Moncalisse apre ufficialmente la sua nuova cantina, una struttura che unisce architettura, paesaggio e visione enoturistica nel cuore del Trentodoc. Firmata dall’architetto David Stuflesser con Nadia Moroder, la cantina si presenta come una scultura bianca che emerge tra i vigneti di Seregnano e Civezzano, fondendosi con le linee sinuose del territorio.
Un progetto che nasce da un approccio sostenibile e identitario, pensato per offrire un’esperienza immersiva: dalle visite guidate alle masterclass, fino al nuovo Bistrot dedicato a chi ama design, buon vivere e bollicine. Un percorso che si completa con la proposta gastronomica dello chef Othmar Raich e con i due Trentodoc di Moncalisse, Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017 e Millesimato Extra Brut Riserva 2019.

Un’architettura che dialoga con la natura e la storia
La nuova cantina nasce da un’idea chiara: trasformare l’architettura in paesaggio. Le forme circolari riprendono i profili della collina, i muretti a secco e le antiche “Coppelle”, incisioni rupestri dell’età del Bronzo e del Ferro ritrovate tra i filari. Un luogo carico di memoria, che oggi diventa spazio contemporaneo.

“Abbiamo cercato di trasformare l’elemento primordiale dell’architettura – il muro – in un elemento del paesaggio, facendolo fluttuare fino a farlo diventare un edificio”, racconta Stuflesser. Il logo stesso di Moncalisse nasce dalla pianta della struttura: una doppia forma simmetrica che richiama la “M” e l’unione delle fondatrici, le sorelle Julia e Karoline Walch.
Il viaggio continua nel sottosuolo, dove la struttura ipogea gioca con luce e ombra. La barricaia, alta 11 metri, evoca una cattedrale laica: solenne, profonda, scenografica. Qui l’architettura incontra la tecnica, creando un ambiente ideale per i lunghi affinamenti del Metodo Classico.
Funzione, sostenibilità e precisione tecnica
La scelta di collocare la maggior parte dei volumi nel sottosuolo permette di sfruttare la temperatura naturale del terreno, stabile intorno ai 13°C. Una condizione perfetta per l’affinamento delle bollicine. Anche la vinificazione avviene per gravità, nel rispetto della materia prima e con l’obiettivo di garantire la massima qualità.
Materiali e colori raccontano il territorio. Il calcestruzzo rosso-marrone con porfido bocciardato richiama il suolo locale, mentre l’intonaco bianco esterno evoca le rocce calcaree e la purezza delle “perle bianche”, le bollicine. Dalla profondità si risale verso la terrazza panoramica esposta a sud, pensata come luogo di sosta e contemplazione del paesaggio vitato.
“Origine e ambizione, precisione e profondità, passato e futuro segnano questo progetto”, osservano Julia e Karoline Walch. Un equilibrio che definisce l’identità di Moncalisse.

Enoturismo d’eccellenza tra architettura, terroir e bollicine
La nuova cantina nasce per accogliere. Moncalisse propone un enoturismo strutturato che guida il visitatore alla scoperta dell’architettura, del terroir e della filosofia produttiva. “Con l’apertura della struttura puntiamo a dare un ulteriore slancio a Moncalisse”, spiegano le sorelle Walch. “Vogliamo offrire un luogo d’esperienza dove toccare con mano la filiera del vino e valorizzare ciò che rende unica la nostra terra”.
Il contesto è fortemente identitario: 600 metri di altitudine, alle pendici del Monte Calisio, in un’area di rilievo geologico e storico. I dodici ettari di vigneti d’altura godono di un microclima alpino fresco e ventilato, ideale per Chardonnay e Pinot Nero. Il cuore della proprietà è una parcella nobile di un ettaro, con vecchie viti di Chardonnay e una biodiversità tutelata con rigore.
Per l’inaugurazione, lo chef Othmar Raich del ristorante Miil di Cermes ha firmato una proposta gastronomica in abbinamento ai due Trentodoc della casa: Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017 e Millesimato Extra Brut Riserva 2019.
Moncalisse: una nuova voce nel panorama del Trentodoc
Fondata nel 2016 da Julia e Karoline Walch, Moncalisse rappresenta oggi una delle realtà più interessanti del Trentodoc. L’altitudine, il microclima, la diversità geologica e i lunghi affinamenti definiscono uno stile preciso, elegante e profondamente legato al territorio. La nuova cantina segna un passo decisivo: un luogo che unisce arte, tecnica e ospitalità per raccontare le bollicine d’eccellenza del Monte Calisio.































