Il Ruchè nei primi sei mesi del 2026 mette a segno risultati che confermano il suo ruolo di punta nel Monferrato. La denominazione, unica nell’area a superare stabilmente il milione di bottiglie annue con segno positivo, registra un imbottigliamento in crescita dell’1% nel primo semestre, superando il mezzo milione di bottiglie. Parallelamente, le giacenze calano di quasi 1.200 ettolitri (-12%) tra giugno 2025 e giugno 2026, delineando un quadro in netta controtendenza rispetto al settore.
In questo scenario, Ferraris Agricola consolida la propria leadership: rispetto allo stesso periodo del 2025, il fatturato cresce del 6% e le vendite di Ruchè volano a +15%, con 100mila bottiglie commercializzate nei primi sei mesi dell’anno. Un risultato che conferma la centralità dell’azienda guidata da Luca Ferraris all’interno della denominazione monferrina.
La visione di Ferraris: strategia e governance
Di fronte a un contesto economico e geopolitico ancora incerto, Luca Ferraris legge questi numeri come la prova che un approccio manageriale può fare la differenza.
“Il lavoro continuativo che stiamo facendo sta generando i frutti sperati – ha commentato Luca Ferraris – nonostante il quadro economico, geopolitico e di settore rimanga incerto. Questa è la conferma che grazie a una gestione lungimirante e attenta, il mondo del vino può avere un andamento positivo.”
Da qui, Ferraris allarga lo sguardo al comparto vitivinicolo nazionale, sottolineando come molte realtà non abbiano ancora compiuto il necessario salto di mentalità:
“Più in generale credo che il comparto vitivinicolo abbia bisogno di una riflessione strutturale sul proprio modello di gestione. Oggi molte realtà, soprattutto in alcune regioni, continuano a essere governate con un’impostazione che non è più attuale.”
“La produzione però, senza strategia, non ha futuro. Per questo ritengo che interventi emergenziali come la distillazione o altre misure per la gestione delle giacenze possano avere un’utilità contingente, ma non rappresentino la soluzione del problema.”
Secondo Ferraris, la strada è un’altra: dotarsi di una governance moderna, capace di costruire valore di brand.
Ruchè come identità territoriale
Per Ferraris, il successo del Ruchè non si misura solo nei numeri. È soprattutto la capacità di rappresentare un territorio a renderlo unico. Un legame che si traduce anche in un crescente interesse enoturistico:
“Lo vediamo ogni settimana in cantina: arrivano visitatori da tutta Italia e dall’estero che scelgono il Monferrato come destinazione, contribuendo in alcuni periodi a registrare il tutto esaurito nelle strutture ricettive e nella ristorazione, uno scenario impensabile fino a pochi anni fa”.
Ferraris Agricola: il riferimento della denominazione
Ferraris Agricola è la storia di un vigneron monferrino che ha trasformato la passione per il Ruchè in un progetto di valore. Luca Ferraris guida l’azienda di famiglia con una visione che ha contribuito a ridisegnare la percezione della denominazione. Oggi l’azienda conta 35 ettari di vigneti di proprietà, con un nucleo originario a Castagnole Monferrato e tre acquisizioni strategiche: Vigna del Parroco, Cà Mongròss a Montegrosso d’Asti e Tenuta Santa Chiara a Monastero Bormida.






























