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WineCouture, anno sette, numero 7/8: “Bollicine italiane: cambio di traiettoria”

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Concluse le vacanze estive, ecco che arriva puntuale il nuovo numero 7/8-2026 di WineCouture, magazine B2B dedicato a operatori e aziende del mercato Horeca. Un’uscita che mette al centro un comparto capace, più di altri, di mostrare come il vino possa trovare nuove direzioni di crescita: le bollicine italiane. Una lettura che indaga l’evoluzione dello sparkling, allargando progressivamente lo sguardo alle trasformazioni che stanno attraversando l’intero settore, tra nuovi pubblici, occasioni di consumo, territori emergenti, servizio al calice, alcohol free e ricerca di una diversa relazione con il consumatore.

Cambio di traiettoria: bollicine italiane, la nuova geografia di consumi e territori

L’apertura del nuovo numero di WineCouture è dedicata a stimolare riflessioni e dibattiti per individuare soluzioni ad alcuni dei temi con cui il settore è chiamato a confrontarsi oggi. A essere affrontata è innanzitutto una questione che riguarda il futuro dei fine wine. Attraverso lo studio The New Fine Wine Consumer di Areni Global e il confronto con Pauline Vicard, analizziamo il rapporto tra nuove generazioni e grandi vini, dove a emergere in tutta la sua evidenza è la questione di genere: l’interesse delle donne esiste ed è comparabile a quello maschile, ma il settore fatica ancora a trasformarlo in acquisto continuativo. Accesso, educazione e comunità diventano così tre leve decisive per non disperdere una domanda potenziale che il fine wine non può più permettersi di lasciare per strada.

Con Vinarius spostiamo invece l’attenzione su uno dei dibattiti più accesi del momento, quello dei ricarichi nella ristorazione. La riflessione del presidente Giuliano Rossi invita la filiera ad andare oltre il margine della singola bottiglia per tornare a misurare il valore complessivo del cliente, mettendo al centro competenza, servizio, desiderabilità e capacità di generare riordino. Una prospettiva sulla quale abbiamo chiamato a confrontarsi tre protagonisti dell’Horeca milanese: Alessandro Zingarello di Peck, Mario Ventura di Confine Pizza e Cantina e Nicola Ultimo di Park Hyatt Milano.

In Primo Piano, poi, è la Mosella, di cui raccontiamo l’ingresso di Weingut Dr. Hermann nel portfolio di Sagna S.p.A. Dal settembre 2026 il distributore torinese rappresenta in Italia una delle realtà emergenti del VDP Mosel, guidata da Christian Hermann e costruita attorno a Riesling di grande territorialità, vigne a piede franco, fermentazioni spontanee e una filosofia sintetizzata nel principio less is more. Un progetto che attraversa secchi, Kabinett, Spätlese, Auslese e rarità estreme per restituire un volto di una regione del vino tra le più vocate al mondo che è ben più ampio dell’immagine tradizionalmente associata al Riesling dolce.

Direzione Nord-Est per una grande anticipazione con Cantina Puiatti, che attraverso il debutto di Sconfine apre una nuova fase della propria storia. Dopo quasi sessant’anni dedicati alla purezza del monovitigno, la cantina friulana riunisce Chardonnay, Friulano e Sauvignon in un bianco dedicato esclusivamente all’Horeca, spostando il punto di osservazione dal vitigno al territorio. Un cambio di linguaggio che non rinnega la precisione stilistica costruita nel tempo, ma utilizza assemblaggio e cemento per cercare una nuova espressione del Friuli.

È quindi il nostro Dossier a entrare nel cuore del tema di copertina. Lo Sparkling Report di ProWein fotografa un mercato globale delle bollicine valutato nel 2025 circa 54,7 miliardi di dollari e, soprattutto, una categoria che non segue più una sola traiettoria. Prosecco, Champagne, Crémant, Cava, Sekt, Franciacorta e Lambrusco convivono con nuovi territori, dal Regno Unito alla Tasmania, mentre premiumizzazione, ricerca del terroir e nuove occasioni di consumo ampliano progressivamente i confini della categoria.

Dentro questa trasformazione entra con forza anche l’alcohol free, indicato tra i principali driver di crescita del comparto: in Germania sono già oltre 22 milioni le bottiglie di sparkling senza alcol vendute. La nuova geografia delle bollicine si costruisce così attraverso traiettorie apparentemente opposte ma sempre più contemporanee: premiumizzazione e dealcolazione, territori storici e nuove regioni produttive, immediatezza e identità.

