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Joseph Perrier presenta Les Chalmonts 2020: lo Chardonnay di Cumières come non era mai stato raccontato

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Tre vini, i vitigni principe della Champagne per altrettante parcelle: con il debutto di Les Chalmonts Extra Brut Vintage 2020, Joseph Perrier completa la collezione Les Parcellaires, con cui la Maison di Châlons-en-Champagne affida a un singolo vigneto, a una sola varietà e a una precisa vendemmia il compito di raccontare altrettante anime della Champagne. Il nuovo Premier Cru 100% Chardonnay si affianca al Pinot Noir da La Côte à Bras e al Meunier da Le Ciergelot, chiudendo una trilogia costruita attorno alla lettura più intima del territorio. La presentazione è andata in scena il 17 aprile, in apertura di Les Printemps de Champagne, durante un pranzo organizzato direttamente nella parcella AB302 di Cumières dalla quale nasce la cuvée e al quale WineCouture era presente. Distribuito in Italia da Banfi, Les Chalmonts è già disponibile sul mercato tricolore dal mese di maggio.

Les Chalmonts arricchisce la collezione Les Parcellaires di Joseph Perrier

Con Les Chalmonts, Joseph Perrier aggiunge il terzo, ma non è detto che sia il conclusivo, capitolo a una collezione nata per portare in primo piano l’espressione più pura dei propri terroir. Dopo l’intensità del Pinot Noir e la generosità del Meunier, il progetto si completa con lo Chardonnay coltivato a Cumières, un’origine meno immediatamente associata alla varietà bianca rispetto ad altre aree della denominazione e proprio per questo capace di restituirne un volto tanto personale, quanto intimo.

La logica di Les Parcellaires procede per sottrazione: al centro, infatti, non c’è l’assemblaggio, arte fondativa della Champagne e firma della Cuvée Royale Brut della Maison, ma la volontà di isolare gli elementi essenziali. Così a emergere sono una parcella, un vitigno e un’annata. Ogni cuvée diventa, in questo modo, un frammento della storia viticola di Joseph Perrier e uno strumento per comprendere come suolo, esposizione e varietà dialoghino nella costruzione di un grande Champagne.

Si tratta di un approccio complementare, non alternativo, alla tradizione dell’assemblaggio: se la Cuvée Royale riunisce i tre principali vitigni champenois in una lettura complessiva dello stile della Maison, Les Parcellaires ne separa le voci, permettendo a ciascuna di emergere con maggiore precisione.

Il debutto nella parcella AB302, là dove nasce il vino

La scelta di presentare Les Chalmonts direttamente nel vigneto non è stata una semplice decisione scenografica, anche se l’effetto “wow” è riuscito in pieno. Il pranzo del 17 aprile, organizzato dalla famiglia Fourmon tra i filari della parcella AB302 a Cumières, ha riportato il vino alla propria origine fisica, trasformando il lancio in un confronto diretto tra il calice e il paesaggio che lo ha generato.

La parcella si estende per appena 50 are, mezzo ettaro affacciato sulla Marna, a metà pendio e con esposizione pienamente meridionale. Piantata nel 2007, ospita esclusivamente Chardonnay innestato su portainnesto 41B e allevato secondo il sistema di potatura Chablis. Il terreno argillo-calcareo, la pendenza e la naturale ventilazione concorrono a favorire una maturazione lenta ed equilibrata dei grappoli, mentre il deflusso dell’acqua contribuisce a contenere la vigoria e a concentrare l’espressione dell’uva.

L’inerbimento tra i filari e la lavorazione meccanica del suolo sono orientati alla conservazione dell’equilibrio naturale della parcella. Tutto converge verso un obiettivo preciso: ottenere un vino capace di leggere con fedeltà il proprio luogo d’origine, senza perdere la finezza e la tensione che definiscono lo stile Joseph Perrier, oggi custodito dalla mano sapiente della Chef de Cave Nathalie Laplaige.

