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Debutta Vintage Nature, il nuovo volto della Franciacorta di Berlucchi

Berlucchi presents Vintage Nature, three vintage Franciacorta Dosaggio Zero wines. WineCouture at the Milan debut at Andrea Aprea
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Non è semplicemente un aggiornamento estetico. Berlucchi sceglie di separare una delle parti più identitarie della propria produzione dalla famiglia ’61 e presenta Vintage Nature, nuova veste e nuovo nome per tre Franciacorta millesimati Dosaggio Zero pensati per mettere al centro vendemmia, vigneto e territorio. WineCouture ha potuto scoprire in anteprima questo cambio di passo il 16 settembre a Milano, al ristorante due stelle Michelin Andrea Aprea, dove il lancio ufficiale è diventato un percorso gastronomico costruito attorno ai tre vini. Un restyling che è soprattutto una dichiarazione d’intenti: avvicinare queste cuvée al mondo delle riserve e dare un’identità autonoma a Franciacorta prodotti in numeri contenuti, frutto di selezione rigorosa e ricerca agronomica, con oltre cinque anni di affinamento sui lieviti.

Vintage Nature, il racconto più essenziale della Franciacorta secondo Berlucchi

Finora li conoscevamo come Berlucchi ’61 Nature. Da oggi diventano Vintage Nature, lasciando alle spalle l’appartenenza visiva alla linea più ampia della cantina. L’obiettivo dichiarato è rendere più precisa la lettura di vini che rappresentano la componente più selettiva, territoriale e contemporanea della produzione firmata Berlucchi.

Il nuovo nome ne sintetizza già l’identità. Vintage rimanda alla singola vendemmia e al carattere irripetibile dell’annata; Nature al Dosaggio Zero, scelto perché terra e territorio possano emergere senza sovrastrutture. A completare il progetto arriva il claim “A Tribute to Nature”, che sposta ulteriormente l’accento sulla natura della Franciacorta e sul rapporto della cantina con il proprio territorio.

È un posizionamento che avvicina la gamma al mondo delle riserve: numeri più contenuti, ricerca agronomica, selezione delle uve e soprattutto tempo, con Franciacorta millesimati che rimangono oltre cinque anni sui lieviti per restituire l’espressione di una singola vendemmia.

Una scelta che assume un significato particolare per una cantina che con la vendemmia 1961 e le prime 3.000 bottiglie ha legato il proprio nome alla nascita stessa del Franciacorta. Berlucchi rivendica oggi quel ruolo non soltanto come origine storica, ma come osservatorio della denominazione, capace di leggerne l’evoluzione e tradurla in scelte agronomiche, enologiche e culturali.

Tre millesimi per raccontare tre volti della Franciacorta

La nuova famiglia si articola in Vintage Nature Terroir 2020, Vintage Nature Blanc de Blancs 2019 e Vintage Nature Rosé de Noirs 2019. Tre interpretazioni differenti, accomunate dal Dosaggio Zero e da una filosofia che affida alla singola vendemmia il compito di determinare tempi e modalità di evoluzione.

Il Vintage Nature Terroir 2020 è la cuvée che rende più esplicito il concetto alla base del progetto. Nasce da 70% Chardonnay e 30% Pinot Nero, provenienti dai vigneti di proprietà Rovere, San Carlo e Ragnoli, con impianti ad alta densità. Le migliori parcelle affinano per sei mesi in barrique e tonneaux, mentre la seconda fermentazione è seguita da almeno cinque anni sui lieviti e da ulteriori sei mesi dopo la sboccatura. Nel calice, il profilo rimanda a frutta a pasta gialla, agrumi e accenni di pan brioche, con struttura, acidità e una marcata sapidità finale.

Berlucchi presenta Vintage Nature, tre Franciacorta millesimati Dosaggio Zero. WineCouture al debutto milanese da Andrea Aprea.

Il Vintage Nature Blanc de Blancs 2019 cambia registro e affida il racconto allo Chardonnay in purezza della porzione centrale del vigneto Arzelle. Finezza, verticalità e sapidità sono le coordinate di un vino costruito sul tempo e sull’assenza di dosaggio. Anche qui l’affinamento sui lieviti supera i cinque anni, cui seguono almeno sei mesi dopo la sboccatura. Il profilo si muove dalla frutta a pasta gialla all’albicocca candita, con una struttura importante bilanciata dall’acidità e da un finale sapido.

Infine, il Vintage Nature Rosé de Noirs 2019, Pinot Nero 100% dai vigneti Quindicipiò e Gaspa. Qui il lavoro enologico interpreta il vitigno attraverso tre differenti declinazioni: vinificazione in bianco, rosato con infusione a freddo e una piccola quota vinificata in rosso. Ne nasce un Franciacorta rosa magnolia dai riflessi corallo, con piccoli frutti di bosco, melagrana, ribes, pepe rosa e tè nero, sostenuto al palato da acidità, corpo e dalla sottile trama tannica del Pinot Nero macerato.

Berlucchi presenta Vintage Nature, tre Franciacorta millesimati Dosaggio Zero. WineCouture al debutto milanese da Andrea Aprea.