Dalla fotografia globale passiamo alle aziende che stanno concretamente ridisegnando il linguaggio delle bollicine italiane. Con Bellavista raccontiamo il terzo capitolo di Alma Assemblage, progetto nato dall’incontro tra Francesca Moretti e Richard Geoffroy. Alma Assemblage 3 completa una trilogia che ha trasformato l’assemblaggio nella nuova grammatica della cantina di Erbusco: non cancellare le diversità, ma accoglierle e trasformarle in armonia, costruendo una Franciacorta fondata su autenticità, osservazione e identità.

Sempre in Franciacorta, entriamo nella storia della famiglia Muratori, arrivata dopo 28 vendemmie a dichiarare apertamente la propria ambizione: avvicinare le icone della denominazione. Dall’anno zero segnato nel 2020 dall’arrivo di Riccardo Cotarella alla ricerca di vini puliti, eleganti e trasparenti, fino al Millé Franciacorta Extra Brut Millesimato 2021, il racconto mostra come rigore imprenditoriale, precisione tecnica e identità familiare possano convergere verso un progetto sempre più riconoscibile.

Ci spostiamo poi in Val di Cembra con Cembra Cantina di Montagna e il debutto di Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc. Pinot Nero coltivato tra 600 e 700 metri, almeno 48 mesi sui lieviti e il porfido come matrice identitaria completano, accanto al Dosaggio Zero Riserva da Chardonnay, la visione della cooperativa trentina sul Metodo Classico d’alta quota.

Con Palazzo di Varignana, invece, la nuova frontiera del Metodo Classico parla romagnolo. Il debutto di Villa Amagioia Brut Rosé Millesimato introduce il Sangiovese accanto al Pinot Nero e anticipa una trasformazione destinata a coinvolgere l’intera gamma, dove anche l’Albana entra nel Blanc de Blancs. Vitigni internazionali e autoctoni, affinamenti più lunghi e millesimo in etichetta dal 2027 convergono verso l’obiettivo di dare alle bollicine un’identità sempre più territoriale.

Il servizio al calice diventa protagonista con Bisol1542 e le due nuove Cuvée Eroiche, Brut ed Extra Dry, dedicate esclusivamente all’Horeca. Dodici anni dopo l’ingresso nel Gruppo Lunelli, la storica firma di Valdobbiadene traduce gli investimenti in viticoltura e cantina in due Prosecco Superiore pensati per il by the glass, mentre l’arrivo della prima pressa Coquard della Denominazione testimonia la volontà di coniugare innovazione tecnologica e identità territoriale.

Restiamo a Valdobbiadene con La Tordera, che torna al luogo da cui iniziò la storia della famiglia Vettoretti: il Cartizze. Il nuovo Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze Brut Multivintage “85 Vendemmie di Pietro” assembla per la prima volta le vendemmie 2023, 2024 e 2025, introducendo tempo e profondità nella lettura del Cru. Un percorso che dalle Rive arriva fino al progetto Metodo Classico “Senza Tempo” e al Brunei Valdobbiadene Docg Superiore Brut, naturale candidato al servizio al calice.

Spazio poi ai Nuovi Codici con Montelvini 0% Alcohol Free Sparkling, la proposta con cui la cantina di Venegazzù entra nel mondo dealcolato senza spostare il proprio baricentro dall’Asolo Prosecco Superiore Docg. A base Riesling, disponibile anche nel formato da 200 ml e ottenuto attraverso dealcolizzazione con colonna a coni rotanti, il nuovo sparkling nasce per intercettare occasioni dalle quali il vino tradizionale rischierebbe altrimenti di restare escluso, dall’aperitivo ai pranzi di lavoro fino al pairing gastronomico.

Con il Consorzio dell’Asti Docg affrontiamo invece il cambiamento delle occasioni di consumo. Il nuovo Asti Docg Rosé, arrivato a quasi 500 mila bottiglie nei primi mesi dal debutto, la mixology attraverso Asti Vibes e la valorizzazione del Moscato d’Asti come vino naturalmente a bassa gradazione compongono una strategia che guarda a un consumatore più libero nelle proprie scelte. Sullo sfondo resta la gestione dell’equilibrio produttivo della denominazione, con l’obiettivo di tornare sopra quota 90 milioni di bottiglie e, a tendere, raggiungere i 100 milioni.