Les Chalmonts 2020: un Premier Cru 100% Chardonnay da Cumières

Les Chalmonts Extra Brut Vintage 2020 nasce da una sola vendemmia e da un’unica parcella. È uno Champagne Premier Cru 100% da Chardonnay, con un dosaggio di 3 grammi per litro, scelto per accompagnare il vino senza attenuarne la freschezza, la purezza del frutto e la componente minerale.

La produzione della prima edizione è estremamente limitata: 6.801 bottiglie e 224 magnum. Una quantità che riflette le dimensioni contenute della parcella e la natura stessa del progetto, lontano da una logica di volume e costruito invece sulla possibilità di isolare e restituire nel calice una precisa identità territoriale.

Il principio dichiarato dalla collezione — un terroir, un vitigno, un’annata — trova qui una delle sue formulazioni più nitide: Les Chalmonts, infatti, non vuole essere semplicemente uno Chardonnay in purezza, ma la lettura della varietà quando incontra questo specifico versante di Cumières, il suo suolo, la sua esposizione e il carattere del millesimo 2020.

Il millesimo 2020 tra maturità e freschezza

Il 2020 è stato segnato in Champagne da un andamento climatico articolato. A un inverno freddo è seguita una primavera fresca, che ha rallentato la fioritura. L’estate calda ha poi favorito uno sviluppo ottimale dei grappoli, mentre le piogge arrivate nella parte finale della stagione hanno restituito alle vigne l’idratazione necessaria.

La qualità delle uve raccolte ha evidenziato un equilibrio tra maturità e freschezza che la Maison associa ai grandi millesimi. Le vendemmie sono iniziate intorno al primo settembre e si sono protratte fino al 16 dello stesso mese, in una stagione che ha fatto registrare un rendimento commercializzabile di 8.000 chilogrammi per ettaro.

Nel caso di Les Chalmonts, la ricchezza dell’annata non si traduce in opulenza. Il vino conserva infatti un profilo teso, sostenuto dalla freschezza e dall’impronta minerale della parcella. È proprio questa combinazione tra maturità del frutto e precisione a dare profondità alla prima edizione della cuvée e a suggerirne il potenziale evolutivo.

L’assaggio di Les Chalmonts Extra Brut Vintage 2020

A sintetizzare il significato del progetto è Benjamin Fourmon, presidente e amministratore delegato della Maison e rappresentante della sesta generazione familiare:

“La Cuvée Les Chalmonts è l’espressione più pura del nostro Chardonnay di Cumières: un vino parcellare, preciso e cesellato, dove la freschezza del terroir incontra l’eleganza del tempo”.

La new entry in casa Joseph Perrier è infatti un vino dalle due dimensioni: da una parte la precisione geografica della parcella, dall’altra il tempo necessario perché quella materia acquisisca complessità e definizione. Non, dunque, una fotografia statica del vigneto, ma una sua interpretazione destinata a evolvere.

Nel calice Les Chalmonts si presenta con una veste oro leggermente sostenuta, anticipando un profilo che unisce luminosità e profondità. Il naso è elegante e minerale, articolato inizialmente su note di fiori essiccati, agrumi e frutti bianchi, con la pera succosa in particolare evidenza.

L’ingresso al palato è vivo, ma non affilato. La freschezza sostiene una materia gustosa e ben equilibrata, mentre il frutto si amplia verso richiami più esotici di caramella. Sullo sfondo emerge una sfumatura di bouquet di grano essiccato, che aggiunge complessità e accompagna lo sviluppo del sorso.

Il finale conserva slancio e definizione, sostenuto da sottili accenti di agrumi e pompelmo. Ne risulta uno Champagne capace di tenere insieme tensione e gourmandise, precisione e apertura aromatica: una lettura dello Chardonnay che non rinuncia alla maturità dell’annata, ma la ordina attorno alla freschezza e alla mineralità del terroir.

Per i suggerimenti di abbinamento lasciamo la parola alla Maison, che suggerisce di servirlo con una volaille fermière accompagnata da crema leggera e zest di limone, oppure con un risotto al Parmigiano stagionato e limoni confit, due accostamenti che ne assecondano la componente cremosa senza perdere il rapporto con la freschezza agrumata del vino.

