Ci sono progetti imprenditoriali che nascono attorno a un vigneto. Altri attorno a una denominazione. Il Gruppo Marilisa Allegrini ha scelto invece una visione più ampia: mettere in dialogo alcune delle geografie più emblematiche del vino italiano e trasformarle in un racconto coerente nel calice. Valpolicella, Bolgheri e Montalcino: tre territori che appartengono all’immaginario enologico internazionale e che oggi, sotto un unico brand, compongono un ecosistema capace di unire produzione vitivinicola, ospitalità e valorizzazione culturale del territorio. Il centro simbolico di questa costellazione è Villa Della Torre, straordinaria dimora rinascimentale nel cuore della Valpolicella Classica, acquistata da Marilisa Allegrini nel 2008 e trasformata negli anni in un luogo dove il vino incontra arte, architettura e paesaggio. Da qui si diramano le altre due anime del gruppo: Poggio al Tesoro, a Bolgheri, una delle tenute più estese della denominazione, e San Polo, a Montalcino, realtà che interpreta il Brunello attraverso una sensibilità contemporanea.
Tre cantine, altrettante identità, un’unica regia: un progetto che guarda al vino non solo come prodotto, ma come strumento di racconto del patrimonio culturale italiano. Ed è proprio dentro questa visione che s’inserisce il bilancio del 2025, primo vero anno di consolidamento, del Gruppo Marilisa Allegrini.
2025: l’anno del consolidamento per Gruppo Marilisa Allegrini
Il 2025 è stato il primo anno pienamente maturo del nuovo Gruppo Marilisa Allegrini. Un anno di consolidamento e, allo stesso tempo, di accelerazione progettuale.
“Posso dire di essere molto soddisfatta. Questo secondo anno di vita ha consolidato le basi costruite nel 2024: abbiamo investito nella struttura, ridefinito processi, avviato nuove progettualità e attivato partnership strategiche”, racconta Marilisa Allegrini. “La squadra ha dato un contributo straordinario. Toccare con mano i risultati, ma soprattutto vedere le persone crescere e credere in questa visione, è ciò che mi rende più grata e fiera”.
In un contesto di mercato complesso, i risultati 2025 assumono un valore ancora più significativo se si considera che nel corso dell’anno non sono stati applicati aumenti di prezzo, mantenendo una media a bottiglia di circa 12,50 euro. Una scelta che riflette una strategia di continuità orientata alla crescita sostenibile e alla costruzione di valore nel lungo periodo.
Nato nel 2024, il Gruppo Marilisa Allegrini ha chiuso il 2025 con un fatturato di 11,1 milioni di euro, segnando un +5,7% rispetto all’anno precedente. Un risultato in linea con le aspettative che conferma la validità di un progetto in piena evoluzione, che mira ad integrare in maniera sempre più armonica vino ed ospitalità, a piantare nuovi vigneti e ad accrescere la capacità produttiva, esprimendo con coerenza e concretezza la propria identità premium.

Villa Della Torre: laboratorio creativo della Valpolicella
Se il Gruppo Marilisa Allegrini cresce, molto lo deve alla vitalità della sua anima veronese. Villa Della Torre si conferma infatti il luogo dove prendono forma alcuni dei progetti più innovativi della realtà guidata dalla prima donna italiana ad apparire in copertina su Wine Spectator, nonché Cavaliere del Lavoro. Nel 2025 è stato presentato Peaks & Valleys, un progetto che racconta Verona attraverso i suoi paesaggi vitivinicoli. Dalle colline calcaree della Valpolicella alle pendici vulcaniche del Soave, fino ai suoli morenici del Garda: tre geografie diverse che diventano altrettanti capitoli di una stessa narrazione.
Il progetto si traduce in quattro vini – il Valpolicella Classico Monte Lencisa, il Lugana Selva del Vescovo, il Soave Classico Castelcerino e il Soave Classico Fittà – pensati per esprimere in modo diretto l’identità dei luoghi da cui nascono. Vini contemporanei, di grande precisione stilistica e con gradazioni moderate, che riflettono una nuova idea di eleganza territoriale. Ma il 2025 è stato anche l’anno in cui il vino di Villa Della Torre ha rafforzato il suo dialogo con l’arte.

L’Amarone “Camera del Sole e della Luna”: quando il vino è arte
Tra i progetti più evocativi dell’anno spicca l’evoluzione della collaborazione tra Villa Della Torre e Fondazione Palazzo Te di Mantova. Due capolavori del Rinascimento – la villa veronese dei Della Torre e il palazzo gonzaghesco progettato da Giulio Romano – sono tornati a dialogare attraverso il vino. Dopo le edizioni dedicate agli affreschi della Camera dei Giganti e della Camera di Amore e Psiche, il progetto si è arricchito con una nuova creazione: l’Amarone “Camera del Sole e della Luna”. Il vino nasce dalle uve del Brolo di Villa Della Torre, il vigneto racchiuso dalle antiche mura della villa, ed è proposto in una limited edition da collezione. Le etichette riprendono gli affreschi di una delle sale più iconiche di Palazzo Te: sulla bottiglia classica appare una sezione della volta decorata a lacunari, mentre nei grandi formati domina l’allegoria del carro del Sole che tramonta e della Luna che sorge, simbolo del tempo che scorre.
“Villa Della Torre è da sempre luogo di sperimentazione e di racconto”, spiega Marilisa Allegrini. “Questo Amarone dedicato a Palazzo Te è un tributo a un comune sentire e alla visione di bellezza che ci accomuna. È un modo per dimostrare come il frutto della terra e il sapere enologico possano intrecciarsi con la potenza dell’arte”.
