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La vendemmia notturna di Sarah: quando la luna incontra la scienza

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Ci sono intuizioni che nascono dalla poesia e finiscono per trovare conferma nella scienza. È la storia della vendemmia notturna della Vigna di Sarah, ma è soprattutto la storia di una donna che ha saputo ascoltare la natura senza rinunciare al rigore del metodo scientifico.

Tutto inizia nel 2010, tra i pendii di Cozzuolo, a Vittorio Veneto, nel cuore delle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Qui Sarah Dei Tos fonda La Vigna di Sarah, un progetto che fin dall’inizio parla il linguaggio della sostenibilità, dell’innovazione e dell’accoglienza. Un’azienda vitivinicola che nel tempo è diventata anche agriturismo, wine shop e luogo di incontro per chi desidera vivere il territorio in modo autentico.

Ma se c’è un’idea che più di ogni altra racconta la sua visione, è quella racchiusa nella Vendemmia notturna.

Ci sono intuizioni che nascono dalla poesia e finiscono per trovare conferma nella scienza. È la storia della vendemmia notturna della Vigna di Sarah, ma è soprattutto la storia di una donna che ha saputo ascoltare la natura senza rinunciare al rigore del metodo scientifico.
Tutto inizia nel 2010, tra i pendii di Cozzuolo, a Vittorio Veneto, nel cuore delle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Qui Sarah Dei Tos fonda La Vigna di Sarah, un progetto che fin dall'inizio parla il linguaggio della sostenibilità, dell'innovazione e dell'accoglienza. Un'azienda vitivinicola che nel tempo è diventata anche agriturismo, wine shop e luogo di incontro per chi desidera vivere il territorio in modo autentico.
Ma se c'è un'idea che più di ogni altra racconta la sua visione, è quella racchiusa nella Vendemmia notturna.
Dodici anni fa tutto sembrava quasi un gesto romantico: la fascinazione per la luna piena, il silenzio dei filari, la magia della raccolta nel cuore della notte. Eppure Sarah, laureata in Economia e Statistica e abituata a ragionare attraverso dati e analisi, non si è fermata alla suggestione.
«La poesia è importante», sembra dire oggi il suo percorso, «ma deve sempre confrontarsi con la realtà».
Quel confronto è arrivato osservando le uve. Di giorno le temperature salivano sempre più. I grappoli raccolti sotto il sole raggiungevano valori critici, arrivando anche a 45°C nei carri. L'ossidazione diventava più rapida, cresceva la necessità di raffreddare i mosti e aumentava l'utilizzo di solforosa. Di notte, invece, tutto era diverso: l'uva arrivava in cantina fresca, integra, ancora custode del proprio patrimonio aromatico.
È stato allora che un rito è diventato una scelta.
Oggi la raccolta notturna interessa tutti i venti ettari aziendali. Si inizia alle 3.30 del mattino e si conclude entro le 8. Le uve vengono trasferite immediatamente in cantina, preservando freschezza, profumi e qualità.
Dietro questa pratica non c'è soltanto sensibilità agricola, ma una ricerca rigorosa che Sarah ha deciso di sostenere personalmente. Perché ciò che nasce dall'osservazione della natura, per lei, deve poter essere compreso, misurato e condiviso.
Non a caso, il 18 settembre 2026 la sua tenuta ha ospitato un convegno dedicato proprio alla vendemmia notturna. Sul palco, accanto a Sarah Dei Tos, si sono alternati Luca Zaia, Diego Tomasi, Marina Montedoro e Marzia Varvaglione.
Il tema centrale era semplice e profondo allo stesso tempo: cosa accade realmente alla vite quando il clima cambia così velocemente?
Le Colline del Prosecco, Patrimonio Unesco dal 2019, stanno vivendo trasformazioni che fino a pochi anni fa si immaginavano lontane. Nel 2026 si sono registrate sedici giornate oltre i 35 gradi e temperature degli acini superiori ai 50 gradi nelle ore pomeridiane. Condizioni che gli studi climatici prevedevano solo per il 2040-2045.
È qui che la scienza entra in dialogo con la notte.
Secondo Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e responsabile della ricerca insieme a Sarah, le ore più fresche rappresentano una delle poche strategie concrete per proteggere l'identità aromatica della Glera. Gli aromi floreali e fruttati che rendono unico questo vitigno sono infatti estremamente sensibili al calore.
La notte, quando la vite rallenta il proprio respiro e il paesaggio ritrova equilibrio, potrebbe essere il momento in cui la pianta riesce a preservare parte del proprio patrimonio aromatico.
Per verificare questa intuizione, è stato avviato uno studio sperimentale con il CREA di Conegliano e l'Università di Bolzano. I ricercatori stanno monitorando, nell'arco delle ventiquattro ore, l'espressione genica della Glera e il comportamento dei precursori aromatici in assenza di luce. Una ricerca pionieristica che potrebbe dare una base scientifica definitiva a ciò che Sarah osserva da anni nei suoi vigneti.
Ancora una volta, la natura suggerisce e la scienza prova a spiegare.
I vantaggi emersi finora sono già evidenti: minore ossidazione, migliore conservazione degli aromi, riduzione dei consumi energetici in cantina e condizioni di lavoro più sicure per chi opera nei campi.
Ma la visione di Sarah va oltre il vino.
Le stesse colline che di notte si illuminano sotto la luna stanno diventando una destinazione internazionale per un turismo lento e consapevole. Nei primi sei mesi del 2026 le presenze sono cresciute dell'8%, con un incremento del 13% dei visitatori stranieri. Germania, Stati Uniti e Canada guidano questa crescita, mentre il Cammino del Prosecco continua ad attrarre viaggiatori in cerca di autenticità e paesaggio.
In questo scenario la vendemmia notturna diventa qualcosa di più di una tecnica agronomica. Diventa un simbolo. Il segno di un territorio che vuole evolvere senza perdere la propria anima.
Anche per questo Sarah Dei Tos sta lavorando alla prima certificazione ufficiale della raccolta notturna, un protocollo che garantirà la tracciabilità completa delle uve raccolte al chiaro di luna, dalla vigna al calice. Un modo per trasformare una pratica innovativa in uno standard trasparente e replicabile.
Forse tra dieci anni la vendemmia notturna non sarà ancora la normalità assoluta. Ma certamente sarà molto più diffusa.
Perché ciò che sta accadendo sulle colline di Vittorio Veneto racconta qualcosa che va oltre il vino: la capacità di ascoltare la natura, interpretarne i segnali e rispondere con intelligenza, ricerca e responsabilità.
In fondo, il percorso di Sarah Dei Tos è proprio questo. Tenere insieme due mondi che troppo spesso immaginiamo separati: la meraviglia e il metodo, la luna e il laboratorio, l'emozione e la prova scientifica.
E forse è da questo dialogo silenzioso tra la vite e la notte che nasce il futuro della viticoltura.

