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Convention Ais 2026: fare sistema per valorizzare la territorialità del vino e coinvolgere i consumatori

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La Convention Nazionale AIS 2026 segna un momento di svolta per l’Associazione Italiana Sommelier. Riunita in Puglia, a quindici anni dall’ultima edizione ospitata nella regione, l’incontro ha rappresentato soltanto un’occasione di confronto associativo e il punto di partenza per una riflessione strategica sul futuro del vino, della formazione in questo ambito e del ruolo culturale del sommelier nella società contemporanea. L’evento, ospitato a Bari grazie all’organizzazione di AIS Puglia, ha visto la partecipazione della governance nazionale, dei delegati territoriali, dei soci provenienti da tutta Italia, di rappresentanti delle istituzioni, del mondo della comunicazione, dell’agroalimentare e della cultura enogastronomica. Un appuntamento che ha alternato momenti istituzionali, dibattiti, degustazioni, premiazioni e progetti sociali, confermando la volontà dell’associazione di ampliare il proprio raggio d’azione ben oltre la tradizionale attività formativa.

Al centro della convention si è imposta l’attualità: il mondo del vino sta vivendo una fase di trasformazione profonda. Cambiano i consumatori, cambiano le modalità di fruizione, cambiano le abitudini alimentari e si moltiplicano le sfide legate alla sostenibilità, alla comunicazione e alla percezione stessa del vino all’interno della società contemporanea. In questo scenario AIS intende ridefinire il proprio ruolo, mantenendo intatta la propria autorevolezza formativa ma adattando strumenti e linguaggi alle nuove esigenze del mercato e delle nuove generazioni.

Nel corso della relazione programmatica del presidente nazionale Sandro Camilli è emersa una visione articolata che punta a trasformare AIS in un soggetto ancora più centrale all’interno dell’ecosistema vitivinicolo italiano. Camilli ha ricordato come l’associazione, nata oltre sessant’anni fa dall’intuizione che il vino meritasse cultura e non soltanto consumo, debba oggi affrontare una nuova fase storica. Secondo il presidente, il consumatore contemporaneo è immerso in un flusso continuo di informazioni, racconti e contenuti dedicati al vino, ma fatica a trovare punti di riferimento realmente autorevoli. È proprio in questo spazio che AIS intende rafforzare il proprio ruolo, diventando sempre più il soggetto capace di collegare prodotto, produttore, territorio e cultura.

La strategia delineata si articola in cinque direttrici fondamentali. La prima riguarda la formazione. Pur rivendicando il percorso didattico più rigoroso e strutturato del panorama nazionale, AIS riconosce la necessità di evolvere linguaggi e modalità di insegnamento. L’obiettivo è introdurre strumenti più moderni, modulari e accessibili, mantenendo invariata la profondità culturale che ha sempre caratterizzato la formazione dei sommelier. L’associazione vuole continuare a formare professionisti capaci di interpretare il vino con competenza tecnica, ma anche di renderlo comprensibile e accessibile a pubblici sempre più ampi.

La seconda direttrice riguarda la sostenibilità. Non più un semplice tema da comunicare, ma un criterio operativo destinato a guidare le attività dell’associazione. AIS ha annunciato la volontà di adottare protocolli ambientali concreti per l’organizzazione degli eventi e di valorizzare sempre più quelle aziende che tutelano biodiversità, paesaggio e lavoro. Una visione che punta a fare della sostenibilità un elemento integrante dell’identità stessa del sommelier contemporaneo.

La terza area strategica riguarda il rafforzamento del peso istituzionale dell’associazione. Con una base associativa che sfiora 46mila soci e una presenza capillare sul territorio nazionale, AIS intende consolidare i rapporti già avviati con il Ministero dell’Agricoltura, il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo è diventare interlocutore stabile nei tavoli dove si definiscono le politiche legate al vino, alla promozione del Made in Italy e alla formazione professionale. Secondo la visione espressa durante la convention, l’associazione può offrire un valore unico: una rete di professionisti qualificati in grado di raccontare le denominazioni italiane con competenza e passione.

Particolarmente significativa è risultata anche la quarta direttrice strategica, sintetizzata nel concetto di “oltre il vino”. Pur restando il vino il cuore dell’identità associativa, AIS ritiene necessario ampliare ulteriormente il proprio campo di competenza verso tutte le principali culture del bere. Olio, birra e distillati sono già entrati da tempo nei percorsi formativi dell’associazione, ma nei prossimi anni questi ambiti saranno ulteriormente sviluppati per costruire una figura professionale sempre più completa e autorevole nell’ambito dell’esperienza gastronomica complessiva.

