Con l’inaugurazione della quarta edizione di Wine to Asia, il progetto internazionale di Vinitaly rafforza il proprio ruolo di piattaforma strategica per l’espansione nei mercati asiatici. L’evento, in corso al Futian Center di Shenzhen fino al 16 maggio 2026, riunisce oltre 400 espositori da più di 20 Paesi e attende circa 15mila operatori professionali provenienti da tutto il Sud-Est asiatico.
La manifestazione conferma il crescente interesse per il vino italiano in un’area considerata oggi una delle leve più rilevanti per la crescita internazionale del settore.
Wine to Asia 2026: il ruolo di Vinitaly nel presidio dei mercati asiatici
Wine to Asia si inserisce all’interno della strategia globale di Veronafiere con il brand Vinitaly, insieme alle attività in Brasile e negli Stati Uniti, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del Made in Italy nei mercati emergenti.
Come sottolinea il presidente di Veronafiere Federico Bricolo:
“Wine To Asia rappresenta oggi il punto di riferimento per il mercato cinese e dei principali paesi del Sud-Est asiatico, aree oggi decisive per le prospettive di crescita del vino made in Italy. La manifestazione rientra nel programma internazionale sviluppato da Veronafiere con il brand Vinitaly, in questi giorni anche in Brasile con Wine South America, mentre in ottobre a New York con Vinitaly.USA per rafforzare il posizionamento delle imprese italiane sui mercati esteri, creare nuove opportunità commerciali e consolidare le relazioni con buyer e operatori qualificati”.
Il progetto si configura così come un vero avamposto operativo per lo sviluppo dell’export italiano.
L’Italia protagonista con 50 aziende e un focus sul Sud-Est asiatico
All’interno della manifestazione, l’Italia è rappresentata da una delegazione di 50 aziende, provenienti da Piemonte, Veneto, Toscana e Puglia, riunite nel Padiglione Italia organizzato da ITA – Italian Trade Agency.
La presenza è sostenuta da una campagna mirata di incoming che ha portato a Shenzhen buyer e operatori horeca da mercati chiave come Singapore, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia, Taiwan e Hong Kong.
Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, la domanda asiatica di vino, dopo anni di contrazione, è attesa tornare in crescita con un incremento degli ordini dello 0,5% annuo fino al 2029, confermando il potenziale dell’area.
Nel rafforzamento della presenza italiana, la promozione istituzionale gioca un ruolo centrale. Secondo Matteo Zoppas, presidente di ITA-Italian Trade Agency:
“La Cina è un mercato strategico, anche perché si sta aprendo sempre di più e una quota crescente della sua enorme popolazione dispone oggi di una capacità di spesa adeguata all’acquisto dei nostri prodotti. Dobbiamo quindi anticipare questa fase ed essere più presenti. Wine To Asia, dove ci troviamo oggi, rappresenta un contesto dal potenziale enorme: proprio per questo abbiamo raddoppiato rispetto allo scorso anno la presenza delle aziende nella collettiva ITA”.
La strategia punta a integrare vino, gastronomia e ristorazione italiana come leve per avvicinare i consumatori locali.

La Cina tra attrattività culturale e domanda di Made in Italy
Il mercato cinese continua a mostrare una crescente apertura verso i prodotti italiani, sostenuta da una domanda culturale oltre che economica.
L’ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, ha dichiarato:
“L’Italia è percepita molto positivamente in Cina, come ha confermato anche la recente riunione della Commissione mista economica italo-cinese, tenutasi in aprile con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. È una cooperazione costruttiva e lungimirante, che ci consente di raccontare meglio il nostro Paese a un pubblico cinese in forte crescita, non solo sul piano socioeconomico ma anche culturale. C’è una grande voglia d’Italia: lo dimostrano l’aumento continuo del turismo cinese e l’attenzione crescente sui social media locali, dove i territori italiani sono sempre più conosciuti. I viaggiatori cinesi cercano esperienze autentiche, anche al di fuori dei grandi luoghi iconici, e il vino è una calamita straordinaria perché rappresenta l’eccellenza dei nostri territori”.
Un contesto che rende il vino uno degli strumenti più efficaci per raccontare l’identità dei territori italiani.
Wine to Asia 2026: un format contemporaneo tra vino, mixology e nuove tendenze
Wine to Asia si presenta con un format dinamico che va oltre il vino, includendo spirits, prodotti NoLo e mixology, oltre a un programma di masterclass ed experience guidate da professionisti internazionali.
Tra le novità dell’edizione, il debutto dell’area dedicata ai Raw Wine, con oltre 60 produttori da 15 Paesi, e la presenza di figure di riferimento del settore come Isabelle Legeron MW.
Il programma si completa con la Greater Bay Area Wine Week, un calendario diffuso di eventi che coinvolge le principali città della regione del Guangdong e le aree di Hong Kong e Macao, ampliando il raggio d’azione della manifestazione verso il pubblico finale.
Con Wine to Asia, il vino italiano rafforza il proprio posizionamento non solo come prodotto, ma come veicolo culturale capace di dialogare con nuovi mercati e nuovi linguaggi di consumo.
La crescita della domanda asiatica, l’attenzione verso esperienze autentiche e il ruolo delle piattaforme fieristiche internazionali delineano uno scenario in cui il successo del Made in Italy passa sempre più dalla capacità di interpretare contesti complessi e interculturali.
In questo quadro, Shenzhen si afferma come uno snodo strategico, uno spazio in cui il vino italiano non si limita a essere esportato, ma viene raccontato, reinterpretato e inserito in un ecosistema globale in continua evoluzione.






























