Il territorio di Carmignano si prepara a un cambio di passo. Da settembre 2026, Paca, unico ristorante stellato della provincia di Prato, lascia la città per trasferirsi nel cuore di Tenuta Ceri. Un passaggio che unisce due realtà nate nello stesso paesaggio toscano e accomunate da una visione precisa: creare un’esperienza che intrecci alta cucina, vino, ospitalità e cultura agricola. Lo chef Niccolò Palumbo guiderà non solo il ristorante fine dining, ma anche colazioni, banqueting ed esperienze dedicate agli ospiti delle nuove sette suite della tenuta. Intanto, Tenuta Ceri evolve da azienda vitivinicola a vera destinazione contemporanea, con una cantina d’avanguardia, un progetto architettonico che dialoga con il paesaggio e un’offerta pensata per chi cerca un’immersione totale nella Toscana più autentica.
Un nuovo capitolo per Paca: la Stella Michelin entra in vigna
Il trasferimento di Paca segna una svolta naturale nel percorso del ristorante aperto nel 2019. Per Palumbo, la cucina trova finalmente un contesto che le permette di dialogare in modo diretto con il territorio. Il paesaggio entra letteralmente nel piatto: orto, selvaggina, animali da cortile, fornitori selezionati per prossimità ed etica diventano parte centrale del progetto.



La nuova sede nasce in una struttura contemporanea che si innesta sull’antica casa colonica destinata alle suite. Un volume moderno, riconoscibile, che non si mimetizza ma dialoga con l’esistente. La facciata reinterpreta il mandolato toscano in chiave attuale, accostandolo all’acciaio Corten. All’interno, resina monocromatica e marmorino definiscono uno spazio essenziale e materico. Il risultato è un ambiente coerente, capace di unire memoria agricola e linguaggio contemporaneo. Una scelta che rafforza l’identità di Tenuta Ceri come luogo in cui cucina, vino, ospitalità e paesaggio trovano una forma comune.
Tenuta Ceri: da azienda agricola a destinazione contemporanea
Fondata nel 2006 dall’architetto Luca Ceri e oggi guidata dal figlio Edoardo, Tenuta Ceri si estende su 40 ettari: 15 vitati, 6 di oliveti e il resto tra bosco e seminativo arboreo. Una geografia che racconta un progetto radicato nel territorio e costruito sull’equilibrio tra produzione, tutela ambientale e continuità paesaggistica. Il cuore operativo è la cantina, ultimata nel 2021 e inserita nel declivio della collina. I suoi 1.000 metri quadrati seguono il profilo geologico del terreno e integrano soluzioni per ridurre l’impatto ambientale e garantire autonomia energetica.

La guida enologica è affidata a Edoardo Ceri, che negli ultimi anni ha consolidato il profilo qualitativo dell’azienda, riconosciuta come Cantina Emergente dal Gambero Rosso nel 2023 e Produttore Emergente da Doctor Wine nel 2024. Accanto alla cantina, prende forma l’area hospitality: sette suite ricavate dal recupero della casa colonica settecentesca. Calce naturale, pozzolana, legno e superfici di recupero dialogano con infissi in Corten, in un equilibrio tra memoria rurale e contemporaneità. Un progetto che riflette l’impronta architettonica di Luca Ceri, fatta di stratificazioni e libertà compositiva.
Cucina, vino e ospitalità: la nuova geografia dell’esperienza toscana
Con l’arrivo di Paca, Tenuta Ceri inaugura un modello di destinazione in cui ogni elemento dialoga con gli altri. Il ristorante non è più un luogo isolato, ma il centro di un ecosistema che unisce produzione vinicola, accoglienza, architettura e paesaggio. La visione è chiara: offrire un’esperienza completa, immersiva e contemporanea, capace di raccontare una Toscana autentica, agricola, colta e internazionale. Una Toscana fatta di colline, vino, ospitalità e cucina d’autore. Un progetto che parte da Carmignano, ma parla a un pubblico sempre più interessato a vivere il territorio in modo integrato, dove ogni dettaglio contribuisce a costruire un racconto coerente e identitario.






























