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Appuntamento Soave 2026: il grande bianco italiano sfida il tempo e si racconta

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Il Soave torna al centro del dibattito enologico nazionale con una giornata che mette sotto i riflettori una delle sue caratteristiche più sorprendenti: la capacità di evolvere nel tempo senza perdere eleganza e identità. Il prossimo 7 settembre, nella storica Biblioteca Capitolare di Verona, andrà in scena Appuntamento Soave – L’evoluzione del presente, l’evento promosso dal Consorzio di Tutela del Soave con il supporto di Banco BPM. Seminari, masterclass, degustazioni e tavole rotonde accompagneranno operatori, stampa e appassionati in un percorso dedicato a uno dei vini bianchi italiani più rappresentativi sui mercati internazionali.

La Biblioteca Capitolare diventa la casa del Soave

La manifestazione torna in una delle sedi culturali più suggestive d’Italia.

La Biblioteca Capitolare di Verona, considerata la più antica biblioteca al mondo ancora in attività, ospiterà una quarantina di aziende del territorio che presenteranno in degustazione Soave d’annata e versioni più evolute.

Nel chiostro attraversato nei secoli da monaci amanuensi e da Dante Alighieri, il vino diventerà strumento di racconto del territorio, delle sue colline e della sua straordinaria capacità di interpretare il tempo.

L’evento conferma inoltre il forte legame tra il Soave e Verona, città dalla quale il Consorzio ha sempre scelto di raccontare la denominazione e il patrimonio vitivinicolo delle colline riconosciute dalla FAO come patrimonio agricolo mondiale.

Eleganza e longevità: le due anime del Soave

L’edizione 2026 ruota attorno a due concetti fondamentali: eleganza e capacità evolutiva.

Si tratta di due elementi che convivono nel Soave e che ne definiscono l’identità contemporanea. Da una parte la freschezza, la tensione e la componente fruttata che caratterizzano le versioni più giovani. Dall’altra la complessità, la mineralità e l’evoluzione aromatica che emergono dopo anni di affinamento in bottiglia.

Un tema particolarmente attuale in un mercato sempre più attento ai vini capaci di coniugare immediatezza e prospettiva di invecchiamento.

Cristian Ridolfi: “Great now, great later”

A sottolineare il valore di questa doppia anima è il presidente del Consorzio del Soave, Cristian Ridolfi:

“Appuntamento Soave è un format che, anche nell’edizione 2026, vuole raccontare l’identità e la contemporaneità di una denominazione capace di coniugare freschezza e capacità evolutiva“, sottolinea.

“Il Soave è un vino che sa esprimersi con grande eleganza quando viene degustato giovane e fresco, ma che rivela una straordinaria complessità dopo qualche anno di evoluzione in bottiglia. In questo senso, trovo particolarmente efficace l’espressione americana great now, great later: è perfetta per descrivere il Soave di oggi, un vino eccellente nel presente e altrettanto capace di regalare emozioni nel tempo. Da qui il titolo scelto per il talk “Soave, l’evoluzione del presente”. Un vino elegante che nasce da un comprensorio produttivo particolare: le colline vitate del Soave, infatti, già riconosciute dalla FAO come sito GIAHS – Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale –, possiedono un enorme potenziale in chiave enoturistica. La loro bellezza, la varietà dei suoli, la ricchezza delle Unità Geografiche Aggiuntive e il fattore umano possono diventare elementi centrali di un’esperienza enoturistica unica nel suo genere, in grado di attrarre visitatori dall’Italia e dal mondo”.

Appuntamento Soave 2026: a Verona il 7 settembre il vino bianco italiano racconta la sua straordinaria capacità di evolvere

Formazione e confronto al centro della giornata

Il programma prenderà il via alle 10.30 con il seminario formativo “Il mercato del vino cambia: freschezza e longevità diventano un’opportunità per il Soave?”, realizzato in collaborazione con AIS.

L’appuntamento coinvolgerà oltre quaranta sommelier provenienti da tutto il Veneto e nasce dalla convinzione che aggiornamento professionale e formazione siano strumenti essenziali per diffondere la conoscenza della denominazione.

Alle 14 sarà la volta della masterclass riservata a stampa e operatori guidata da Robert Camuto, giornalista americano e già firma di Wine Spectator.

L’incontro, intitolato “Il Soave, tra freschezza e longevità”, proporrà un viaggio attraverso le Unità Geografiche Aggiuntive della denominazione, mettendo a confronto i suoli calcarei dell’area occidentale con quelli vulcanici della zona orientale.

Un percorso che attraverserà annate recenti e vini più evoluti per offrire una fotografia dell’attuale livello qualitativo del Soave.

Alle 16 la tavola rotonda “Soave, l’evoluzione del presente” riunirà personalità provenienti da ambiti differenti ma accomunate da una riflessione sul valore del vino, della cultura e del territorio.

Interverranno Federico Veronesi, amministratore delegato di Signorvino, Monsignor Bruno Fasani, presidente della Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona, Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino, Robert Camuto e Cristian Ridolfi. A moderare il confronto sarà Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera.

Appuntamento Soave 2026: 40 aziende protagoniste del banco d’assaggio

Dalle 18.30 il chiostro della Biblioteca Capitolare aprirà le porte al pubblico. Con le aziende che metteranno in degustazione le proprie interpretazioni del Soave, offrendo la possibilità di scoprire le differenze tra annate, stili produttivi e Unità Geografiche Aggiuntive. I produttori presenti saranno:

Balestri Valda, Benini, Bolla, Cadis1898, Ca’ Rugate, Camerani, Canoso, Cantina del Castello, Carlo Alberto Negri, Casarotto, Coffele, Collis Heritage, Corte Adami, Corte Mainente, Corte Moschina, Dal Cero, Dea Wine, Fattori, Franchetto, Giannitessari, Gini, Ilatium, Inama, La Cappuccina, Le Albare, Le Battistelle, Le Mandolare, Monte Tondo, Nardello, Prà, Roccolo Grassi, Santi, Suavia, T.E.S.S.A.R.I., Tenuta Sant’Antonio, Tirapelle, Vicentini e Vitevis.

Un evento che racconta il futuro del Soave

Appuntamento Soave 2026 sarà, dunque, un’occasione per approfondire la conoscenza di una denominazione che continua a rappresentare uno dei simboli più riconosciuti del vino bianco italiano nel mondo.

Attraverso incontri, formazione e dialogo con il mondo della cultura e della ristorazione, il Consorzio proporrà una riflessione sul ruolo contemporaneo del vino e sul valore della sua identità territoriale.

In un momento in cui il mercato ricerca vini capaci di esprimere autenticità, eleganza e longevità, il Soave si presenta perfettamente allineato alle nuove sensibilità del consumo internazionale. E Verona, ancora una volta, ne diventa il palcoscenico ideale.

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