Il dialogo tra il Trentino del vino e le enoteche italiane compie un salto di qualità. Dal 24 al 26 maggio 2026, i soci di Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane – sono tornati in Trentino dopo il Premio Vinarius al Territorio 2025, trasformando quel riconoscimento in un percorso concreto. Non una semplice visita, ma tre giorni costruiti come un laboratorio condiviso: 27 cantine, 2 distillerie, 3 realtà delle Strade del Vino e dei Formaggi, un format B2B serrato e produttivo, degustazioni, incontri e conversazioni autentiche. Un metodo che ha messo allo stesso tavolo produttori ed enotecari, con l’obiettivo di capire davvero come si muove oggi il mercato e come il Trentino può raccontarsi in modo ancora più efficace.
Un format che punta alla concretezza
Il tour si è aperto il 24 maggio a Palazzo Trautmannsdorf con una degustazione dedicata ai prodotti gastronomici del territorio. Poi, il 25 e 26 maggio, è entrato nel vivo con un format preciso: un B2B speed tasting che ha coinvolto 24 cantine trentine, dodici per giornata, quattro vini ciascuna, venti minuti per ogni incontro. Un ritmo intenso, certo, ma capace di generare valore. Produttori ed enotecari si sono confrontati senza filtri, con un tempo sufficiente per raccontare storie, territori e scelte produttive.
A queste realtà si sono aggiunte tre aziende protagoniste dei momenti conviviali e delle visite sul territorio, ampliando lo sguardo all’intero sistema produttivo trentino. Il Presidente del Consorzio Vini del Trentino, Albino Zenatti, ha sintetizzato bene lo spirito dell’iniziativa: “Il rapporto con Vinarius è un rapporto di sostanza. Volevamo che incontrassero i nostri produttori da vicino e tornassero a casa con qualcosa di vero da raccontare”. Una visione che diventa metodo e che rafforza il ruolo del Trentino come territorio capace di costruire relazioni solide.
Ascoltare il mercato: ciò che le enoteche chiedono davvero
Il riscontro è stato chiaro: il tempo era speso bene. Meno assaggi veloci, più incontri veri. In un momento in cui la selezione nelle enoteche non si basa più solo sulla qualità tecnica, ma su un racconto vendibile e coerente, quei venti minuti per tavolo hanno fatto la differenza. Gli enotecari hanno potuto capire se uno stile, un territorio o una storia potessero trovare spazio nella propria clientela. Le conversazioni informali hanno confermato un dato ormai evidente: l’enoteca italiana è cambiata. Oggi mescita, aperitivo, serate con i produttori, degustazioni guidate e piccola ristorazione sono strumenti indispensabili per fare cultura del vino e fatturato insieme.
Il Direttore Generale del Consorzio, Graziano Molon, ha sottolineato il valore dell’ascolto diretto: “Nessuno studio di mercato sostituisce ciò che abbiamo raccolto in questi giorni. La qualità delle conversazioni è stata altissima: c’era una disponibilità autentica a capire il Trentino e a immaginare come certi vini possano entrare nelle loro proposte”. Un confronto che ha portato il Trentino dentro Vinarius e Vinarius dentro il Trentino, creando un legame destinato a crescere.
Il Trentino che trasforma le sue specificità in relazioni
Il Trentino vitivinicolo ha caratteristiche uniche: viticoltura di montagna, micro-territori, sostenibilità certificata, cooperative e aziende familiari che convivono, vitigni identitari come Teroldego, Marzemino, Müller Thurgau e Nosiola. In pochi chilometri cambiano altitudine, esposizione, stili. Il tour ha cercato di trasformare queste specificità in relazioni. Perché un vino non entra in un’enoteca solo per la sua qualità tecnica: ci entra perché qualcuno ha incontrato chi lo produce, ha capito la storia e ha deciso che vale la pena consigliarlo. Il lavoro fatto con Vinarius è stato esattamente questo: un percorso condiviso, prima che una visita. Una relazione, prima che una promozione. Un metodo che il Trentino vuole continuare a coltivare.






























