Sessantasei anni dopo la sua fondazione, Cantina Tollo sceglie di investire ancora nel territorio che ne ha determinato la crescita. Il gruppo vitivinicolo teatino ha annunciato l’acquisizione di 133 nuovi ettari di vigneto coltivati a varietà autoctone, rafforzando la propria base sociale e portando il patrimonio vitato complessivo a 2.490 ettari. Un’operazione che va oltre il semplice ampliamento produttivo e che si inserisce in una visione di lungo periodo fondata sul sostegno ai piccoli viticoltori, sulla tutela del paesaggio rurale e sulla valorizzazione delle nuove generazioni.
Cresce il patrimonio vitato di Cantina Tollo
L’acquisizione riguarda vigneti coltivati prevalentemente con Montepulciano, Pecorino, Trebbiano e Passerina, distribuiti in diversi areali delle province di Chieti, Pescara e Teramo, con una presenza più limitata anche in Molise e Puglia. Le superfici si trovano soprattutto in zone collinari, con altitudini che raggiungono i 350-400 metri sul livello del mare.
Grazie a questa operazione il patrimonio viticolo del gruppo passa da 2.357 a 2.490 ettari, consolidando ulteriormente il ruolo di Cantina Tollo tra le realtà più importanti del panorama vitivinicolo italiano.
Il progetto Vigneto Avanzato al centro della strategia
I nuovi appezzamenti appartengono a piccoli produttori che entreranno in un sistema costruito attorno a Vigneto Avanzato, il progetto sviluppato da Cantina Tollo per ripensare il modello cooperativo tradizionale.
L’iniziativa prevede infatti una remunerazione basata sull’ettaro lavorato anziché sul semplice quantitativo di uva prodotto. Un approccio che offre maggiore stabilità economica ai viticoltori e che viene accompagnato dall’accesso a tecnologie avanzate e a strumenti innovativi messi a disposizione dall’azienda.

Gianluca Orsini, presidente Cantina Tollo: “Reinvestiamo qui per permettere alle nuove generazioni di rimanere”
L’operazione assume un valore ancora più significativo perché coincide con il 66esimo anniversario della cooperativa.
“Cantina Tollo festeggia proprio in questi giorni 66 anni di storia”, spiega Gianluca Orsini, presidente del gruppo che comprende, oltre a Cantina Tollo, anche Feudo Antico, Auramadre e Borgo Venna. “Nel 1960 alcuni visionari fondarono la nostra cooperativa con lo scopo di dare un futuro a questo territorio che si andava via via spopolando. Quello che per loro era il domani per noi rappresenta l’oggi, ed è nostro compito pensare ai giorni che verranno. L’acquisizione di nuovi ettari guarda proprio in questa direzione: reinvestiamo qui per permettere alle nuove generazioni di rimanere e di prendersi cura di un luogo dove la viticoltura e il vino sono presenti da secoli, intrecciati con la nostra cultura e le tradizioni locali”.
L’espansione del patrimonio viticolo conferma una strategia che non si limita all’attività produttiva. Cantina Tollo affianca, infatti, al lavoro in vigna una costante attività di promozione culturale, collaborando con enti e associazioni del territorio. Tra le iniziative sostenute figurano il Premio Cantina Tollo assegnato nell’ambito del Vasto d’Autore Festival, la partecipazione al Macondo Festival delle Narrazioni e il supporto a Pescasseroli Legge, manifestazione diretta da Dacia Maraini.
Un impegno che rafforza il legame tra il vino e la vita culturale dell’Abruzzo, contribuendo a valorizzare l’identità complessiva del territorio.
Cantina Tollo oggi
Oggi Cantina Tollo commercializza circa 14 milioni di bottiglie all’anno e può contare su circa 625 soci. I vigneti si estendono dalle colline costiere fino alle pendici della Maiella, in un contesto climatico caratterizzato da forti escursioni termiche e condizioni particolarmente favorevoli alla viticoltura.
La produzione è fortemente concentrata sui vitigni autoctoni, tra cui Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina, Maiolica e Cococciola, con una costante attenzione alla sperimentazione sia in vigneto sia in cantina.
Le etichette del gruppo sono distribuite in tutta Italia e in numerosi mercati internazionali, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Canada al Giappone, fino a Cina, India e Russia.






























