La vendemmia 2026 in Italia muove i primi passi dalla Sicilia occidentale. A dare ufficialmente il via alla raccolta è Cantine Ermes, la più grande cooperativa vitivinicola italiana di primo livello, che avvia la campagna con il Pinot Grigio e le prime varietà bianche precoci nei vigneti del Trapanese. Si apre così un percorso che accompagnerà la cooperativa per circa 100 giorni, attraversando sette regioni italiane, coinvolgendo oltre 3.000 viticoltori, 16 stabilimenti produttivi e più di 16.000 ettari di vigneto. Un’annata segnata da condizioni climatiche complesse, rese attese in flessione e una forte pressione fitosanitaria, ma che nelle prime uve raccolte lascia intravedere prospettive qualitative incoraggianti.
La Sicilia apre una vendemmia 2026 lunga 100 giorni
La raccolta prende il via nei vigneti della Sicilia occidentale, uno dei territori storicamente più precoci del panorama vitivinicolo nazionale.
Da qui la vendemmia seguirà il naturale calendario di maturazione delle uve lungo tutta la Penisola, coinvolgendo i territori in cui opera Cantine Ermes: dal Veneto del Prosecco alla Lombardia dell’Oltrepò Pavese, passando per Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia e nuovamente Sicilia, dove la campagna si concluderà tradizionalmente con gli ultimi conferimenti provenienti dai vigneti dell’Etna.
Una dimensione che rappresenta uno degli elementi distintivi della cooperativa, capace di integrare in un’unica visione produttiva territori, varietà e identità vitivinicole profondamente differenti.

Un’annata 2026 complessa tra piogge abbondanti e pressione fitosanitaria
La stagione viticola 2026 è stata caratterizzata da condizioni meteorologiche particolarmente articolate.
Le abbondanti precipitazioni registrate durante l’inverno e la primavera hanno consentito di ricostituire importanti riserve idriche nei terreni, ma hanno contemporaneamente favorito una significativa pressione fitosanitaria.
Questa situazione ha richiesto un intenso lavoro di monitoraggio e assistenza tecnica nei vigneti, con interventi costanti finalizzati alla tutela dello stato sanitario delle piante.
A complicare ulteriormente il quadro si sono verificati fenomeni di colatura durante la fioritura in diversi areali produttivi, circostanza che avrà inevitabili effetti sul potenziale quantitativo della vendemmia.
Vendemmia 2026: nei vigneti del Trapanese qualità sotto osservazione
Le prime raccolte arrivano dalle aree collinari del Trapanese, dove le condizioni climatiche degli ultimi mesi hanno favorito uno sviluppo equilibrato delle uve.
La ventilazione costante, un inizio d’estate caratterizzato da temperature generalmente moderate fino a gran parte del mese di giugno e le marcate escursioni termiche tra giorno e notte hanno contribuito a preservare freschezza, acidità e complessità aromatica.
Nel mese di luglio due distinti picchi di calore hanno invece accelerato il processo di maturazione delle varietà più precoci, rendendo fondamentale una gestione precisa del momento di raccolta.
Elementi che rendono particolarmente delicata la fase iniziale della vendemmia ma che, secondo i primi riscontri, sembrano aver favorito un positivo equilibrio qualitativo.
Rosario Di Maria, presidente Cantine Ermes: “Le prime uve evidenziano caratteristiche qualitative interessanti”
A fare il punto sull’andamento della raccolta è il presidente di Cantine Ermes, Rosario Di Maria:
“La vendemmia rappresenta ogni anno il momento più delicato del lavoro svolto dai nostri soci viticoltori e dal servizio tecnico della cooperativa. L’andamento climatico della primavera ha richiesto un impegno straordinario sotto il profilo agronomico. La pressione fitosanitaria è stata elevata e le rese saranno verosimilmente inferiori rispetto a un’annata ordinaria. Le prime uve conferite, tuttavia, evidenziano un buon equilibrio e caratteristiche qualitative interessanti. È ancora presto per formulare una valutazione complessiva della vendemmia 2026, ma i primi riscontri confermano che il lavoro svolto nei vigneti e la tempestività delle operazioni di raccolta stanno consentendo di valorizzare al meglio il potenziale delle produzioni”.
Un’annata, dunque, dal doppio volto: quantitativamente più contenuta rispetto alla norma, ma con margini qualitativi che potrebbero rivelarsi particolarmente interessanti.
La vendemmia 2026 conferma, tuttavia, la dimensione straordinaria del modello produttivo di Cantine Ermes. Per circa 100 giorni la raccolta accompagnerà il progressivo avanzamento della maturazione delle uve lungo alcuni dei più importanti distretti vitivinicoli italiani, mettendo in relazione territori molto diversi tra loro.
Dalla Sicilia al Veneto, dall’Oltrepò Pavese al Salento, fino ai versanti dell’Etna, la cooperativa si trova ogni anno a gestire una delle campagne vendemmiali più ampie e articolate del panorama nazionale. Questa presenza trasversale consente di interpretare il vino italiano attraverso molteplici identità territoriali, valorizzandone peculiarità e vocazioni produttive all’interno di un unico progetto cooperativo.
Ogni valutazione definitiva, in questo avvio di vendemmia 2026, resta inevitabilmente prematura, tuttavia i primi conferimenti provenienti dalla Sicilia occidentale lasciano intravedere uno scenario nel quale la riduzione delle rese potrebbe essere compensata da una qualità potenzialmente interessante, sostenuta da un’attenta gestione agronomica e da una raccolta tempestiva.
Sarà il prosieguo della campagna, lungo i 100 giorni che porteranno dai vigneti del Trapanese fino alle pendici dell’Etna, a definire il profilo reale della vendemmia 2026 di Cantine Ermes. Una stagione che si annuncia complessa ma che, proprio per questo, potrebbe premiare il lavoro svolto in vigna e la capacità di interpretare con precisione le sfide imposte dal clima.






