La quinta direttrice riguarda invece il ruolo sociale dell’associazione. L’ingresso nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore viene interpretato come la naturale evoluzione di una missione che va ben oltre la degustazione. Inclusione lavorativa, educazione dei giovani, promozione della cultura alimentare e contrasto alla marginalità diventano parte integrante dell’identità di AIS. In questa prospettiva il sommelier non è soltanto un professionista del vino, ma anche un educatore e un soggetto attivo nella costruzione del tessuto sociale.

Un esempio concreto di questa visione è rappresentato dal progetto “Sommelier Astemio”, una delle iniziative più attese della convention. Nato nel 2019 e sviluppato grazie al lavoro di AIS Puglia e di numerosi volontari, il progetto è finalmente giunto alla fase operativa grazie all’assegnazione di una masseria fortificata nell’area di Bari. La struttura sarà trasformata in un centro di formazione e inclusione sociale destinato a giovani in situazioni di fragilità. Sono previsti spazi didattici, un’enoteca con cucina, vigneti, uliveti e persino una vigna urbana sviluppata con il contributo di esperti del settore. L’iniziativa ha già consentito di formare oltre cento ragazzi tra Puglia ed Emilia-Romagna, alcuni dei quali hanno trovato concreta occupazione nel settore.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, progetto che coinvolge gli istituti scolastici e che durante la convention ha visto la consegna di borse di studio dedicate agli studenti partecipanti. L’iniziativa rappresenta uno degli strumenti attraverso cui AIS punta a dialogare con le nuove generazioni, promuovendo consapevolezza culturale e sensibilità verso le eccellenze agroalimentari italiane.

La convention ha inoltre ospitato testimonianze di rilievo provenienti da mondi differenti ma accomunati dalla volontà di valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano. Tra gli ospiti intervenuti figurano Dominga Cotarella, Gioacchino Bonsignore e Roberto Donadoni, protagonisti di un confronto dedicato al tema del fare sistema, della comunicazione e della capacità di affrontare le sfide che oggi interessano il settore vitivinicolo.

Particolarmente interessante è stato il dibattito sul tema dei vini dealcolati e della crescente pressione culturale e normativa che interessa il consumo di vino. Diversi interventi hanno sottolineato la necessità di distinguere tra abuso e consumo consapevole, ribadendo il valore culturale, storico e territoriale del vino italiano. È emersa con forza la convinzione che la comunicazione debba concentrarsi maggiormente sul concetto di cultura del bere responsabile piuttosto che sulla semplice contrapposizione tra vino e salute.

Accanto ai contenuti istituzionali, la convention ha celebrato anche l’identità enogastronomica pugliese. Gli ospiti hanno potuto degustare alcune delle eccellenze simbolo del territorio, dal pane di Altamura alla burrata di Andria, passando per il capocollo di Martina Franca, i prodotti della pesca locale e numerose specialità agroalimentari regionali. Un percorso culminato nell’appuntamento serale “Bianca di Puglia”, manifestazione dedicata ai vini bianchi pugliesi che negli anni è diventata uno degli eventi più rappresentativi del panorama enologico regionale.

La Convention Nazionale AIS 2026 lascia così in eredità una visione chiara: rafforzare il ruolo culturale del vino, ampliare l’impatto sociale dell’associazione, consolidare il dialogo con le istituzioni e costruire nuove forme di coinvolgimento delle giovani generazioni. In un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi e da una crescente complessità del mercato, AIS rivendica il proprio ruolo di punto di riferimento per la formazione, la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo italiano. Un percorso che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici e che punta a trasformare l’associazione in una piattaforma sempre più autorevole, inclusiva e capace di interpretare le nuove esigenze del settore.

I momenti salienti e i numeri del vino in Italia secondo AIS

C’è di più. La Convention 2026 a Bari – tre giorni di lavoro – per la prima volta ha unito in un unico appuntamento gli Stati Generali e la Convention Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier: un format inedito che ha riunito vertici associativi, delegazioni territoriali, docenti, produttori e partner istituzionali per condividere una visione comune sul futuro del vino e dell’enogastronomia italiana.

