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Bollicine del mondo 2026: la guida di Identità Golose celebra anche WineCouture tra i comunicatori dell’anno

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La mappa internazionale delle bollicine si amplia e si ridefinisce con la quinta edizione di “Bollicine del mondo”, il progetto firmato da Identità Golose che nel 2026 non solo cresce nei numeri e nella visione, ma riconosce anche il valore della comunicazione contemporanea del vino. Tra i protagonisti di questa edizione, infatti, figura anche Matteo Borré per WineCouture, inserito nella lista dei Comunicatori 2026, a conferma della centralità della narrazione editoriale nel raccontare la spumantistica globale. Presentata a Identità Milano 2026, la guida coordinata da Cinzia Benzi si conferma uno strumento pensato per leggere in chiave contemporanea il mondo degli spumanti, attraversando territori, tradizioni e nuove geografie produttive con un approccio trasversale e accessibile.

La dimensione del viaggio è centrale nella costruzione del progetto, come sottolinea Cinzia Benzi:

“Giunti alla quinta edizione, siamo felici di annunciare il traguardo di 1.000 cantine recensite e oltre 1.200 etichette selezionate. Un nuovo territorio, il Brasile che sancisce la prima Denominazione d’ Origine del Nuovo Mondo, DO Altos de Pinto Bandeira dedicata esclusivamente allo spumante Metodo Classico. Un lavoro che continua a raccontare e mappare il mondo delle bollicine con rigore, passione e la massima trasparenza. Nulla è anonimo: ogni scheda porta una firma, ogni collaboratore ha condiviso con dedizione e competenza la storia di quella bottiglia che oggi vi consigliamo di assaggiare almeno una volta nella vita. Le etichette recensite sono facilmente reperibili, direttamente presso le cantine, nei negozi specializzati o attraverso i canali online: nulla è irraggiungibile, perché il piacere della scoperta deve poter diventare esperienza concreta. La Francia continua a occupare un posto di rilievo, ma questa edizione si arricchisce di nuove prospettive: dalle bollicine No-Alcol, italiane e internazionali, fino a territori emergenti come l’Istria, il Montenegro e la Corea del Sud. In totale, sono 50 i Paesi rappresentati in questo viaggio attraverso il mondo effervescente. Mi ripeto anche quest’anno: viaggiare è il modo migliore per allargare lo sguardo oltre i luoghi comuni. Per noi è una necessità, una fonte inesauribile di ispirazione e crescita, la linfa vitale che alimenta l’evoluzione di questo progetto”.

La Guida Bollicine del Mondo 2026 tra numeri e visione

La nuova edizione raggiunge un traguardo significativo, con oltre 1.000 cantine recensite e più di 1.200 etichette selezionate in 50 Paesi, confermando una crescita costante del progetto.

Un lavoro che si sviluppa su scala globale e che riflette l’evoluzione della spumantistica internazionale, raccontata attraverso una mappatura che unisce denominazioni storiche e territori emergenti.

La guida si distingue per il suo formato online, gratuito e bilingue, pensato per un pubblico ampio ma competente, capace di avvicinare wine lovers e professionisti attraverso un linguaggio diretto e leggibile.

Il senso del progetto: raccontare il mondo attraverso le bollicine

Alla base di Bollicine del mondo c’è l’idea di utilizzare lo spumante come chiave di lettura del territorio e della cultura.

Ogni scheda diventa così un racconto che intreccia vitigno, tradizione, storia familiare e contesto produttivo, trasformando la degustazione in un’esperienza culturale più ampia.

A sottolineare questo passaggio è Paolo Marchi:

“Oggi ha avuto inizio l’edizione numero 21 di Identità Golose, un debutto che vive anche della presentazione della quinta edizione della Guida alle Bollicine del Mondo curata, da sempre, da Cinzia Benzi. Un pomeriggio importante perché si chiude un cerchio. Con il 2026 diventano 1000 le cantine mappate nel mondo. Un grande grazie ai curatori delle schede per la loro curiosità e professionalità, senza le quali saremmo rimasti confinati nel noto senza spaziare ai quattro angoli del pianeta. La curiosità ti può spingere lontano, ma guai sia fine a sé stessa. Tutto quanto raccontato merita di avere spazio nelle nostre cantine e sulle nostre tavole. E su quelle dei ristoranti”.