Dodici anni fa tutto sembrava quasi un gesto romantico: la fascinazione per la luna piena, il silenzio dei filari, la magia della raccolta nel cuore della notte. Eppure Sarah, laureata in Economia e Statistica e abituata a ragionare attraverso dati e analisi, non si è fermata alla suggestione.

«La poesia è importante», sembra dire oggi il suo percorso, «ma deve sempre confrontarsi con la realtà».

Quel confronto è arrivato osservando le uve. Di giorno le temperature salivano sempre più. I grappoli raccolti sotto il sole raggiungevano valori critici, arrivando anche a 45°C nei carri. L’ossidazione diventava più rapida, cresceva la necessità di raffreddare i mosti e aumentava l’utilizzo di solforosa. Di notte, invece, tutto era diverso: l’uva arrivava in cantina fresca, integra, ancora custode del proprio patrimonio aromatico.

È stato allora che un rito è diventato una scelta.

Oggi la raccolta notturna interessa tutti i venti ettari aziendali. Si inizia alle 3.30 del mattino e si conclude entro le 8. Le uve vengono trasferite immediatamente in cantina, preservando freschezza, profumi e qualità.

Dietro questa pratica non c’è soltanto sensibilità agricola, ma una ricerca rigorosa che Sarah ha deciso di sostenere personalmente. Perché ciò che nasce dall’osservazione della natura, per lei, deve poter essere compreso, misurato e condiviso.

