La cantina Cogno entra in una fase decisiva della sua storia. A Novello, dove tutto è iniziato con la visione di Elvio Cogno, oggi Nadia Cogno e la figlia Elena Fissore raccolgono il testimone e aprono un nuovo capitolo. Un percorso che unisce sensibilità umana, radici profonde nel cru Ravera e uno sguardo internazionale. L’uscita di Valter Fissore segna la fine di un’epoca, mentre la continuità produttiva resta salda grazie a Giulio Giacosa, marito di Elena e figura operativa di riferimento da dodici anni.
La nuova guida di Nadia Cogno ed Elena Fissore tra eredità e visione
Il cuore di questa transizione sta nel dialogo tra due generazioni. Nadia Cogno, da sempre regista silenziosa dell’azienda, custodisce l’eredità di Elvio con un approccio che mette al centro la dimensione umana del vino. Accanto a lei entra ufficialmente Elena Fissore, che porta energia, concretezza e una visione internazionale maturata negli anni. Insieme costruiscono un racconto che non rinnega il passato, ma lo rilancia con una sensibilità contemporanea.

Ravera come bussola: il territorio che definisce lo stile
In questo nuovo corso, il legame con Ravera resta il punto fermo. È qui che la cantina ha costruito la propria identità, interpretando uno dei cru più prestigiosi del Barolo con rigore e profondità. La scelta di mantenere una continuità produttiva affidandosi a Giulio Giacosa conferma la volontà di proteggere lo stile Cogno, frutto di anni di lavoro condiviso e di una conoscenza intima della collina.
Cogno: un’eredità che parla al presente
Il passaggio di testimone non è solo un fatto aziendale, ma un gesto culturale. Le parole di Nadia lo raccontano con chiarezza:
“Il vino è luce, tempo, memoria. È un filo che unisce chi ha costruito la storia della cantina e chi oggi la porta avanti. Con questo spirito, Cogno apre un nuovo capitolo che guarda al futuro senza perdere la propria anima”.






