L’edizione 2026: nuove geografie e nuovi linguaggi

La quinta edizione introduce una serie di novità che ampliano ulteriormente lo spettro della guida.

Accanto alla centralità della Francia, con regioni simbolo come Champagne, Alsazia e Borgogna, emergono nuovi territori come Istria, Montenegro e Corea del Sud, segnali di una geografia produttiva in continuo cambiamento.

Particolarmente significativo è l’ingresso del Brasile, con la DO Altos de Pinto Bandeira, prima denominazione del Nuovo Mondo dedicata esclusivamente agli spumanti metodo classico.

Un’evoluzione che racconta un settore sempre più globale e diversificato, capace di esprimersi anche al di fuori delle aree storiche.

Italia ed estero: una distribuzione equilibrata

Nel complesso della guida, il 42% delle etichette recensite rappresenta l’Italia, mentre il restante 58% è dedicato al panorama internazionale, tra Europa e altri continenti.

Una distribuzione che evidenzia il ruolo dell’Italia nella produzione spumantistica, ma allo stesso tempo sottolinea la volontà del progetto di mantenere una prospettiva globale.

Il risultato è una lettura equilibrata, che non privilegia un singolo territorio ma costruisce un racconto articolato del settore.

Il valore del racconto: la Guida Bollicine del Mondo 2026 tra accessibilità e competenza

Uno degli elementi distintivi della guida è il linguaggio, pensato per essere professionale ma accessibile, evitando eccessivi tecnicismi.

Le schede, firmate da un team di 17 esperti internazionali – Giovanna Abrami, Cinzia Benzi, Monica Coluccia, Giulia Corino, Raffaele Cumani, Meritxell Falgueras, Raffaele Foglia, Elio Ghisalberti, Manlio Giustiniani, Adele Granieri, Andrea Grignaffini, Stefania Oggioni, Nereo Pederzolli, Bruno Petronili, Alessio Pietrobattista, Luca Torretta, Luca Turner –, garantiscono trasparenza e affidabilità, mantenendo al contempo una struttura sintetica e funzionale alla consultazione.

Questo approccio consente di avvicinare un pubblico più ampio, senza rinunciare alla qualità dell’informazione.

I premi: tra i “Comunicatori 2026” c’è anche WineCouture

All’interno della quinta edizione di Bollicine del mondo, trova spazio anche il momento dedicato ai riconoscimenti, che contribuiscono a delineare una lettura trasversale del settore, tra ricerca enologica, identità produttiva e ruolo della comunicazione.

Tra i premiati dell’edizione 2026 emergono figure e realtà che rappresentano diverse dimensioni del mondo spumantistico: Richard Geoffroy per l’Omaggio, Michel Loriot (Champagne Apollonis) per l’innovazione e Zhewei Yu per il riconoscimento Verso il futuro.

Sul fronte dei vitigni e delle nuove interpretazioni, il premio dedicato alla scoperta è stato assegnato alla Coda di pecora con Il Verro – Lautoni (CE), mentre il riconoscimento dedicato alle nuove generazioni è andato a Federico Veronesi per il progetto ERT1050 a Brentonico.

Accanto ai progetti familiari, rappresentati da Cantine Fina e Cantine Pisoni, il premio L’Esperto è stato attribuito al primo Master of Wine italiano, Gabriele Gorelli MW, a sottolineare il valore della competenza nella lettura contemporanea del vino.

Ha coinvolto anche la nostra testata un riconoscimento nella sezione dedicata ai “Comunicatori 2026”, che premia il ruolo della narrazione nel settore wine. Tra i nomi premiati figurano Emanuele Trono per il progetto Enoblogger, Chiara Giannotti per Vino.tv, la specialista dello Champagne Vania Valentini, la managing director di Vinitaly International Stevie Kim e Matteo Borrè per WineCouture, a conferma della crescente centralità della comunicazione specializzata nel racconto del vino contemporaneo.

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