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Barolo en primeur 2026: la Vigna Gustava racconta l’annata 2025 

Degustazione tecnica Barolo en primeur 2026: Vigna Gustava, annata 2025 e barrique raccontate da Antonio Galloni.
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Barolo en primeur è tornato il 26 giugno 2026 con una degustazione tecnica che conferma la forza di un progetto unico, capace di unire il prestigio del grande vino piemontese a una vocazione filantropica concreta. Nato nel 2021 grazie alla collaborazione tra Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Crc Donare Ets e Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il format si traduce in un’asta benefica internazionale ospitata al Castello di Grinzane Cavour, in collegamento con Londra e New York. 

Protagoniste le barrique della Vigna Gustava, vinificate separatamente sotto la guida di Donato Lanati e del laboratorio Enosis Meraviglia: ogni lotto racconta una sfumatura diversa del vigneto, grazie a una rigorosa parcellizzazione che valorizza esposizioni, altitudini ed età delle viti. Ogni barrique sostiene un progetto sociale e le bottiglie sono impreziosite da etichette d’autore firmate ogni anno da un artista internazionale. 

In apertura, le parole dei protagonisti: “Dalla cultura enologica alla filantropia: con Barolo en primeur valorizziamo il patrimonio delle Langhe e generiamo valore per la comunità” afferma Giuliano Viglione, presidente di Fondazione Crc Donare Ets; mentre Sergio Germano, presidente del Consorzio sottolinea “Di fronte alle complessità del comparto enologico attuale, la risposta delle Langhe deve essere questa: fare gioco di squadra e proporre modelli innovativi.”

Degustazione tecnica Barolo en primeur 2026: Vigna Gustava, annata 2025 e barrique raccontate da Antonio Galloni.
Da sinistra Sergio Germano e Giuliano Viglione

L’annata 2025 della Vigna Gustava: freschezza, tensione e fedeltà al terroir

L’annata 2025 della Vigna Gustava si distingue per nitidezza espressiva e un’architettura lineare che privilegia tensione, freschezza e autenticità territoriale. Come evidenziato da Antonio Galloni, critico enologico di riferimento, il 2025 segna il ritorno a una stagione regolare, priva degli eccessi climatici del 2022 e delle piogge del 2024. Alternanza equilibrata di caldo e precipitazioni, nessuno shock significativo e una vendemmia del Nebbiolo fissata al 29 settembre, perfettamente in linea con la tradizione.

In cantina, il team di Lanati ha condotto micro-vinificazioni manuali con 10 giorni di contatto sulle bucce, pochissimi rimontaggi e due delestage. Dopo la malolattica, il vino è passato in barrique con interventi minimi, in vista dell’imbottigliamento dopo tre anni di affinamento.

La parcellizzazione della Vigna Gustava permette di leggere con precisione le differenze tra le varie zone. Le vecchie vigne di mezza costa esprimono complessità, frutti scuri e tannini autorevoli, alternati a versioni più levigate e floreali. Nella fascia intermedia emergono contrasti netti: profili verticali e freschi si alternano a interpretazioni più profonde e balsamiche. Sul versante sud domina la potenza, con lotti densi e strutturati, mentre le pendenze inferiori rivolte a sud e sud-ovest offrono vini più immediati, con tannini setosi e profumi aperti di tabacco e frutto. Il tonneau da uve non selezionate chiude la panoramica con un assaggio fresco e gentile, sintesi dell’identità dell’annata.

Degustazione tecnica Barolo en primeur 2026: Vigna Gustava, annata 2025 e barrique raccontate da Antonio Galloni.

Le barrique 2025 della Vigna Gustava: la lettura di Antonio Galloni

Antonio Galloni ha analizzato quindici barrique, ognuna espressione di una micro-zona della Vigna Gustava. La numero uno rivela potenza bilanciata e profondità; la due mostra morbidezza e brillantezza aromatica; la tre colpisce per il corredo floreale e la precisione dei tannini. La quattro è più austera, ancora in evoluzione, mentre la cinque rappresenta una gemma nascosta, snella ed elegante. La sei torna a un profilo scuro e balsamico, vigoroso e strutturato; la sette punta sulla generosità del frutto e sulla piacevolezza immediata; la otto è un vino ancora “adolescente”, con tannini da levigare.

Sul versante sud, la nove esprime potenza e concentrazione; la dieci incarna il Barolo più classico, vibrante e verticale; la undici punta sull’eleganza e sull’armonia; la dodici offre profondità e stratificazione complessa. Le ultime tre barrique, provenienti dalla fascia inferiore, raccontano la grazia della beva precoce: la tredici è agile e immediata, la quattordici armonica e più strutturata, la quindici slanciata e vibrante, con un finale elegante e persistente.

La Vigna Gustava: un pendio che racconta milioni di anni

La Vigna Gustava, acquisita dalla Fondazione Crc nel 2019, si estende di fronte al Castello di Grinzane Cavour su un pendio con inclinazione del 35-40%. Il terreno è composto dalle Marne di Sant’Agata Fossili, formazione geologica del periodo Tortoniano, caratterizzata da marne argilloso-siltose grigie con sfumature azzurre. La componente carbonatica varia dal 25% al 75%, bilanciata da limo e argilla. L’analisi pedologica ha individuato sei microzone con differenze chimiche e profondità del substrato marnoso tra 70 e 110 cm, fondamentali per il Nebbiolo, le cui radici possono scendere fino a 7 metri.

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