Bisol1542 guarda al futuro del Prosecco Superiore di Valdobbiadene e firma un primato destinato a lasciare il segno nella denominazione. La storica cantina trevigiana è infatti la prima realtà del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg a introdurre una pressa Coquard, tecnologia considerata un punto di riferimento nelle più prestigiose aree spumantistiche francesi. Un investimento strategico che conferma la vocazione pionieristica dell’azienda e la volontà di continuare a elevare gli standard qualitativi della denominazione.
Bisol1542 e una scelta che guarda oltre il presente
L’arrivo della nuova pressa, previsto entro la fine di luglio, si inserisce in un percorso di innovazione che da sempre caratterizza la storia di Bisol1542.
Non si tratta di una novità isolata, ma dell’ultima tappa di una visione che nel tempo ha portato l’azienda a introdurre soluzioni capaci di anticipare l’evoluzione del mercato e della stessa denominazione.
Dalla realizzazione del primo Prosecco Superiore Brut, in un periodo in cui il mercato era dominato quasi esclusivamente da versioni Dry ed Extra Dry, fino a I Gondolieri, primo Prosecco Superiore con la gradazione alcolica minima consentita dal disciplinare, Bisol1542 ha costruito la propria identità attorno alla capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio.
La tecnologia Coquard sbarca a Valdobbiadene
La pressa Coquard rappresenta uno degli strumenti più avanzati per la lavorazione delle uve destinate alla spumantizzazione.
Progettata per lavorare fino a 120 quintali di uva raccolta manualmente a grappolo intero, consente una spremitura estremamente soffice e delicata. La lavorazione avviene senza diraspapigiatura, permettendo ai raspi di svolgere una funzione di filtro naturale e favorendo l’ottenimento di mosti più limpidi e preservati.
Il risultato atteso è una materia prima capace di conservare in maniera ancora più fedele il patrimonio aromatico delle uve, contribuendo alla produzione di vini caratterizzati da maggiore finezza, eleganza e armonia.
In un territorio dove la qualità nasce dall’equilibrio tra viticoltura eroica e precisione produttiva, l’introduzione di questa tecnologia rappresenta un passaggio significativo nella continua evoluzione del Prosecco Superiore.

Un segnale per tutta la denominazione: la visione di Bisol1542
La scelta s’inserisce nel percorso avviato dopo l’ingresso dell’azienda nel Gruppo Lunelli, orientato a rafforzare qualità, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze territoriali.
A chiarire il significato dell’investimento è Matteo Bruno Lunelli, presidente di Bisol1542 e CEO del Gruppo Lunelli:
“L’introduzione della pressa Coquard s’inserisce nel più ampio percorso di investimenti e innovazione avviato con l’ingresso di Bisol1542 nel Gruppo Lunelli. Crediamo che la qualità nasca innanzitutto dal rispetto della materia prima e dalla capacità di valorizzarla attraverso le migliori tecnologie disponibili. Essere i primi a introdurre questa soluzione a Valdobbiadene conferma la volontà di continuare a investire sul futuro del Prosecco Superiore, nel pieno rispetto dell’identità e dell’unicità del suo territorio. Un impegno che oggi trova conferma anche in importanti riconoscimenti internazionali, come il recente Conegliano Valdobbiadene Producer Trophy assegnato a Bisol1542 nell’ambito dell’International Wine & Spirit Competition, premio che valorizza l’eccellenza e la costanza qualitativa dell’intera gamma”.

La nuova pressa sarà utilizzata per la produzione dell’intera gamma Bisol1542 e diventerà anche un simbolo visibile dell’investimento aziendale. Realizzata nell’iconico verde Bisol, rappresenterà un segno concreto della volontà di continuare a migliorare ogni fase della produzione, dalla raccolta delle uve fino al calice. L’operazione assume così un significato che va oltre l’aspetto tecnico. In un contesto competitivo in cui il Prosecco Superiore è chiamato a rafforzare sempre più il proprio posizionamento qualitativo, Bisol1542 sceglie di investire in una tecnologia finora assente nella denominazione, aprendo una nuova strada e riaffermando il ruolo che la cantina ha storicamente svolto come laboratorio di innovazione nel cuore delle colline di Valdobbiadene.






