Ci sono intuizioni che nascono dalla poesia e finiscono per trovare conferma nella scienza. È la storia della vendemmia notturna della Vigna di Sarah, ma è soprattutto la storia di una donna che ha saputo ascoltare la natura senza rinunciare al rigore del metodo scientifico.
Tutto inizia nel 2010, tra i pendii di Cozzuolo, a Vittorio Veneto, nel cuore delle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Qui Sarah Dei Tos fonda La Vigna di Sarah, un progetto che fin dall'inizio parla il linguaggio della sostenibilità, dell'innovazione e dell'accoglienza. Un'azienda vitivinicola che nel tempo è diventata anche agriturismo, wine shop e luogo di incontro per chi desidera vivere il territorio in modo autentico.
Ma se c'è un'idea che più di ogni altra racconta la sua visione, è quella racchiusa nella Vendemmia notturna.
Dodici anni fa tutto sembrava quasi un gesto romantico: la fascinazione per la luna piena, il silenzio dei filari, la magia della raccolta nel cuore della notte. Eppure Sarah, laureata in Economia e Statistica e abituata a ragionare attraverso dati e analisi, non si è fermata alla suggestione.
«La poesia è importante», sembra dire oggi il suo percorso, «ma deve sempre confrontarsi con la realtà».
Quel confronto è arrivato osservando le uve. Di giorno le temperature salivano sempre più. I grappoli raccolti sotto il sole raggiungevano valori critici, arrivando anche a 45°C nei carri. L'ossidazione diventava più rapida, cresceva la necessità di raffreddare i mosti e aumentava l'utilizzo di solforosa. Di notte, invece, tutto era diverso: l'uva arrivava in cantina fresca, integra, ancora custode del proprio patrimonio aromatico.
È stato allora che un rito è diventato una scelta.
Oggi la raccolta notturna interessa tutti i venti ettari aziendali. Si inizia alle 3.30 del mattino e si conclude entro le 8. Le uve vengono trasferite immediatamente in cantina, preservando freschezza, profumi e qualità.
Dietro questa pratica non c'è soltanto sensibilità agricola, ma una ricerca rigorosa che Sarah ha deciso di sostenere personalmente. Perché ciò che nasce dall'osservazione della natura, per lei, deve poter essere compreso, misurato e condiviso.
Non a caso, il 18 settembre 2026 la sua tenuta ha ospitato un convegno dedicato proprio alla vendemmia notturna. Sul palco, accanto a Sarah Dei Tos, si sono alternati Luca Zaia, Diego Tomasi, Marina Montedoro e Marzia Varvaglione.
Il tema centrale era semplice e profondo allo stesso tempo: cosa accade realmente alla vite quando il clima cambia così velocemente?
Le Colline del Prosecco, Patrimonio Unesco dal 2019, stanno vivendo trasformazioni che fino a pochi anni fa si immaginavano lontane. Nel 2026 si sono registrate sedici giornate oltre i 35 gradi e temperature degli acini superiori ai 50 gradi nelle ore pomeridiane. Condizioni che gli studi climatici prevedevano solo per il 2040-2045.
È qui che la scienza entra in dialogo con la notte.
Secondo Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e responsabile della ricerca insieme a Sarah, le ore più fresche rappresentano una delle poche strategie concrete per proteggere l'identità aromatica della Glera. Gli aromi floreali e fruttati che rendono unico questo vitigno sono infatti estremamente sensibili al calore.
La notte, quando la vite rallenta il proprio respiro e il paesaggio ritrova equilibrio, potrebbe essere il momento in cui la pianta riesce a preservare parte del proprio patrimonio aromatico.
Per verificare questa intuizione, è stato avviato uno studio sperimentale con il CREA di Conegliano e l'Università di Bolzano. I ricercatori stanno monitorando, nell'arco delle ventiquattro ore, l'espressione genica della Glera e il comportamento dei precursori aromatici in assenza di luce. Una ricerca pionieristica che potrebbe dare una base scientifica definitiva a ciò che Sarah osserva da anni nei suoi vigneti.
Ancora una volta, la natura suggerisce e la scienza prova a spiegare.
I vantaggi emersi finora sono già evidenti: minore ossidazione, migliore conservazione degli aromi, riduzione dei consumi energetici in cantina e condizioni di lavoro più sicure per chi opera nei campi.
Ma la visione di Sarah va oltre il vino.
Le stesse colline che di notte si illuminano sotto la luna stanno diventando una destinazione internazionale per un turismo lento e consapevole. Nei primi sei mesi del 2026 le presenze sono cresciute dell'8%, con un incremento del 13% dei visitatori stranieri. Germania, Stati Uniti e Canada guidano questa crescita, mentre il Cammino del Prosecco continua ad attrarre viaggiatori in cerca di autenticità e paesaggio.
In questo scenario la vendemmia notturna diventa qualcosa di più di una tecnica agronomica. Diventa un simbolo. Il segno di un territorio che vuole evolvere senza perdere la propria anima.
Anche per questo Sarah Dei Tos sta lavorando alla prima certificazione ufficiale della raccolta notturna, un protocollo che garantirà la tracciabilità completa delle uve raccolte al chiaro di luna, dalla vigna al calice. Un modo per trasformare una pratica innovativa in uno standard trasparente e replicabile.
Forse tra dieci anni la vendemmia notturna non sarà ancora la normalità assoluta. Ma certamente sarà molto più diffusa.
Perché ciò che sta accadendo sulle colline di Vittorio Veneto racconta qualcosa che va oltre il vino: la capacità di ascoltare la natura, interpretarne i segnali e rispondere con intelligenza, ricerca e responsabilità.
In fondo, il percorso di Sarah Dei Tos è proprio questo. Tenere insieme due mondi che troppo spesso immaginiamo separati: la meraviglia e il metodo, la luna e il laboratorio, l'emozione e la prova scientifica.
E forse è da questo dialogo silenzioso tra la vite e la notte che nasce il futuro della viticoltura.

