Comunicare il vino non è più solo questione di calice e di parole giuste. Da quest’anno, chi vuole diventare un vero professionista del settore dovrà anche capire come funziona il cervello di chi ha davanti. È questa la novità assoluta del Corso per Assaggiatore e Sommelier di 3° Livello Onav, in partenza a Catania il 24 ottobre, che porterà al diploma di Master Sommelier. Per la prima volta, infatti, il percorso formativo adotta un approccio olistico alla conoscenza del vino, intrecciando tecnica, neuroscienze, antropologia e comunicazione. Tra i docenti spicca il nome di Vincenzo Russo, professore associato di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing all’Università Iulm di Milano, che porterà in aula concetti finora inediti nel mondo dell’enologia.
Boomer, Millennial, Generazione Z: cervelli diversi, vino diverso
La struttura cerebrale cambia da una generazione all’altra, e questo influisce direttamente sul modo di percepire e apprezzare il vino. Secondo Vincenzo Russo, i boomers hanno una zona prefrontale più sviluppata, la stessa che governa il ragionamento razionale. Di conseguenza, sono più sensibili alle informazioni tecniche e ai punteggi. I giovani della Generazione Z, invece, mostrano un lobo occipitale più attivo e rispondono meglio quindi alla ricompensa immediata e all’aspetto visivo del prodotto.
Ne deriva una conseguenza tutt’altro che scontata: non esiste un solo modo di raccontare il vino, ma tanti quante sono le platee a cui ci si rivolge. E allora diventa essenziale calibrare linguaggio, tono e persino il linguaggio non verbale a seconda dell’interlocutore.
“Usare parole diverse a seconda di chi ho davanti per stimolare sensazioni diverse è fondamentale come avere consapevolezza dell’importanza del linguaggio non verbale. Il professionista del vino che conosce queste nozioni ha la possibilità di fare davvero la differenza nella diffusione della cultura del prodotto” – Afferma Vincenzo Russo.
Il corso Onav che guarda ad antropologia e storia
Il progetto firmato Onav non si ferma alla degustazione tecnica. Il corso, infatti, allarga lo sguardo verso discipline che raramente entrano nelle aule di formazione sommelier: l’antropologia, la storia, l’analisi sensoriale più approfondita e la competenza nell’abbinamento cibo-vino. A guidare gli studenti ci saranno docenti autorevoli, provenienti sia dal mondo accademico sia da quello imprenditoriale. Tra i temi trattati durante il percorso figurano l’antropologia del gusto e le neuroscienze, le tecniche di servizio, l’abbinamento vino-cibo e l’approfondimento su altre bevande.
L’obiettivo, dichiarato fin da subito, è chiaro: diffondere la cultura del vino e conquistare nuovi consumatori attraverso una narrazione finalmente aggiornata ai tempi.
Il vino ha bisogno di un nuovo linguaggio, parola del Presidente Onav
A motivare questa scelta così innovativa è anche una lettura lucida del momento che il settore sta attraversando. Il Presidente Onav Vito Intini non usa mezzi termini nel commentare il calo dei consumi, che a suo avviso non dipende solo da fattori esterni:
“Il vino ha bisogno di un nuovo approccio. Il calo dei consumi è reale ma le motivazioni sono anche legate a un modo di proporre il prodotto ormai superato. Abbiamo bisogno di professionisti con una preparazione a 360 gradi, che sappiano leggere con empatia chi sta davanti e sappiano andare oltre al calice. Per questo abbiamo ideato un corso unico nel proprio genere”.

Insomma, il messaggio è chiaro: per riavvicinare il pubblico al vino serve un cambio di passo culturale, prima ancora che tecnico. E proprio da Catania, a partire dal 24 ottobre, comincerà questo nuovo capitolo della formazione sommelier. Le iscrizioni sono aperte sul sito ufficiale Onav, alla pagina dedicata al Corso per Assaggiatore e Sommelier di 3° Livello.

