Le annate differenti non sono dunque un dettaglio: Berlucchi ha scelto di concedere ai due monovitigno 2019 un affinamento più prolungato rispetto alla cuvée, seguendo l’evoluzione specifica di ciascun vino invece di ricondurre l’intera linea a una scansione temporale uniforme.

Da Andrea Aprea, Vintage Nature incontra l’alta cucina

È stato proprio il rapporto tra queste tre anime a guidare il lancio ufficiale del 16 settembre, al quale WineCouture ha partecipato al ristorante Andrea Aprea di Milano. Più che una semplice presentazione, un pranzo costruito per mettere i nuovi Vintage Nature alla prova della tavola, facendo dialogare le differenti espressioni della linea con una cucina capace di lavorare su intensità, materia e contrasti.

Il percorso si è aperto con “Caprese… dolce e salato”, abbinata al Franciacorta Vintage Nature Terroir 2020. Una scelta coerente con il carattere più trasversale della cuvée: la struttura data dall’incontro tra Chardonnay e Pinot Nero, la calibrata acidità e la sapidità finale sono caratteristiche che la stessa cantina individua come particolarmente adatte a confrontarsi con piatti strutturati.

Con il Riso Carnaroli “Selezione Dama”, cacio e pepe, gamberi rosa e fichi è arrivato il Vintage Nature Rosé de Noirs 2019. Qui l’abbinamento ha portato al centro la versatilità del Pinot Nero: da una parte la vinosità e la struttura del Rosé, dall’altra un piatto giocato sull’incontro tra sapidità, componente marina e dolcezza. Il vino possiede una vibrante acidità e un corpo sostenuto dalla trama tannica, elementi che ne definiscono il carattere gastronomico.

Il terzo passaggio ha proposto Baccalà alla mugnaia insieme a una “deviazione”, con il Franciacorta Riserva Palazzo Lana 2014, aprendo per un momento il percorso oltre i tre Vintage Nature e mettendo la nuova linea in relazione con l’universo delle riserve Berlucchi: proprio quel mondo al quale il nuovo progetto intende idealmente avvicinarsi per selezione, numeri e tempi di affinamento.

A chiudere, mascarpone, lamponi e cera d’api con Berlucchi Franciacorta Demi-Sec d’Archivio. Un finale a sorpresa  che ha allargato ulteriormente l’orizzonte del racconto della cantina attraverso il tempo e gli stili, completando un menu nel quale il debutto di Vintage Nature è stato inserito in una lettura più ampia dell’identità Berlucchi.

Il territorio parte dalla vigna: il nuovo protocollo di viticoltura rigenerativa

Il concetto di “Nature” non si ferma però al Dosaggio Zero. I vigneti destinati ai Vintage Nature sono raccolti nel semicerchio morenico a sud del Lago d’Iseo, nel cuore della Franciacorta e quasi interamente nel comune di Corte Franca, sede della cantina. È qui che Berlucchi legge il terroir come risultato dell’interazione fra suolo, clima, altitudine, vitigno e savoir-faire umano.

A questa impostazione si affianca, dal 2026, il Protocollo Berlucchi per la Viticoltura Rigenerativa (PBVR), un insieme di regole e pratiche agricole pensate per tutelare e rigenerare il capitale naturale dei vigneti. Il principio di partenza è che la qualità si costruisca innanzitutto in vigna, attraverso cura del suolo, vendemmia manuale, selezione dei grappoli e lettura delle singole parcelle. In cantina il lavoro prosegue con pressature soffici e progressive e con il frazionamento dei mosti, finalizzato a isolare le componenti più eleganti e rappresentative del frutto.

Il progetto è coordinato da Arturo Ziliani, enologo e amministratore delegato Berlucchi, insieme all’enologo e direttore tecnico Ferdinando Dell’Aquila e all’agronomo Diego Cortinovis.

Un restyling che racconta dove vuole andare Berlucchi

Il punto, alla fine, è proprio questo: Vintage Nature cambia l’immagine per rendere più leggibile un cambiamento di posizionamento già contenuto nei vini. Non una nuova gamma costruita da zero, ma l’emersione di un’identità che Berlucchi vuole distinguere con maggiore decisione dalla linea ’61 e avvicinare al proprio vertice qualitativo.

Il lancio milanese da Andrea Aprea lo ha mostrato bene. Terroir 2020, Blanc de Blancs 2019 e Rosé de Noirs 2019 non cercano una voce uniforme: partono da vigneti, vitigni e persino annate differenti, mentre a unirli sono Dosaggio Zero, millesimo, lunghi affinamenti e centralità della terra.

Per una cantina che nel 1961 ha contribuito a scrivere la prima pagina della storia del Franciacorta, il nuovo progetto guarda dunque al modo in cui quella primogenitura può continuare a essere interpretata. Vintage Nature è il nome scelto per farlo oggi: meno sovrastrutture, maggiore riconoscibilità e il territorio chiamato, ancora una volta, a parlare attraverso il vino.

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