Sessant’anni di storia e uno sguardo rivolto al futuro. Dall’11 al 20 settembre Asti torna a essere il centro della cultura del vino con la nuova edizione della Douja d’Or, il grande salone nazionale dedicato all’enologia che, per dieci giorni, animerà piazze, palazzi storici e cortili del centro cittadino. Degustazioni, masterclass, incontri, eventi culturali e confronti internazionali costruiranno un percorso pensato per raccontare il patrimonio vitivinicolo piemontese attraverso linguaggi contemporanei, nuovi format e un dialogo sempre più stretto con il turismo, la gastronomia e le nuove generazioni.
Una Douja d’Or 2026 diffusa per raccontare il Piemonte del vino
Per l’edizione 2026 la manifestazione torna al format diffuso, coinvolgendo il centro storico di Asti in una rete di appuntamenti che trasforma la città in una grande vetrina dell’enologia piemontese.
L’inaugurazione ufficiale è prevista venerdì 11 settembre alle 17 in Piazza San Secondo, dove sarà ospitato il Consorzio Piemonte Land of Wine. Qui il pubblico potrà accedere a una selezione di oltre 400 etichette rappresentative delle 60 denominazioni piemontesi, consultabili anche attraverso una carta dei vini digitale.
L’obiettivo è offrire un viaggio attraverso tutte le espressioni del vino regionale, dagli spumanti ai rossi, dai bianchi agli aromatici e ai passiti, valorizzando l’intero sistema vitivinicolo piemontese.
Asti Docg e Vermouth di Torino insieme a Palazzo Ottolenghi
Il cortile dello storico Palazzo Ottolenghi diventerà uno dei poli principali della manifestazione grazie alla collaborazione tra il Consorzio Asti Docg e il Consorzio del Vermouth di Torino Igp.
Qui si svilupperà un programma che unirà degustazioni e approfondimenti dedicati alle due eccellenze piemontesi.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano “I Colori dell’Asti Docg”, viaggio attraverso le diverse espressioni della più antica denominazione spumantistica italiana,“Dietro le quinte di Asti Vibes”, dedicato al nuovo cocktail nato dall’incontro tra Asti Spumante e Vermouth di Torino, e “Aroma Battle: Team Moscato d’Asti vs Team Brachetto d’Acqui!”, esperienza pensata per coinvolgere il pubblico più giovane.
Nel cortile del Diavolo Rosso, dall’11 al 13 settembre, sarà inoltre esposto il trofeo delle ATP Finals di Torino.

Gli 80 anni del Consorzio Barbera d’Asti diventano parte della festa
Per il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato questa edizione assume un significato speciale perché coincide con gli ottant’anni dalla fondazione.
A Palazzo Alfieri sarà attivo uno spazio dedicato alle denominazioni tutelate e sarà operativo un ristorante realizzato in collaborazione con la Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti.
Il presidente Filippo Mobrici sottolinea il valore dell’anniversario:
“La Douja d’Or rappresenta da sempre una vetrina fondamentale per raccontare il patrimonio vitivinicolo del nostro territorio e il lavoro delle aziende che ne custodiscono qualità e identità. L’edizione di quest’anno della Douja assume un significato particolarmente importante perché coincide con gli ottant’anni della fondazione del Consorzio. È un anniversario che vogliamo celebrare guardando al futuro, continuando a promuovere le nostre denominazioni attraverso iniziative capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio, dalla degustazione tradizionale alle nuove forme di consumo e comunicazione del vino”.
I paesaggi Unesco del vino dialogano con il mondo alla Douja d’Or 2026
Uno degli elementi più innovativi della Douja 2026 è il programma dedicato ai paesaggi vitivinicoli riconosciuti dall’Unesco.
Attraverso quattro masterclass internazionali, i partecipanti potranno esplorare territori come Tokaj in Ungheria, Fertő/Neusiedlersee tra Austria e Ungheria e il paesaggio vitivinicolo dell’Isola di Pico in Portogallo, oltre alla Rotaliana Königsberg.
Il progetto nasce dalla collaborazione con l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e punta a mettere in dialogo territori che condividono una forte identità culturale e agricola.
Vermouth, grappa e vino biologico ampliano il racconto
Accanto al vino, la manifestazione dedica ampio spazio ad altri grandi protagonisti del patrimonio piemontese.
Il Consorzio del Vermouth di Torino Igp proporrà degustazioni e incontri dedicati alla storia e all’attualità della denominazione, mentre il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo organizzerà una serie di masterclass sui distillati piemontesi, arricchite da abbinamenti con il food e il cioccolato.
Anche l’Associazione Produttori del Vino Biologico del Piemonte sarà protagonista con eventi, degustazioni e approfondimenti dedicati alla sostenibilità.
Il presidente Enrico Rovero evidenzia l’obiettivo di questa presenza:
“L’Associazione Produttori del Vino Biologico del Piemonte ha il piacere di partecipare alla ‘Douja’ con un programma di iniziative che hanno l’obiettivo di promuovere e divulgare la cultura del vino biologico. La sostenibilità ambientale è al primo posto delle aspirazioni dei vignaioli biologici”.
Asti celebra il vino come identità culturale
Per le istituzioni la Douja rappresenta molto più di una semplice manifestazione enologica.
L’assessore Riccardo Origlia la definisce il momento con cui la città celebra il proprio legame storico con il vino:
“Per Asti il vino non è soltanto una grande eccellenza produttiva: è parte della nostra identità, della nostra storia, del paesaggio e della cultura della città e del territorio. La Douja d’Or nasce e cresce proprio da questo legame. È la manifestazione con cui Asti celebra il suo rapporto con il vino e lo porta nei luoghi più iconici della città, trasformandolo in un’occasione di incontro, conoscenza e promozione”.
Douja d’Or 2026: un festival che guarda al futuro del consumo del vino
La sessantesima edizione della Douja d’Or si propone come un punto di incontro tra tradizione e innovazione.
Attraverso degustazioni, mixology, masterclass internazionali, confronti culturali e percorsi dedicati ai paesaggi del vino, Asti costruisce una manifestazione che parla contemporaneamente agli appassionati, ai professionisti e ai nuovi consumatori.
Dal cuore del Monferrato, la Douja conferma così il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sull’evoluzione del vino italiano, celebrando il passato e preparando il terreno per il futuro dell’enologia piemontese.































