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Bosca alza l’astiscella: nuova Riserva del Nonno e sette vini per completare la Linea 1831

Bosca renews the Riserva del Nonno and expands the 1831 Line with seven still wines, plus the new high‑proof Verdi It’s FAB range.
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Il 2026 segna un passaggio chiave per Bosca: l’azienda di Canelli aggiunge nuovi tasselli alla strategia di riposizionamento avviata per il 190° anniversario. Da un lato, la Riserva del Nonno si presenta con un restyling che esalta il suo ruolo iconico nel mondo delle bollicine italiane. Dall’altro, la linea Bosca 1831 si amplia con sette vini fermi pensati per la grande distribuzione, rafforzando la presenza del brand sugli scaffali. A completare il quadro, l’energia internazionale del marchio si esprime con It’s FAB, bollicine ad alta gradazione firmate Verdi, e con una serie di degustazioni dedicate alle etichette più rappresentative della casa spumantiera. Un mosaico che racconta tradizione, innovazione e un’identità che continua a evolvere.

Riserva del Nonno: il tempo diventa vino

La Riserva del Nonno è il simbolo della storia Bosca. Un Metodo Classico affinato per oltre dieci anni sui lieviti nelle Cattedrali Sotterranee di Canelli, Patrimonio Unesco, dove ogni bottiglia riposa in un silenzio che custodisce tecnica e memoria. Il rigore produttivo segue la ricetta originale: remuage eseguito a mano dal mastro cantiniere, etichette applicate sul fondo di ogni bottiglia con i tempi di produzione, e una tiratura limitata a circa 400 casse l’anno, destinate ai contesti più prestigiosi dell’Ho.Re.Ca.

Bosca presenta la nuova Riserva del Nonno e sette vini 1831 per la GDO, insieme alle novità Verdi e alle degustazioni dedicate.

Il restyling nasce dal concept “Custodi del Tempo”. Qui il tempo non scorre: si protegge. Da due secoli Bosca difende questo patrimonio invisibile, trasformandolo in un Metodo Classico che non è solo spumante, ma esperienza. Polina Bosca, Cmo, lo racconta con un’immagine potente: chi stappa una Riserva del Nonno apre simbolicamente la porta delle Cattedrali Sotterranee. Per questo ogni bottiglia porta con sé una chiave, segno di ciò che l’azienda custodisce da generazioni.

Bosca 1831: sette nuovi vini per la GDO

La linea Bosca 1831, lanciata nel 2025 con le bollicine, si arricchisce ora di sette vini fermi che portano in Gdo l’autenticità dei vitigni piemontesi. Quattro rossi: Barolo Docg, Barbera d’Asti Docg, Langhe Doc Nebbiolo e un Vino Dealcolato Rosso. Tre bianchi: Piemonte Doc Chardonnay, Langhe Doc Arneis e Moscato d’Asti Docg.

Per Pia Bosca, Ceo, l’ingresso di queste referenze non è solo un ampliamento commerciale, ma un gesto culturale: portare sullo scaffale vini che raccontano le colline di origine, con qualità alta e accessibilità. Il packaging riprende il gesto grafico delle bollicine della stessa linea, creando continuità visiva e distinguendo con chiarezza le due anime della gamma.

It’s FAB: la spinta internazionale delle bollicine Verdi

Lo sguardo di Bosca continua a viaggiare oltre confine. Nasce così It’s FAB, la nuova proposta firmata Verdi, brand storico e amatissimo negli Stati Uniti. Si tratta di bollicine ad alta gradazione alcolica (15%), pensate per un mercato che cerca sapori intensi e profili più decisi. Le tre referenze – Black Raspberry, Pink Cranberry e White Peach – sono prodotte con aromi naturali e si distinguono per un gusto pieno, dolce e avvolgente. It’s FAB rappresenta l’ennesima conferma della capacità di Bosca di anticipare i trend, forte di oltre trent’anni di esperienza in prodotti innovativi e fuori dagli schemi.

Bosca: bollicine controcorrente dal 1831

Fondata da Pietro Bosca, la casa spumantiera è oggi alla sesta generazione con Pia, Gigi e Polina Bosca. Presente in oltre 40 Paesi, l’azienda continua a innovare affiancando ai prodotti tradizionali proposte no alcol e low alcol. Le Cattedrali Sotterranee di Canelli, parte del sito Unesco “I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato”, rappresentano il cuore simbolico di questa storia. La produzione, distribuita tra gli stabilimenti di Costigliole d’Asti e Kaunas in Lituania, raggiunge decine di milioni di bottiglie, mantenendo però un’identità che resta profondamente legata al territorio.

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