Ottant’anni di storia racchiusi in una bottiglia, partita dalle antiche cantine di Barolo e arrivata fino in Thailandia. In occasione della visita nel Paese asiatico del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell’incontro con la Famiglia Reale thailandese e J.S. Uberoi, fondatore e presidente del Bangkok International Festival of Dance and Music, Marchesi di Barolo ha scelto dalla propria collezione storica un Barolo del 1945 da offrire in omaggio a Uberoi, nato proprio in quell’anno. Un gesto dal forte valore simbolico che mette in relazione la storia della Langa con un mercato nel quale l’azienda piemontese è presente da oltre vent’anni, trasformando una rara bottiglia in un racconto di vino, memoria e cultura.
Da Barolo alla Thailandia, una bottiglia nata nel 1945
La scelta dell’annata non è casuale. Il 1945 è l’anno di nascita di J.S. Uberoi, figura di primo piano della vita culturale thailandese e fondatore del Bangkok International Festival of Dance and Music, manifestazione che da oltre vent’anni, sotto il patronato reale, porta a Bangkok alcuni dei più importanti protagonisti internazionali della danza e della musica.
In considerazione dell’importanza dell’occasione e della lunga amicizia con la figlia di Uberoi, la famiglia Abbona, proprietaria di Marchesi di Barolo, ha quindi deciso di non scegliere semplicemente una delle proprie etichette, ma di aprire idealmente le porte della memoria aziendale.
La bottiglia di Barolo 1945 proviene infatti dalla collezione storica custodita nelle antiche cantine della famiglia. Ha attraversato più di ottant’anni di storia prima di percorrere le migliaia di chilometri che separano le Langhe dalla Thailandia, unendo attraverso la coincidenza dell’annata la storia personale di Uberoi a quella di uno dei vini simbolo dell’enologia italiana.

La collezione storica di Marchesi di Barolo, memoria di un vino capace di attraversare il tempo
È proprio la provenienza della bottiglia a dare un significato ulteriore all’omaggio. La collezione storica rappresenta una parte importante dell’identità di Marchesi di Barolo e conserva ancora oggi annate rare e preziose, testimonianza della capacità del Barolo di evolvere nel tempo.
La storia dell’azienda affonda le proprie radici nella prima metà dell’Ottocento, quando nelle storiche cantine di Barolo nacque il vino destinato a prendere il nome dello stesso paese. Nel 1929 quelle cantine furono acquisite dalla famiglia Abbona, che ne custodisce e tramanda l’eredità ed è arrivata oggi alla sesta generazione.
In questo contesto, una bottiglia conservata per oltre ottant’anni non assume soltanto il valore di una rarità enologica, ma diventa un frammento della storia della cantina e del territorio al quale appartiene.
Lo sottolinea la stessa famiglia Abbona: “Siamo onorati che la Presidenza della Regione Piemonte abbia pensato a noi per celebrare una persona e una storia così importanti” commenta la famiglia Abbona. “Una bottiglia della nostra collezione storica non è soltanto preziosa: è memoria, è il racconto di un territorio e di un sapere che si tramandano da decenni. Il fatto che sia giunta nelle mani di Mr. Uberoi rende questo dono ancora più speciale. E ci piace pensare che rappresenti anche il legame che Marchesi di Barolo ha costruito negli anni con la Thailandia, fatto di cultura e passione per il vino.”
Marchesi di Barolo e la Thailandia, un rapporto lungo oltre 20 anni
Il viaggio del Barolo 1945 non rappresenta però un incontro occasionale tra l’azienda e il Paese asiatico. Marchesi di Barolo è presente sul mercato thailandese da oltre vent’anni e nel corso del tempo ha costruito una collaborazione consolidata con la Thailandia, diventata oggi un bacino importante per i suoi vini.
È un rapporto che, nella lettura dell’azienda, testimonia anche la capacità della cultura del vino italiano di incontrare la sensibilità e la curiosità del pubblico thailandese. E proprio per questo la scelta di una bottiglia proveniente dalla collezione storica assume un valore che supera quello del singolo dono.
Da una parte c’è un territorio profondamente identificato con il proprio vino, la Langa; dall’altra un Paese nel quale è cresciuta negli anni l’attenzione verso la cultura italiana, la cucina e i grandi vini. Nel mezzo, una bottiglia che porta materialmente con sé ottant’anni di storia.
Quando una bottiglia diventa un gesto culturale
È forse questo l’aspetto più interessante della storia. Il Barolo 1945 scelto da Marchesi di Barolo non è stato chiamato a raccontare soltanto un’annata rara o il prestigio di una cantina. Il suo valore sta soprattutto in ciò che rappresenta: la memoria di un territorio e di una famiglia che incontra la storia personale di chi lo riceve.
Il 1945 lega le due storie, mentre il viaggio da Barolo alla Thailandia dà forma a un rapporto costruito in oltre vent’anni di presenza sul mercato. Un gesto che utilizza il vino come linguaggio culturale prima ancora che come prodotto.
E difficilmente, per raccontare ottant’anni di memoria, il Piemonte e il legame con la Thailandia, Marchesi di Barolo avrebbe potuto scegliere una bottiglia più eloquente.






