Spazio, poi, alle bottiglie della nostra Collection, interamente dedicata al tema delle bollicine italiane. Si parte con Aquila Reale Trentodoc Riserva Cesarini Sforza, Chardonnay proveniente da Maso Sette Fontane e affinato, nel millesimo 2015, per oltre 90 mesi sui lieviti: una Riserva che porta al vertice l’identità spumantistica della cantina trentina.

In Alto Adige, Cantina Sankt Pauls racconta quasi mezzo secolo di Metodo Classico attraverso due interpretazioni dello Chardonnay: lo storico Praeclarus Brut, affinato almeno 24 mesi sui lieviti, e Praeclarus Pas Dosé 2021, Blanc de Blancs che porta la maturazione ad almeno 48 mesi e rappresenta l’apice del progetto.

Con Canevel mettiamo a confronto due anime dello stile della maison di Valdobbiadene: Setàge Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut, espressione storica del protocollo proprietario Setàge, e Rosa del Faè Spumante Rosé Marzemino Millesimato Brut, che valorizza il Marzemino in purezza proveniente dall’omonimo vigneto di Refrontolo, ampliando il racconto territoriale attraverso una varietà profondamente radicata nelle colline trevigiane.

La Collection si chiude con due diverse interpretazioni del Metodo Classico distribuite da Pellegrini S.p.A.: il Lugana Extra Brut Doc Metodo Classico Famiglia Olivini, dove la Turbiana e almeno 36 mesi sui lieviti trasformano la spumantizzazione in un’altra chiave per raccontare i suoli morenici del Lugana, e Le Général Noir Trento Doc Riserva Monfort, Pinot Nero in purezza dai vigneti storici di Cembra che affina 72 mesi sui lieviti, facendo del tempo la materia stessa del vino.

Appuntamento fisso, infine, quello con lo Champagne. Alla vigilia della nona edizione di Champagne Experience, in programma il 4 e 5 ottobre a BolognaFiere con 125 Maison, fotografiamo una denominazione che nei primi sette mesi del 2026 raggiunge 131,1 milioni di bottiglie spedite, con la Francia in calo del 4,7% e l’export in crescita della stessa percentuale. Alessandro Federzoni racconta le novità della manifestazione, dal nuovo padiglione 18 alla centralità dell’Horeca e della formazione, mentre Leonardo Sagna traccia lo stato dell’arte del mercato italiano: consumi più ponderati, maggiore attenzione alla qualità e ai piccoli produttori, ma una buona tenuta del fuori casa.

E per concludere, i nostri titoli di coda con le notizie, i protagonisti e i progetti che stanno muovendo il settore, dal nuovo Spazio Bollicine Ferrari Trento a Fiumicino agli investimenti produttivi, dalle nuove partnership distributive alla crescita dell’enoturismo, fino alle trasformazioni che attraversano territori, consorzi e aziende del vino italiano.

Già in distribuzione postale, in questa pagina potete iniziare a scoprire il nuovo numero di WineCouture (Anno 7, numero 7/8 – Settembre 2026) attraverso lo sfoglio completo dell’edizione digitale del magazine B2B pubblicato da Nelson Srl:

A proposito di WineCouture by Nelson Srl

WineCouture è un sistema editoriale integrato dedicato al racconto del mondo del vino attraverso piattaforme complementari. Al centro si trova WineCouture, testata giornalistica B2B italiana registrata, con una tiratura di 3.000 copie e un target distributivo focalizzato sul canale Horeca.

Accanto ad essa, I Quaderni di WineCouture rappresentano una pubblicazione free press B2C da 20.000 copie, realizzata in collaborazione con Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane e distribuita nei locali degli oltre 100 soci presenti sul territorio nazionale.

Completano il sistema editoriale il sito web, la newsletter settimanale dedicata agli operatori del settore e WineCouture International Edition, la pubblicazione in lingua inglese che ogni settimana raggiunge oltre 20.000 buyer e professionisti del vino in 94 mercati internazionali, contribuendo a creare un network editoriale autorevole orientato alla promozione del vino italiano nel mondo.

WineCouture, anno sette del magazine, numero 7/8 che indaga l’evoluzione dello sparkling: “Bollicine italiane: cambio di traiettoria”
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