Ph. WineCouture

Il catasto napoleonico diventa parte del racconto

L’identità della parcella di Cumières fa capolino anche in quella che è l’immagine della cuvée. La bottiglia, infatti, è avvolta in una carta velina che riproduce il piano catastale napoleonico, sul quale il perimetro di Les Chalmonts viene evidenziato e sovrapposto alla moderna referenza AB302.

Il vigneto attuale deriva da un riordino fondiario realizzato tra il 1968 e il 1980, quando diverse piccole porzioni furono riunite in un appezzamento più ampio. Il richiamo al catasto storico non svolge quindi una funzione puramente decorativa: ricostruisce la genealogia agricola del luogo e mostra come il paesaggio viticolo sia il risultato di una lunga relazione tra terra, proprietà e lavoro umano.

In questa prospettiva, come era stato anche per i predecessori La Côte à Bras e Le Ciergelot, l’indicazione AB302 sull’etichetta acquista un significato ulteriore: non è soltanto una coordinata tecnica, ma la firma geografica di un vino che vuole rendere visibile la propria origine prima ancora di essere servito.

Joseph Perrier: l’ultima Maison di Châlons-en-Champagne

Joseph Perrier, oggi guidata da Benjamin Fourmon, esponente della sesta generazione, è l’ultima Maison con sede a Châlons-en-Champagne, dove è stata fondata nel 1825 da François-Alexandre e Joseph Perrier. La continuità familiare costituisce uno dei cardini della sua identità e ha accompagnato la realtà attraverso due secoli di storia, dal riconoscimento come fornitore della famiglia reale britannica alla recente fase di rinnovamento della gamma e degli spazi di accoglienza.

Il vigneto di proprietà si estende per 24 ettari, situati prevalentemente sui pendii lungo la Marna. Le uve vengono raccolte a mano e le vigne sono certificate Viticulture Durable en Champagne e Haute Valeur Environnementale 3, all’interno di un approccio che la Maison descrive come fondato sulla biodiversità e sull’ascolto della natura.

A custodire i vini sono, poi, cinque chilometri di cantine scavate nelle antiche cave di gesso gallo-romane della collina del Petit-Fagnières. Gli 84 pozzi di luce e le condizioni naturali di umidità e temperatura creano l’ambiente necessario alla lunga maturazione delle bottiglie, completando quel rapporto tra luogo e tempo che Les Chalmonts porta oggi in primo piano.

Les Parcellaires di Joseph Perrier: tre cuvée per restituire la pluralità della Champagne

Con l’arrivo di Les Chalmonts, la collezione Les Parcellaires trova la propria prima forma compiuta, anche se non è dato sapere se anche definitiva. La Côte à Bras ha affidato al Pinot Noir una prima interpretazione del territorio; Le Ciergelot ne ha esplorato le potenzialità espressive del Meunier; Les Chalmonts rifinisce il disegno grazie allo Chardonnay di Cumières.

Non si è trattato, però, di disporre semplicemente in sequenza i tre principali vitigni della Champagne, ma di osservare come ciascuno cambi voce quando viene legato a una precisa parcella e a una sola annata. Le tre bottiglie costruiscono così una mappa sensoriale, delineata però non da confini amministrativi, ma da differenze di suolo, esposizione, maturazione e identità varietale.

Distribuito in Italia da Banfi, Les Chalmonts arriva sul mercato con l’intento non di chiudere un percorso, ma piuttosto d’indicare chiaramente la direzione intrapresa da Joseph Perrier: raccontare la Champagne non soltanto attraverso la continuità del proprio stile, ma immergendosi sempre più in profondità nei luoghi maggiormente vocati che le danno forma. Perché quando un vino nasce da mezzo ettaro di vigna e riesce a restituirne il carattere, è la parcella stessa a trasformarsi in un elemento essenziale del racconto.

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