L’appuntamento si è svolto in una fase di profonda trasformazione per il comparto vitivinicolo italiano, che conferma la propria centralità economica e produttiva. Secondo ISMEA – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, il vino italiano nel 2025 vale 14 miliardi di euro di fatturato, pari al 10% dei ricavi del comparto agroalimentare nazionale, con una filiera composta da 241 mila imprese viticole, oltre 681 mila ettari vitati e poco meno di 29 mila aziende vinificatrici. Nel 2025 l’Italia si conferma leader mondiale nella produzione e nell’export in volume, con oltre 44 milioni di ettolitri prodotti e quasi 21 milioni esportati, e secondo esportatore mondiale in valore, con 7,8 miliardi di euro generati sui mercati esteri. Una leadership non solo sui numeri ma anche sulla qualità certificata: il sistema italiano conta 523 riconoscimenti DOP e IGP, mentre le Indicazioni Geografiche rappresentano in media il 56% della produzione e rafforzano il peso del vino italiano anche sui mercati internazionali.

È proprio dentro questo scenario che si è inserito il confronto promosso da AIS a Bari. Al centro dei lavori, il tema del “fare sistema” come risposta alla complessità del mercato, alla trasformazione dei consumi e alle nuove sensibilità delle giovani generazioni. Nella sua relazione programmatica, il Presidente di AIS Italia Sandro Camilli, ha ribadito il ruolo dell’Associazione come piattaforma di raccordo tra filiera, istituzioni, scuole e territori: “Per garantire la solidità del comparto occorre generare valore con un raccordo etico tra chi produce, governa, vive i luoghi e forma. L’AIS agisce qui. Attraverso la guida, i corsi e gli eventi diamo voce alle eccellenze e costruiamo una rete di ambasciatori; con le borse di studio per le scuole ne ribadiamo il valore educativo e sociale. Divulgare questa visione eleva la percezione del vino e ne promuove un consumo culturale, garanzia per il futuro del mercato. Questa è la cerniera di cui ha bisogno il Sistema Paese”.

Momento centrale dell’appuntamento barese è stata anche la consegna delle 5 borse di studio da 2.500 euro ciascuna, istituite da AIS nell’ambito della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, nata nel 2011 e oggi alla sua XVI edizione. I riconoscimenti sono stati assegnati, tra gli altri, all’I.I.S.S. “Basile-Caramia-Gigante” di Locorotondo (BA), all’IPSSAR “Santa Marta” di Pesaro e all’ITET “Enrico De Nicola” di San Giovanni La Punta (CT), per progetti dedicati a vigne e uliveti urbani interpretati non solo come spazi agricoli ma come strumenti di inclusione sociale, rigenerazione territoriale ed ecologica delle città.  Il concorso ha coinvolto diverse tipologie di scuole – istituti agrari, geometri, alberghieri e turistici – nella creazione di un progetto orientato alla sostenibilità, alla valorizzazione del patrimonio e al rapporto tra scuola e territorio.

Accanto ai momenti di confronto strategico, la Convention ha offerto un programma dedicato anche alla valorizzazione della Puglia, con masterclass sui vitigni autoctoni, un itinerario tra i vicoli di Bari Vecchia, le degustazioni della XII edizione di Bianca di Puglia e, nella giornata conclusiva, un percorso in Valle d’Itria tra Alberobello e la Cantina Museo Albea.  Un’esperienza pensata per rafforzare il legame tra vino, cultura, formazione e identità paesaggistica. Conclude l’Associazione: “Con l’appuntamento di Bari, AIS conferma il proprio impegno nel costruire una rete concreta tra associazione, scuole, produttori, professionisti e comunità locali, con l’obiettivo di trasformare il cambiamento del settore in un’occasione di crescita culturale, educativa e territoriale”. 

La produzione italiana di vino per regione (Migliaia di ettolitri)
RegioneProduzione di vino 2025Variazione percentuale
2025 vs 2024
Produzione di vino
2025 su totale nazionale
Veneto12,4146.1%28.0%
Puglia8,4199.7%19.0%
Emilia-Romagna6,439-10.2%14.5%
Sicilia2,615-5.8%5.9%
Piemonte2,499-7.4%5.6%
Abruzzo2,266-1.1%5.1%
Toscana2,210-18.4%5.0%
Friuli-Venezia Giulia1,550-6.3%3.5%
Trentino-Alto Adige1,33115.2%3.0%
di cui0.0%
Bolzano3168.4%0.7%
Trento1,01517.5%2.3%
Lombardia1,10511.7%2.5%
Marche87022.5%2.0%
Lazio720-1.2%1.6%
Campania70414.3%1.6%
Sardegna4378.6%1.0%
Umbria333-14.7%0.8%
Molise2137.3%0.5%
Calabria11520.4%0.3%
Basilicata8644.5%0.2%
Liguria38-7.4%0.1%
Valle d’Aosta1968.6%0.0%
Italia44,3840.7%

Fonte: Elaborazioni Ismea su dati Agea e Organismi pagatori regionali

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