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Vinitaly: la crescita del vino italiano passa per i mercati emergenti di Sudamerica e Asia

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Il bilancio di Wine South America 2026 e Wine to Asia 2026 conferma una direzione sempre più chiara per il vino italiano: la crescita internazionale passa attraverso i mercati emergenti di Sudamerica e Asia. Le due rassegne, organizzate da Veronafiere con Vinitaly tra Brasile e Cina, chiudono con segnali positivi e indicazioni strategiche che rafforzano il ruolo di queste aree nel futuro dell’export enologico italiano. Un risultato che va oltre i numeri e racconta una trasformazione più profonda: il vino italiano prima che alla ricerca di sbocchi commerciali, mira a nuovi contesti culturali di consumo.

Wine to Asia: Shenzhen come hub del nuovo consumo

La quarta edizione di Wine to Asia, ospitata al Futian Center di Shenzhen, si conferma un punto di riferimento per il Far East, con oltre 15mila operatori professionali e una forte presenza di buyer provenienti da tutta l’area asiatica.

A evidenziarne la portata è il presidente di Veronafiere Federico Bricolo:

“Con più di 15mila professionisti presenti, è stata l’edizione che ha confermato Wine To Asia come uno dei punti di riferimento della promozione del vino e degli spirits per gli operatori del canale horeca e i buyer della Greater Bay Area, di cui Shenzhen è la capitale tecnologica e il motore dell’innovazione nei settori della robotica e dell’intelligenza artificiale, e per quelli dei principali paesi dell’area da Singapore al Vietnam, dalla Corea del Sud alla Thailandia”.

Il valore della manifestazione non è solo quantitativo, ma qualitativo:

“Wine To Asia è stato un evento dinamico, innovativo, formativo con numerose masterclass condotte da master of wine e divulgatori internazionali, capace di attrarre un pubblico giovane che vive nell’area maggiormente sviluppata, ricca e alto spendente di tutta la Cina, in grado di accogliere il vino nel proprio way of life quotidiano e non solo come status. Al di là dei numeri, la Cina, come l’Asia, va studiata e affrontata approcciando ogni regione e città come un mercato a sé stante”.

Una lettura che sottolinea la complessità e al tempo stesso il potenziale del mercato asiatico, dove il vino diventa sempre più elemento di consumo quotidiano e non solo simbolico.

Vinitaly: la crescita del vino italiano passa per i mercati emergenti di Sudamerica e Asia con Wine South America 2026 e Wine to Asia 2026.

Wine South America: il Brasile come porta del Mercosur

Parallelamente, la sesta edizione di Wine South America, a Bento Gonçalves, conferma il ruolo strategico del Brasile come porta d’ingresso del Mercosur e hub per il Sudamerica.

Secondo il vicepresidente di Veronafiere, Romano Artoni:

“Wine South America ha generato affari per 120 milioni di reais brasiliani (circa 21 milioni di euro), con una crescita del 20% rispetto all’edizione precedente. È un segnale che evidenzia l’importanza di cogliere subito le opportunità strategiche legate all’accordo Unione Europea-Mercosur, in un contesto internazionale sempre più complesso”.

L’evento si consolida come piattaforma chiave per lo sviluppo commerciale nell’area latino-americana, rafforzando la presenza italiana in un mercato in espansione.

Italia protagonista sui mercati di Sudamerica e Asia

In entrambe le manifestazioni, l’Italia si è presentata con delegazioni strutturate. A Wine South America hanno partecipato 30 cantine italiane con circa 300 referenze, mentre a Wine to Asia la presenza italiana è salita a 50 aziende provenienti dalle principali regioni vitivinicole.

La partecipazione ha ricevuto il sostegno di ITA – Italian Trade Agency, che ha contribuito a rafforzare la visibilità del Made in Italy nei due contesti, favorendo il dialogo diretto con buyer, importatori e operatori horeca.

Vinitaly: la crescita del vino italiano passa per i mercati emergenti di Sudamerica e Asia con Wine South America 2026 e Wine to Asia 2026.

Innovazione e nuovi linguaggi del vino

Wine to Asia conferma anche una trasformazione del linguaggio del vino. Accanto alle etichette tradizionali, hanno trovato spazio nuove categorie e tendenze, come i Raw Wine, con oltre 60 produttori da 15 Paesi, e un’offerta che ha incluso spirits, mixology e NoLo.

Questa apertura riflette una domanda più articolata, in particolare nei mercati asiatici, dove il vino si inserisce in un ecosistema più ampio di consumo e sperimentazione.

A Shenzhen, il progetto si è ampliato anche all’olio extravergine con SolExpo Asia, che ha proposto degustazioni dedicate ai vincitori del concorso Sol d’Oro 2026.

Parallelamente, la Greater Bay Area Wine Week ha esteso l’esperienza fuori dalla fiera, coinvolgendo locali e consumatori finali e trasformando l’evento in un format diffuso tra business e lifestyle.

Vinitaly: una strategia globale in evoluzione

Il doppio appuntamento in Sudamerica e Asia rappresenta un tassello centrale della strategia internazionale di Vinitaly, che prosegue ora con tappe in Canada, Stati Uniti, Asia Centrale ed Europa in avvicinamento alla 59esima edizione di Vinitaly, in programma a Verona nell’aprile 2027.

In questo contesto, Sudamerica e Asia non sono più mercati “emergenti” ma veri e propri poli strategici, in cui il vino italiano è chiamato a costruire nuove relazioni, nuovi linguaggi e nuove opportunità di crescita.

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