La Valpolicella ha aperto la vendemmia 2026 con un anticipo di circa due settimane rispetto alla media storica e con aspettative qualitative particolarmente elevate. La raccolta di Corvina ha preceduto Corvinone e Rondinella. Accanto alla qualità delle uve, quel che emerge però è un altro elemento destinato a segnare la campagna: l’applicazione delle misure di stoccaggio che sottraggono temporaneamente al mercato il 20% della produzione, una scelta pensata per salvaguardare l’equilibrio economico della filiera in una fase di rallentamento della domanda internazionale.
Il caldo accelera la vendemmia 2026 in Valpolicella
L’annata 2026 è stata fortemente influenzata dalle elevate temperature e dalla siccità estiva.
Secondo il Consorzio Vini Valpolicella, il calendario della raccolta ha registrato un anticipo di circa sette giorni rispetto al 2025 e di due settimane rispetto alle medie storiche. Le operazioni iniziate con la Corvina sono poi proseguite con Corvinone e Rondinella nei 19 comuni della denominazione.
La precocità della vendemmia non sembra però aver compromesso il potenziale qualitativo delle uve, che in questa fase iniziale offre indicazioni particolarmente incoraggianti.
Produzione stabile ma con il 20% in stoccaggio
Le stime attuali indicano una raccolta complessiva leggermente superiore a 861 mila quintali di uva, un dato sostanzialmente allineato a quello registrato nel 2025.
La differenza rispetto allo scorso anno riguarda però la gestione dell’offerta. In seguito alle decisioni adottate dal Consorzio lo scorso aprile, 172.280 quintali di uva, pari a circa il 20% della produzione, saranno sottoposti a stoccaggio. La misura riduce di fatto la resa disponibile da 100 a 80 quintali per ettaro e punta a contenere l’impatto della contrazione della domanda sui mercati internazionali.
Si tratta di una scelta che si inserisce nelle politiche di governo dell’offerta adottate da diverse denominazioni italiane per preservare il valore dei vini e la sostenibilità economica delle imprese.
Amarone e Recioto: quasi il 40% delle uve destinate all’appassimento
Particolarmente rilevante il dato relativo alle produzioni simbolo del territorio.
Il Consorzio stima, infatti, che quasi 328 mila quintali di uva saranno destinati alla cernita per Amarone e Recioto, una quantità che rappresenta circa il 38% della raccolta complessiva.
Le verifiche qualitative effettuate in vigneto evidenziano risultati particolarmente positivi nelle vigne più vecchie, soprattutto quelle allevate a Pergola, che hanno dimostrato una maggiore capacità di resistere allo stress idrico. Buoni risultati anche nei vigneti supportati da adeguati interventi irrigui.

Christian Marchesini, presidente Consorzio vini Valpolicella: “No a speculazioni sul prezzo delle uve”
Accanto agli aspetti produttivi, il Consorzio vini Valpolicella manifesta preoccupazione per l’andamento del mercato delle uve.
Il presidente Christian Marchesini segnala, infatti, una riduzione delle quotazioni, in particolare per le uve destinate all’appassimento, considerata incoerente con gli orientamenti condivisi dalla filiera alla vigilia della vendemmia:
“In una fase già molto complessa e incerta per il settore registriamo una riduzione delle quotazioni delle uve. Una dinamica che non rispecchia gli orientamenti condivisi al tavolo di filiera convocato dal Consorzio alla vigilia della vendemmia e che rischia di scaricare nuove difficoltà sulle imprese. I produttori – prosegue Marchesini – hanno già sostenuto responsabilmente le politiche di riduzione delle rese e le nuove misure di stoccaggio introdotte per salvaguardare l’equilibrio della denominazione. Indebolire ulteriormente il valore delle uve significa penalizzare proprio chi sta contribuendo alla tenuta della filiera, in una stagione segnata dalla difficoltà di reperire manodopera specializzata, dall’aumento dei costi, in particolare energetici, e da un mercato ancora insidioso. Per questo è necessario che tutti gli operatori mantengano gli impegni assunti e adottino comportamenti coerenti con il valore della denominazione”.
La Valpolicella punta all’equilibrio
La Valpolicella affronta quindi la vendemmia 2026 con un mix di fiducia e prudenza.
Da un lato, le condizioni sanitarie delle uve e il livello qualitativo osservato nei vigneti lasciano presagire una campagna di alto profilo. Dall’altro, la gestione delle giacenze e la tenuta dei prezzi rappresentano elementi centrali per il futuro della denominazione.
L’avvio anticipato della raccolta, le misure di contenimento produttivo e l’attenzione alla sostenibilità economica della filiera delineano una strategia orientata non soltanto alla qualità del vino, ma anche alla difesa del valore complessivo di uno dei territori più rappresentativi dell’enologia italiana.






























