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Donne del Vino: dall’Emilia‑Romagna parte il nuovo patto con la ristorazione

Alla Convention Nazionale in Emilia‑Romagna le Donne del Vino lanciano un nuovo patto con la ristorazione: per valorizzare il vino italiano.
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La Convention Nazionale delle Donne del Vino, ospitata in Emilia‑Romagna, ha acceso i riflettori su un tema cruciale per il futuro del vino italiano: costruire un nuovo patto tra produttori e ristoratori. Un’alleanza che passi da carte dei vini più legate ai territori, politiche di prezzo equilibrate e un possibile credito d’imposta per chi sceglie di valorizzare in carta i vini e i prodotti dop locali. 

Tre giornate intense, tra incontri istituzionali, masterclass, visite e confronti, hanno riunito produttrici e professioniste da tutta Italia per discutere del ruolo delle denominazioni come motore economico, culturale e turistico. Un percorso che ha toccato Modena, Parma e Reggio Emilia, intrecciando vino, gastronomia, paesaggio e identità, e che ha reso omaggio alla memoria di Pia Donata Berlucchi, figura simbolo dell’Associazione.

Il nuovo patto delle Donne del vino per valorizzare il territorio

Il cuore della Convention è stato l’appello lanciato dalla presidente nazionale Daniela Mastroberardino, che ha sottolineato come il settore stia affrontando calo dei consumi, cambiamenti negli stili di vita e una concorrenza internazionale sempre più forte. In questo scenario, la ristorazione può diventare il primo ambasciatore delle denominazioni italiane, raccontando territori e identità attraverso le carte dei vini. L’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi ha raccolto la proposta, rilanciando l’idea di un credito d’imposta per i ristoratori che scelgono vini e prodotti dop del proprio territorio. Una misura che potrebbe sostenere la filiera e promuovere un consumo più consapevole, aprendo la strada a nuove politiche europee e nazionali.

A rafforzare la visione è intervenuta Enza Bergantino, vice delegata dell’Emilia‑Romagna, che ha ricordato come le denominazioni siano vere infrastrutture culturali, capaci di custodire storia, paesaggio e comunità. Il recente riconoscimento UNESCO alla Cucina italiana diventa così un’opportunità per rendere ancora più evidente il legame tra vino, cultura e turismo. In questo contesto, la narrazione gastronomica assume un ruolo decisivo: raccontare un territorio significa raccontarne i vini, le persone e le tradizioni, un tema che si collega naturalmente al valore delle denominazioni italiane.

Alla Convention Nazionale in Emilia‑Romagna le Donne del Vino lanciano un nuovo patto con la ristorazione: per valorizzare il vino italiano.
@consulentedelgusto 

Il ricordo di Pia Donata Berlucchi e il caso Franciacorta

Uno dei momenti più intensi della Convention è stato l’omaggio a Pia Donata Berlucchi, Past President dell’Associazione, scomparsa di recente. La presidente Mastroberardino ha letto la lettera con cui Pia aderì all’Associazione nel 1998, un gesto che ha riportato in sala la sua visione e il suo stile. A raccoglierne l’eredità è stata Francesca Fattore, Brand Ambassador di Freccianera Fratelli Berlucchi, che ha raccontato come la Franciacorta sia passata da territorio sconosciuto a sinonimo internazionale di eccellenza. Il suo intervento ha intrecciato arte, letteratura e impresa, in un omaggio che ha rispecchiato perfettamente lo spirito di Pia.

Francesca Fattore ha portato anche una riflessione sulla leadership femminile, distinguendo tra il coordinare e l’accompagnare. Ha ricordato come la capacità di ascolto sia una competenza decisiva nel mondo del vino, che vive di racconto e relazione. Un tema che si lega al ruolo crescente delle donne nel vino, oggi protagoniste di un cambiamento culturale profondo.

Italian Sounding, tutela e identità: la politica entra in campo

Sul fronte normativo è intervenuto l’onorevole Stefano Vaccari, che ha denunciato l’impatto dell’Italian Sounding: circa 70 miliardi di euro sottratti ogni anno all’export italiano, oltre 120 miliardi considerando l’intera contraffazione alimentare. Un danno economico, ma soprattutto identitario. Vaccari ha annunciato che entro il 2026 la Commissione Ecomafie depositerà una relazione dedicata alle contraffazioni alimentari, con l’obiettivo di trasformare il tema in una priorità nazionale. Tra i dati citati, i 2.500 contenuti digitali contraffatti scoperti dal Consorzio del Vino Chianti e l’allarme sulle organizzazioni criminali transnazionali che falsificano vini di pregio dal 2017–2018. Tra gli strumenti indicati, norme più severe sulla tracciabilità e il passaporto digitale del prodotto, che potrebbe diventare un’innovazione decisiva per la tutela del Made in Italy.

Un viaggio nell’Emilia‑Romagna con le Donne del vino

La Convention ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo dell’eccellenza agroalimentare emiliano‑romagnola. A Modena, la visita alla Cantina Settecani e la masterclass sul Lambrusco condotta da Matteo Pessina sono state affiancate dalla degustazione di Parmigiano Reggiano Dop. Nel centro storico, le Donne del Vino hanno visitato l’Acetaia Comunale e i siti UNESCO, approfondendo l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop con il Gran Maestro Maurizio Fini.

A Parma, dopo il convegno, il percorso nel Museo Diffuso del Gusto ha raccontato il patrimonio gastronomico della città. La Cena di Gala al Labirinto della Masone ha celebrato il dialogo tra arte, paesaggio e cultura del vino, mentre l’ultima giornata si è aperta alla Latteria Santo Stefano con una visita dedicata al Parmigiano Reggiano. La chiusura a Reggio Emilia, ospiti delle Cantine Albinea Canali, ha offerto un’immersione tra vigneti didattici e vitigni autoctoni, con la masterclass “Radici rare” condotta da Antonella Pizzi e Annamaria Compiani.

Paola Gorgatti, delegata regionale, ha definito la Convention un atto d’amore verso l’Emilia‑Romagna, felice di aver accolto socie da tutta Italia e di aver mostrato loro la ricchezza di una regione che vive di vino, cultura e ospitalità.

Una squadra che cresce e un’Associazione che guarda avanti

L’edizione 2026 è stata resa possibile dal lavoro della Delegazione Emilia‑Romagna, una squadra di oltre sessanta socie coordinate da Paola Gorgatti con il supporto di Enza Bergantino, Claudia Riva di Sanseverino, Milena Ferrari e Daniela Vaschieri. Un impegno corale che ha coinvolto istituzioni, consorzi, enoteche regionali, siti UNESCO e numerosi partner tecnici e sponsor.

Con quasi quarant’anni di storia e 1.260 socie, Le Donne del Vino restano la più grande associazione femminile del mondo enologico. Produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, comunicatrici, avvocate e architette guidate da Daniela Mastroberardino continuano a costruire un racconto che unisce vino, cultura e territorio, aprendo nuove strade per il futuro del settore.

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