Dal 18 al 20 settembre la Franciacorta torna ad aprire le proprie porte con un’edizione del Festival Franciacorta in Cantina che sceglie di mettere il vino al centro dell’esperienza. Degustazioni, visite, incontri con i produttori e percorsi di approfondimento caratterizzeranno il programma dell’appuntamento 2026, che rafforza la propria vocazione educativa e culturale con l’obiettivo di raccontare in maniera sempre più approfondita il metodo Franciacorta, la storia produttiva del territorio e i valori che hanno contribuito a rendere la denominazione una delle più riconoscibili del panorama enologico italiano.
Un festival che punta sulla conoscenza del metodo Franciacorta
L’edizione 2026 segna un’evoluzione significativa della manifestazione.
Il Festival Franciacorta in Cantina amplia infatti la propria dimensione formativa e propone un programma costruito per favorire una conoscenza più approfondita della denominazione attraverso il dialogo diretto tra aziende, appassionati e territorio.
Al centro dell’esperienza non ci sarà soltanto la degustazione, ma la possibilità di comprendere più da vicino i processi produttivi, la storia delle aziende e le caratteristiche che definiscono l’identità della Franciacorta.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare ogni visita in un’occasione di scoperta e condivisione, offrendo al pubblico strumenti utili per una lettura più consapevole del vino e del suo territorio d’origine.

La Strada del Franciacorta coinvolge l’intero territorio
Come nelle edizioni precedenti, il festival non si limiterà alle sole cantine.
La Strada del Franciacorta, impegnata da oltre vent’anni nella promozione turistica e culturale dell’area, avrà un ruolo centrale nel coinvolgimento dell’intero sistema territoriale.
Ristoranti, strutture ricettive e operatori dell’accoglienza parteciperanno infatti con iniziative dedicate, contribuendo a costruire un racconto corale della Franciacorta attraverso il patrimonio enogastronomico, culturale e paesaggistico che la contraddistingue.
Una visione che conferma la crescente integrazione tra vino, turismo ed esperienza territoriale.

Al Festival Franciacorta in Cantina 2026 torna la mostra sulla zonazione
Tra gli appuntamenti più significativi del programma figura il ritorno della mostra dedicata alla zonazione.
Dopo la prima presentazione durante la Design Week, il percorso espositivo sarà nuovamente visitabile presso la sede del Consorzio Franciacorta.
L’iniziativa approfondisce il rapporto tra suoli, paesaggio e interpretazione del metodo Franciacorta, offrendo ai visitatori una lettura accessibile ma approfondita dei fattori che contribuiscono a definire il profilo distintivo della denominazione.
Un progetto che intende avvicinare il pubblico ai temi del terroir e della diversità espressiva dei diversi ambiti produttivi della Franciacorta.
Accademia Symposium porta ricerca e innovazione al centro del dibattito
Una delle principali novità del 2026 è rappresentata dalla collaborazione con Accademia Symposium.
Il polo di alta formazione specializzato nei settori vitivinicolo ed enogastronomico contribuirà ad arricchire il programma attraverso iniziative dedicate alla ricerca, all’innovazione e all’evoluzione del comparto.
La partnership nasce dalla volontà di creare un dialogo sempre più stretto tra formazione, mondo produttivo e nuove competenze professionali, offrendo una lettura contemporanea delle sfide che interessano oggi il settore vitivinicolo.
L’obiettivo è valorizzare il lavoro delle imprese franciacortine attraverso strumenti culturali e scientifici capaci di raccontarne la capacità di innovazione.
Festival Franciacorta in Cantina 2026: il programma
La vocazione educational della manifestazione sarà evidenziata anche attraverso una nuova organizzazione del calendario eventi.
Il sito ufficiale festivalfranciacorta.wine raccoglierà l’intero programma e introdurrà un sistema di identificazione dedicato agli appuntamenti formativi.
Una specifica codifica grafica consentirà infatti ai visitatori di individuare immediatamente le esperienze caratterizzate da un maggiore contenuto didattico, facilitando la costruzione di percorsi personalizzati in base agli interessi del pubblico.
Una scelta che conferma la volontà del Festival di diventare sempre più un luogo di conoscenza oltre che di degustazione.































