayID Casino. Il vino, quando viene scelto bene, resta una delle forme più semplici e italiane di piacere quotidiano.






























