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Tenuta San Giorgio capovolge il “col fondo” con Glera e Manzoni Bianco: nasce Sottosopra

Tenuta San Giorgio launches Sottosopra: a bottle‑refermented Glera and Manzoni Bianco that reinterprets the "col fondo" tradition
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Tenuta San Giorgio lancia Sottosopra, il suo primo rifermentato in bottiglia Veneto Igt, ampliando il portfolio con una proposta che unisce Glera e Manzoni Bianco e ridefinisce il linguaggio contemporaneo del “vin col fondo”. Il nuovo vino, che per il debutto ha scelto Milano e la cucina stellata del ristorante Iyo Kaiseki, rappresenta la sintesi della doppia identità della cantina trevigiana: tradizione prosecchista e valorizzazione di varietà autoctone meno esplorate. Un progetto che si inserisce nel rinnovato interesse verso vini artigianali, non filtrati e capaci di raccontare il territorio con immediatezza e autenticità.

Il nome “Sottosopra” sintetizza perfettamente lo spirito del progetto: capovolgere schemi e aspettative senza perdere identità. Pensato come un vino giovane, leggero e allo stesso tempo espressivo, rappresenta una dichiarazione d’intenti per Tenuta San Giorgio, che attraverso questa referenza rafforza il proprio percorso di evoluzione.

Sottosopra: un nuovo capitolo per Tenuta San Giorgio e le Grave di Papadopoli nel calice

Con Sottosopra, Tenuta San Giorgio introduce per la prima volta un rifermentato in bottiglia all’interno della propria produzione, segnando un passaggio evolutivo nella propria visione enologica.

La scelta di lavorare su un blend composto per l’85% da Glera e per il 15% da Manzoni Bianco riflette un equilibrio preciso tra riconoscibilità e sperimentazione.

Da un lato la freschezza e l’immediatezza della Glera, dall’altro la complessità strutturale del Manzoni Bianco, varietà che esprime tensione acida e profondità minerale.

Sottosopra nasce nelle Grave di Papadopoli, l’isola fluviale più grande d’Italia, un areale caratterizzato da suoli di ghiaie e sabbie derivati dai depositi alluvionali del Piave.

È qui che il vino trova la propria identità, traducendo il contesto pedoclimatico in un profilo che unisce energia e definizione aromatica.

La doppia anima del territorio emerge così nel bicchiere, dove la componente minerale si intreccia con una vivacità gustativa che definisce il carattere del vino.

Il linguaggio del “col fondo” in chiave contemporanea

Sottosopra si inserisce nella tradizione veneta del vino rifermentato in bottiglia, reinterpretandola attraverso un approccio contemporaneo.

La rifermentazione, che avviene in bottiglia per un periodo compreso tra 90 e 120 giorni senza dégorgement, lascia i lieviti esausti sul fondo e dà vita a un vino non filtrato, vivo e dinamico.

Nel profilo sensoriale emergono note di mela verde, glicine e fiori di campo, accompagnate da sfumature più mature e richiami lievemente panificati. Al palato il vino si presenta teso, agrumato e sapido, con una spalla acida vibrante e una chiusura minerale persistente.

La bollicina, sottile ed elegante, accompagna il sorso senza sovrastarlo, contribuendo a definire un equilibrio tra freschezza e struttura.

Un nome, una direzione: versatilità e nuove occasioni di consumo

Sottosopra nasce anche con l’obiettivo di ampliare le occasioni di consumo del vino, collocandosi in un contesto di convivialità informale e consumo contemporaneo.

La sua leggerezza e versatilità lo rendono adatto sia a un aperitivo ricercato sia all’abbinamento con piatti della cucina locale, italiana e internazionale, confermando la capacità dei rifermentati di dialogare con una gastronomia trasversale.

È un vino che si muove tra tradizione e modernità, mantenendo il legame con il territorio ma aprendosi a nuovi linguaggi. Un equilibrio dinamico tra autenticità e sperimentazione che trova nel “col fondo” un’espressione sempre più attuale.

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