C’è un vino che attraversa la storia della Romagna e oggi guarda con decisione al futuro. È il Trebbiano, protagonista dell’evento organizzato da Terre Cevico ad Alfonsine il 1° giugno, che ha riunito oltre 600 persone tra soci, operatori, stampa e appassionati. Un appuntamento che ha trasformato la cantina in uno spazio di racconto collettivo, dove il Trebbiano è stato presentato nelle sue diverse declinazioni – dalle bollicine alle versioni ferme fino all’utilizzo in aperitivo – in dialogo con il pesce dell’Adriatico preparato dai Pescatori della Cooperativa di Cesenatico.
Il Trebbiano oggi: identità e trasformazione
Internazionale, gastronomico, contemporaneo e sostenibile: il Trebbiano emerge come un vitigno capace di adattarsi ai nuovi stili di consumo senza perdere la propria identità territoriale.
Storicamente “spina dorsale” della viticoltura romagnola, oggi dimostra una versatilità sempre più marcata, riuscendo a intercettare nuove dinamiche di mercato e a parlare a un pubblico trasversale.
In questo contesto, l’evento di Alfonsine si configura come un momento di sintesi tra tradizione e nuove prospettive.
Il ruolo della cooperazione e del territorio
L’apertura della giornata ha evidenziato il valore del modello cooperativo e il suo radicamento locale.
Il sindaco di Alfonsine, Riccardo Graziani, ha sottolineato come Cevico sia un “gruppo cooperativo con le radici ben solide nella nostra realtà locale che funge anche da presidio del territorio per l’indotto sociale che svolge verso la comunità”.
Una visione condivisa anche da Mirco Bagnari, coordinatore territoriale di Legacoop Romagna, che ha evidenziato come la “cooperazione sappia affrontare le sfide del mercato globale tanto che Cevico oggi esporta in oltre 90 Paesi nel mondo”.
Il Trebbiano diventa così non solo un prodotto, ma un elemento identitario e sociale.

Il progetto Trebbiano secondo Terre Cevico
Al centro dell’iniziativa c’è il percorso costruito dal gruppo negli ultimi anni.
Il presidente di Terre Cevico, Franco Donati, ha ricordato come il progetto fosse inizialmente una scommessa:
“Sino a qualche anno fa pensare a un progetto che mettesse al centro il Trebbiano era un atto di coraggio, noi insieme alla nostra base sociale ci abbiamo creduto, e i risultati ci confortano. Penso sia nostro dovere come imprenditori e dirigenti cooperatori comprendere le nuove tendenze di consumo ed evolvere una risposta verso i giovani di oggi che saranno consumatori di domani. Obiettivo è produrre comunicare e internazionalizzare il trebbiano e andarne fieri”.
Una dichiarazione che definisce chiaramente la direzione strategica della denominazione.
I numeri: la crescita nei mercati e nella ristorazione
I dati presentati durante l’evento indicano una crescita significativa. Il direttore generale Paolo Galassi ha ricostruito l’evoluzione del Trebbiano, sottolineando come “sino al 2001 il confezionato di Trebbiano era inferiore ai 700mila litri, oggi siamo arrivati agli oltre 9 milioni”.
La crescita riguarda anche i mercati internazionali, con risultati concreti:
“Negli ultimi 12 mesi solo in Giappone abbiamo venduto 1 milione di bottiglie di Spumante ed anche gli spumanti venduti in Svezia con un progetto dedicato ad un solo cliente si assestano su questo dato”.
Sul fronte interno, il canale ristorazione mostra segnali positivi, con “800mila bottiglie vendute per questa categoria di vini, con un trend di crescita dell’+8%”.
Numeri che confermano una fase di consolidamento per il vitigno.
Versatilità e nuovi consumi
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la capacità del Trebbiano di adattarsi a diversi contesti produttivi.
Galassi ha sottolineato come “la fortuna del trebbiano infatti sta nell’essere un vino eclettico in quanto può essere declinato in diverse tipologie (fermo, frizzante, mixology) e contenitori”.
Questa flessibilità si riflette anche nello sviluppo di segmenti come la mixology e nei prodotti a bassa gradazione o analcolici, introdotti per intercettare i nuovi stili di consumo, in particolare tra i più giovani.
Terre Cevico: una filiera strutturata
Il contesto produttivo è quello di una delle principali realtà cooperative italiane.
Con 3.616 ettari di vigneto, 992 soci e un fatturato consolidato di 213,2 milioni di euro, Terre Cevico si posiziona tra i principali player del settore, con una presenza in oltre 90 Paesi e una crescita costante anche sul mercato interno.
Il Trebbiano, insieme al Sangiovese, resta uno dei pilastri della produzione, declinato anche come base per spumanti e vini frizzanti all’interno di una filiera completamente interna.






