Toscana in crescita: l’evoluzione di Poggio al Tesoro e San Polo
Accanto alla spinta veronese, anche le proprietà toscane del Gruppo Marilisa Allegrini hanno contribuito in modo decisivo ai risultati del 2025.
I vini di Poggio al Tesoro, la tenuta bolgherese fondata nel 2001, continuano a raccogliere ottimi riscontri sui mercati internazionali e risultano ben rappresentati nella Top 25 delle referenze della realtà del Gruppo Marilisa Allegrini.
Buone notizie arrivano anche da San Polo, che chiude l’anno con il consolidamento del mercato americano grazie alla partnership con Heritage Collection Trinchero Family Estates. Uno degli elementi più interessanti riguarda la crescente integrazione tra i tre brand del Gruppo Marilisa Allegrini: nella classifica delle vendite compaiono infatti con maggiore equilibrio vini provenienti da tutte le cantine, segno di un dialogo che funziona e viene recepito come progetto unitario.
Export: il nuovo capitolo americano per i vini Villa Della Torre e Peaks & Valleys
Il Gruppo Marilisa Allegrini continua a mantenere una forte vocazione internazionale. Il 2025 ha visto, sotto il punto di vista del presidio dei mercati globali, un passaggio strategico negli Stati Uniti, con l’avvio della collaborazione con Wilson Daniels Wholesale, uno degli importatori più autorevoli del panorama vinicolo mondiale. Grazie a questo accordo, i vini Villa Della Torre e Peaks & Valleys sono entrati per la prima volta nel mercato a stelle e strisce.
“Gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso personale e professionale”, racconta Marilisa Allegrini. “Quando negli anni ‘80 ho iniziato a far conoscere i vini della Valpolicella nel mondo, l’America è stata la prima meta. Questa nuova collaborazione rappresenta un capitolo importante per il futuro dei nostri vini”.
Lo scorso anno il Gruppo Marilisa Allegrini ha debuttato in 23 nuovi mercati internazionali: realtà di dimensioni contenute, come Ghana, Kenya e Nuova Zelanda, che non hanno avuto un impatto immediato sul fatturato, ma testimoniano la capacità dei suoi marchi di affermarsi come brand di riferimento a livello globale. Altri mercati strategici, come Svizzera, Germania e Nord Europa, hanno consolidato ulteriormente la propria presenza, confermando la coerenza e solidità della strategia internazionale.
L’orizzonte 2026 del Gruppo Marilisa Allegrini
Il 2025 lascia dunque l’immagine di un Gruppo Marilisa Allegrini in pieno movimento, sostenuto da una squadra giovane e da una visione familiare che guarda alle nuove generazioni. “L’immagine che porto con me è quella di un’azienda che ha il coraggio di aprire strade nuove grazie a una squadra coesa e motivata”, racconta Marilisa Allegrini. “Un ruolo fondamentale lo hanno le mie figlie, Carlotta e Caterina: la loro energia e il loro sguardo innovativo arricchiscono il mio modo di lavorare”.
Per il 2026 il Gruppo Marilisa Allegrini prevede un’ulteriore crescita organica, sostenuta dallo sviluppo dei progetti Villa Della Torre e Poggio al Tesoro, da un’espansione internazionale che guarda a mercati in evoluzione – dall’Australia ai Paesi africani – e dall’ampliamento della gamma dei vini veronesi Peaks & Valleys, che si è arricchita con il lancio di un nuovo Ripasso denominato “Una volta sola” (in dialetto veronese ‘na olta sola, a la vecia maniera).
Peaks & Valleys riporta infatti il Ripasso alle sue origini, in un momento in cui il vino più diffuso della Valpolicella rischia talvolta di inseguire il mercato più che la propria storia, il progetto sceglie una strada più rigorosa: recuperare la tecnica tradizionale così come veniva praticata un tempo. Il Valpolicella dell’annata precedente, leggero e verticale, viene fatto rifermentare sulle vinacce fresche dell’Amarone con lo storico rapporto 1:1, per poi macerare a lungo sulle bucce. Nasce così un vino che unisce la ciliegia e la bevibilità del Valpolicella alla profondità speziata, ai tannini dolci e alle note di cacao dell’Amarone, restituendo al Ripasso la sua identità originaria di ponte naturale tra i due grandi vini della Valpolicella.
“In Italia continueremo a investire su ospitalità ed enoturismo”, conclude poi Marilisa Allegrini. “Li considero la leva strategica più importante per il nostro Paese”.
Per settembre, infine, è prevista la pubblicazione del podcast “Dove porta la strada”, prodotto da Chora Media in collaborazione con il Gruppo Marilisa Allegrini con i giornalisti Mario Calabresi e Graziano Nani.
Dopo il biennio della costruzione, il Gruppo Marilisa Allegrini entra così in una nuova fase della sua storia: quella della piena maturità, in cui un progetto imprenditoriale diventa racconto culturale, capace di unire vino, arte e paesaggio in una narrazione contemporanea del Made in Italy. Un dialogo che parte dalla Valpolicella, attraversa le colline di Bolgheri e arriva fino a Montalcino, e che continua a crescere con l’ambizione di trasformare il vino in uno dei linguaggi più autentici con cui l’Italia racconta sé stessa al mondo.






























