Gibellina torna al centro della scena culturale italiana. E lo fa il 3 giugno al Piccolo Teatro di Milano, con una serata che intreccia arte contemporanea, teatro e memoria civile del vino. Un appuntamento che celebra l’anno in cui la città del Belice è la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea e che rende omaggio alla visione di Ludovico Corrao, il sindaco-intellettuale che trasformò la tragedia del terremoto del 1968 in un laboratorio culturale unico nel Mediterraneo. Protagonista della serata sarà Emilio Isgrò, tra le voci più autorevoli dell’arte internazionale, che presenterà le nuove etichette “cancellate” de Il Bianco e de Il Rosso di Ludovico, realizzate per Tenute Orestiadi. Un progetto che unisce vino, territorio e linguaggi artistici, riaffermando il ruolo della cantina come presidio culturale e ponte tra Mediterraneo e contemporaneità.
Un evento che riaccende la visione di Corrao
La serata al Piccolo Teatro non è una semplice celebrazione. È un attraversamento simbolico della stagione che rese Gibellina un caso unico in Europa. Dopo il sisma del 1968, la città scelse di rinascere attraverso l’arte, coinvolgendo architetti, poeti, registi e artisti da tutto il mondo. Un percorso che oggi torna a parlare al presente, mentre Gibellina vive il suo anno da Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.
In questo solco si inserisce la presenza di Emilio Isgrò, maestro riconosciuto a livello internazionale. Le sue nuove etichette cancellate per Il Bianco e Il Rosso di Ludovico non decorano soltanto una bottiglia: riscrivono il rapporto tra vino e identità mediterranea. La cancellatura, gesto iconico dell’artista, diventa strumento di memoria e rigenerazione. Non elimina il testo, ma apre nuovi spazi di lettura. Un linguaggio che custodisce il passato e allo stesso tempo invita a immaginare il futuro.
Il vino come racconto del Mediterraneo contemporaneo
Con questo progetto, il vino assume una dimensione narrativa. Non è più solo prodotto agricolo o esperienza sensoriale. Diventa racconto del paesaggio umano, della stratificazione culturale e della tensione creativa che attraversa la Sicilia di oggi. Le etichette dedicate a Ludovico Corrao si inseriscono in una narrazione più ampia che intreccia arte, territorio e memoria civile.
La collaborazione tra il Piccolo Teatro e Tenute Orestiadi, wine partner della stagione, restituisce lo spirito originario delle Orestiadi: un dialogo tra Sud e avanguardie internazionali, tra teatro e arti visive, tra tradizione mediterranea e linguaggi contemporanei. Un’eredità che continua a generare visioni e nuove forme di racconto del territorio.
Il programma della serata: tra parola, immagine e vino
La serata si aprirà alle 19.15 con l’incontro Le Orestiadi di Ludovico Corrao nella Capitale dell’Arte Contemporanea. Un momento di riflessione sul ruolo che le Orestiadi hanno avuto nella storia culturale italiana ed europea. Insieme a Emilio Isgrò interverranno Antonella Corrao, Alfio Scuderi, Pietrangelo Buttafuoco, Rosario Di Maria, i direttori del Piccolo Teatro Claudio Longhi e Lanfranco Licauli e l’amministratore delegato di Tenute Orestiadi Alessandro Costantini.
Alle 20.15 andrà in scena la performance Dall’Orestea di Emilio Isgrò. Gli attori Vincenzo Pirrotta e Silvia Ajelli interpreteranno alcuni estratti dell’Agamennone, accompagnati dalla proiezione del “testo cancellato” dell’artista. Un dialogo scenico tra parola, assenza e immagine.
Alle 20.30 sarà presentata ufficialmente la nuova collezione di etichette d’autore firmate da Isgrò per Tenute Orestiadi. Un progetto che riafferma la vocazione della Fondazione Orestiadi e della cantina a costruire connessioni profonde tra linguaggi artistici, territorio e cultura materiale mediterranea.
La serata si chiuderà con una degustazione e un aperitivo in abbinamento ai vini di Tenute Orestiadi. Un finale che riporta il pubblico al cuore del progetto: unire arte e vino in un’unica esperienza culturale.






























