Il Soave entra in una nuova fase strategica, con l’avvio della seconda tappa del “Progetto Identità Soave”, il percorso avviato due anni fa per rendere la denominazione più competitiva e reattiva rispetto alle dinamiche del mercato contemporaneo. Approvato dall’Assemblea del Consorzio di tutela, il nuovo pacchetto di misure segna un passaggio operativo destinato a incidere direttamente sulla gestione produttiva e sulla struttura stessa della Doc.
Crescita e continuità: il +3% dell’imbottigliato della Doc Soave
Il punto di partenza è rappresentato da un risultato concreto: nei primi mesi del 2026 il Soave registra un +3% dell’imbottigliato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dato che conferma l’efficacia delle strategie adottate negli ultimi 24 mesi.
Questo andamento positivo si traduce ora in una fase di consolidamento, con l’introduzione di nuove misure pensate per rafforzare ulteriormente la posizione della denominazione sui mercati.
La seconda fase del Progetto Identità Soave
Il progetto entra quindi in una nuova dimensione operativa, con azioni che puntano a rendere la Doc “più tonica e competitiva” e in grado di rispondere alle attuali tendenze di consumo.
Al centro della strategia c’è un equilibrio tra valorizzazione del prodotto e sostenibilità economica, con particolare attenzione alla redditività dei vigneti e alla gestione consapevole della produzione.
L’obiettivo è costruire un sistema più reattivo, capace di adattarsi alle variazioni della domanda senza compromettere l’identità del vino.
Il ruolo del viticoltore: dalla gestione alla strategia
Uno degli elementi più rilevanti della nuova fase riguarda il ruolo del viticoltore, chiamato a diventare protagonista diretto delle scelte produttive.
Ogni azienda dovrà infatti operare una selezione preventiva delle parcelle, decidendo fin dall’inizio quali vigneti destinare alla produzione di Soave Doc e quali indirizzare verso altre tipologie.
Questo passaggio introduce una logica di specializzazione che trasforma la gestione del vigneto in una scelta strategica, con un impatto diretto sulla qualità finale del vino.
Riduzione delle superfici e delle rese: le misure chiave
Il cuore del nuovo pacchetto riguarda la gestione quantitativa della produzione.
Le misure approvate prevedono, per ciascun produttore, una riduzione del 50% della superficie vitata potenzialmente rivendicabile a Doc, accompagnata da una diminuzione delle rese produttive.
Si tratta di un intervento significativo, pensato per intervenire direttamente sul rapporto tra domanda e offerta, garantendo maggiore equilibrio e stabilità al mercato.
La scelta riflette una visione condivisa all’interno della denominazione e rappresenta uno dei passaggi più incisivi del progetto.
Doc Soave: equilibrio di mercato e visione di lungo periodo
L’introduzione delle nuove misure risponde alla necessità di allineare la produzione alle reali capacità di assorbimento del mercato.
L’obiettivo dichiarato è evitare squilibri che possano incidere sulla valorizzazione del prodotto, mantenendo un rapporto sostenibile tra quantità e qualità
In questo senso, la gestione della Doc si configura come uno strumento attivo di governance, capace di accompagnare la denominazione nel medio-lungo periodo.
A chiarire il significato del progetto è il presidente del Consorzio di tutela, Cristian Ridolfi:
“È necessario un attento governo della denominazione perché è simbolo di garanzia e qualità. Le nuove misure di gestione della denominazione, approvate nel corso dell’ultima assemblea sono la naturale evoluzione di un percorso che punta a rendere la nostra denominazione più tonica e virtuosa, rispetto alla legge aurea della domanda e dell’offerta. Nel medio-lungo periodo ne beneficeranno sia i produttori, che vedranno premiato il loro lavoro, sia i consumatori, che si troveranno nei calici un vino Soave fortemente identitario. Siamo infine consapevoli che oggi le tendenze di mercato premiano sempre di più vini bianchi, freschi e dal moderato contenuto alcolico e che per tale ragione, il Soave ha carte importanti da giocarsi proprio in questo momento”.

Il Soave Doc tra identità e mercato contemporaneo
La seconda fase del Progetto Identità Soave segna un’evoluzione nella gestione della denominazione, in cui qualità e quantità non sono più elementi separati ma parti di un unico sistema.
In un contesto in cui i mercati premiano vini freschi, equilibrati e riconoscibili, il Soave si posiziona con caratteristiche coerenti rispetto alla domanda attuale, rafforzando la propria identità attraverso scelte strutturali.
Il progetto non si limita quindi a regolare la produzione, ma costruisce le basi per una nuova fase di sviluppo, in cui la denominazione punta a consolidare il proprio ruolo nel panorama del vino bianco italiano.






























