• Eventi

Terra Moretti ospita il Festival di Franciacorta da Bellavista e  sostiene il progetto “Un chilometro di tela”

Terra Moretti: Festival di Franciacorta da Bellavista e sostiene "Un chilometro di tela", un'opera collettiva a Villa Lechi il 20 settembre.
BANNER

Domenica 20 settembre, dalle 10.00 alle 17.00, torna a Erbusco “Un chilometro di tela”, il progetto ideato dalla Pro Loco di Erbusco che quest’anno taglia il traguardo della nona edizione. Location d’eccezione, ancora una volta, è la vigna Breda di Villa Lechi, una delle vigne storiche della famiglia Moretti e parte del patrimonio vitato più identitario di Bellavista. La vera novità del 2026, però, arriva dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, che entra nel progetto affidando trenta metri di tela a cinque atelier partecipati, con la curatela di Edoardo Monti insieme a Valentina Moretti, Vicepresidente di Holding Terra Moretti. Il risultato è una vera e propria opera condivisa, costruita a più mani dai partecipanti.

Quando l’arte nasce dalla relazione

Il punto di partenza è il paesaggio stesso: una vigna esiste solo attraverso una trama. Ogni filare fa parte di un disegno più ampio, costruito nel tempo dal rapporto tra natura e intervento umano. Sui trenta metri di tela sostenuti dalla Fondazione accade qualcosa di molto simile. Il segno individuale, infatti, entra in relazione con quello degli altri partecipanti, e l’autorialità lascia spazio a una costruzione condivisa. Il chilometro di tela continuerà comunque ad accogliere la libertà espressiva dei singoli, mentre nei trenta metri degli atelier il lavoro nascerà dal confronto, da una regola comune e dalla guida di un artista, chiamato a orientare il processo senza determinarne il risultato finale.

Cinque atelier, cinque modi di costruire insieme

Ogni atelier propone infatti un approccio diverso alla creazione collettiva. Barbara Prenka lavorerà sul limite come stimolo creativo, proponendo ai partecipanti un unico soggetto, un solo colore e l’uso della mano non dominante. 

Luca Cremona, invece, partirà da due estremi disegnati da lui stesso, lasciando ai partecipanti il grande spazio centrale da comporre a più mani attraverso il colore. 

Giovanni Stefano Rossi darà forma a una tavola condivisa, costruita con oggetti, simboli, piatti e ricordi dei partecipanti, come una vera memoria collettiva. 

Mattia Varini guiderà invece la costruzione di una mappa concettuale fatta di parole, frasi, disegni e collegamenti nati dal dialogo. 

Tina Moretti, infine, condurrà una lezione sulle proporzioni della figura umana ambientata nella natura. Cinque modalità diverse, dunque, ma un solo principio comune: l’opera prende forma attraverso la relazione.

Terra Moretti: Festival di Franciacorta da Bellavista e sostiene "Un chilometro di tela", un'opera collettiva a Villa Lechi il 20 settembre.

A raccontare il senso di questa scelta è la stessa Valentina Moretti: 

“Un chilometro di tela nasce già come un gesto collettivo e appartiene profondamente a questo territorio. Con Edoardo abbiamo voluto lavorare proprio su questa sua natura, portandola ancora più avanti. Nei trenta metri sostenuti dalla Fondazione, ogni partecipante entra dentro un processo comune. Nessuno conosce in anticipo l’esito finale perché l’opera dipende dalle persone che la costruiscono insieme. È una riflessione che riguarda l’arte, ma anche il paesaggio: ciò che vediamo intorno a noi è il risultato di relazioni, stratificazioni, gesti individuali che nel tempo diventano una forma condivisa”.

Quando la cultura contemporanea incontra la tradizione popolare

La collaborazione con Edoardo Monti nasce proprio dalla volontà di mettere in dialogo una manifestazione popolare e aperta a tutti con una pratica curatoriale contemporanea. Monti, infatti, ha fondato nel 2017 Palazzo Monti, residenza d’artista e centro culturale con sede a Brescia che negli anni ha accolto oltre 250 artisti provenienti da 50 Paesi. Per la Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, quindi, “Un chilometro di tela” diventa un progetto in cui cultura e territorio coincidono fisicamente: l’arte esce dagli spazi deputati, entra nella vigna e assume il paesaggio come parte del proprio processo creativo. A supporto dell’intero progetto, la Fondazione ha curato anche l’identità visiva della manifestazione, accompagnandone il racconto con un linguaggio coerente con il paesaggio che la ospita.

Gli atelier partecipati si svolgeranno in tre sessioni, alle 11.00, alle 15.00 e alle 16.00. Per informazioni e modalità di partecipazione è possibile consultare il sito di Pro Loco Erbusco.

BANNER
BANNER