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Vino, Centinaio scrive al Masaf: “Gestire meglio l’offerta, ecco la mia ricetta”

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Una gestione più efficace dell’offerta vitivinicola, una maggiore attenzione alle superfici vitabili e interventi per contrastare l’abbandono dei vigneti: sono questi i temi al centro della proposta avanzata dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. In una fase segnata da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e difficoltà di mercato, l’obiettivo dichiarato della “ricetta” del senatore leghista, nonché ex ministro di quello che è oggi diventato il Masaf, è rafforzare la competitività del vino italiano attraverso strumenti capaci di rendere la produzione più coerente con l’evoluzione della domanda e con le prospettive delle diverse denominazioni.

La ricetta di Centinaio per riequilibrare il rapporto tra produzione e mercato

L’iniziativa nasce dal confronto che Centinaio ha avuto nelle ultime settimane con numerosi operatori del comparto vitivinicolo. Il vicepresidente del Senato ritiene infatti necessario avviare una riflessione sul modo in cui viene gestita l’offerta del settore, con l’obiettivo di renderla più aderente alle dinamiche dei mercati e alla crescita delle singole denominazioni.

“Possiamo e dobbiamo gestire meglio l’offerta del nostro settore vitivinicolo, per renderla più coerente con l’andamento dei mercati e con le prospettive di sviluppo delle diverse denominazioni”, sottolinea. “Me lo hanno suggerito numerosi protagonisti di questo comparto, che ho incontrato in queste settimane, ed è quello che ho scritto in una lettera recapitata al ministro Francesco Lollobrigida, in pieno spirito collaborativo”.

Vino, Centinaio scrive al Masaf e al ministro Lollobrigida: “Gestire meglio l’offerta, ecco la mia ricetta”

Superfici vitabili da orientare verso le denominazioni più dinamiche

Tra le proposte avanzate figura una revisione del sistema di rilascio annuale delle superfici vitabili. Secondo Centinaio, la crescita del vigneto italiano dovrebbe essere maggiormente indirizzata verso quelle denominazioni che dimostrano una reale capacità di sviluppo e verso le aziende che possiedono solidi presupposti di espansione.

“In particolare, il Ministero può intervenire in due direzioni”, prosegue Centinaio. “La prima riguarda il rilascio annuale delle superfici vitabili, da orientare verso denominazioni che dimostrano un’effettiva dinamica di crescita e verso aziende con comprovate capacità di espansione”.

L’obiettivo è favorire una crescita più ordinata e sostenibile del comparto, concentrando le nuove opportunità nei territori e nelle realtà con maggior potenziale.

Vigneti abbandonati: una questione agricola, paesaggistica e sanitaria

La seconda direttiva indicata nella proposta riguarda il tema dei vigneti abbandonati. Per Centinaio il problema non si limita al degrado del paesaggio rurale, ma coinvolge anche aspetti legati alla gestione sanitaria dei territori agricoli:

“L’idea è quella di promuovere misure che possano facilitare l’acquisizione dei terrenti confinanti da parte di aziende attive, dando loro la possibilità di estirpo o riconversione delle colture, oltre che potenziare controlli e sanzioni in caso di abbandono prolungato dei terreni”.

La proposta punta quindi a favorire il recupero produttivo delle superfici non più coltivate e a rafforzare il controllo del territorio attraverso strumenti normativi più incisivi.

Le sfide del vino italiano tra geopolitica e cambiamento climatico

Il quadro nel quale si inserisce la proposta firmata dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio è quello di un settore che sta affrontando trasformazioni profonde. Le tensioni geopolitiche, la volatilità dei mercati internazionali e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico stanno incidendo sulle prospettive di molte aree vitivinicole italiane.

Per questo motivo, secondo il senatore della Lega, risulta fondamentale agire sugli strumenti che possono essere governati a livello nazionale:

“Il contesto geopolitico e l’emergenza climatica e ambientale colpiscono i mercati, aggravando una situazione già difficile per viticoltori e produttori vinicoli. Se non possiamo avere strumenti per risolvere nel breve termine questi problemi, abbiamo invece il dovere di fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per sostenere un prodotto che rappresenta un fiore all’occhiello del Made in Italy e del nostro export, oltre che un potente attrattore turistico”.

La ricetta di Centinaio per il vino italiano: una visione orientata alla sostenibilità del sistema

Le proposte avanzate da Centinaio mettono al centro il tema della sostenibilità economica e strutturale della viticoltura italiana.

La gestione programmata delle superfici produttive e il recupero dei vigneti abbandonati vengono indicati come strumenti per rafforzare la competitività del settore e preservare il valore delle denominazioni.

In un momento in cui il mondo del vino è chiamato a confrontarsi con nuovi equilibri di mercato e con una crescente pressione climatica, il dibattito sulla gestione dell’offerta torna così al centro dell’agenda politica e agricola nazionale, con l’obiettivo di garantire prospettive di sviluppo durature a uno dei comparti più rappresentativi del Made in Italy.

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