Non a caso, il 18 settembre 2026 la sua tenuta ha ospitato un convegno dedicato proprio alla vendemmia notturna. Sul palco, accanto a Sarah Dei Tos, si sono alternati Luca Zaia, Diego Tomasi, Marina Montedoro e Marzia Varvaglione.

Cosa accade realmente alla vite quando il clima cambia così velocemente?

Le Colline del Prosecco, Patrimonio Unesco dal 2019, stanno vivendo trasformazioni che fino a pochi anni fa si immaginavano lontane. Nel 2026 si sono registrate sedici giornate oltre i 35 gradi e temperature degli acini superiori ai 50 gradi nelle ore pomeridiane. Condizioni che gli studi climatici prevedevano solo per il 2040-2045.

È qui che la scienza entra in dialogo con la notte.

Secondo Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e responsabile della ricerca insieme a Sarah, le ore più fresche rappresentano una delle poche strategie concrete per proteggere l’identità aromatica della Glera. Gli aromi floreali e fruttati che rendono unico questo vitigno sono infatti estremamente sensibili al calore.

La notte, quando la vite rallenta il proprio respiro e il paesaggio ritrova equilibrio, potrebbe essere il momento in cui la pianta riesce a preservare parte del proprio patrimonio aromatico.

Per verificare questa intuizione, è stato avviato uno studio sperimentale con il CREA di Conegliano e l’Università di Bolzano. I ricercatori stanno monitorando, nell’arco delle ventiquattro ore, l’espressione genica della Glera e il comportamento dei precursori aromatici in assenza di luce. Una ricerca pionieristica che potrebbe dare una base scientifica definitiva a ciò che Sarah osserva da anni nei suoi vigneti.

Ancora una volta, la natura suggerisce e la scienza prova a spiegare.

I vantaggi emersi finora sono già evidenti: minore ossidazione, migliore conservazione degli aromi, riduzione dei consumi energetici in cantina e condizioni di lavoro più sicure per chi opera nei campi.

La visione di Sarah va oltre il vino

Le stesse colline che di notte si illuminano sotto la luna stanno diventando una destinazione internazionale per un turismo lento e consapevole. Nei primi sei mesi del 2026 le presenze sono cresciute dell’8%, con un incremento del 13% dei visitatori stranieri. Germania, Stati Uniti e Canada guidano questa crescita, mentre il Cammino del Prosecco continua ad attrarre viaggiatori in cerca di autenticità e paesaggio.

In questo scenario la vendemmia notturna diventa qualcosa di più di una tecnica agronomica. Diventa un simbolo. Il segno di un territorio che vuole evolvere senza perdere la propria anima.

Anche per questo Sarah Dei Tos sta lavorando alla prima certificazione ufficiale della raccolta notturna, un protocollo che garantirà la tracciabilità completa delle uve raccolte al chiaro di luna, dalla vigna al calice. Un modo per trasformare una pratica innovativa in uno standard trasparente e replicabile.

Forse tra dieci anni la vendemmia notturna non sarà ancora la normalità assoluta. Ma certamente sarà molto più diffusa.

Perché ciò che sta accadendo sulle colline di Vittorio Veneto racconta qualcosa che va oltre il vino: la capacità di ascoltare la natura, interpretarne i segnali e rispondere con intelligenza, ricerca e responsabilità.

In fondo, il percorso di Sarah Dei Tos è proprio questo. Tenere insieme due mondi che troppo spesso immaginiamo separati: la meraviglia e il metodo, la luna e il laboratorio, l’emozione e la prova scientifica.

E forse è da questo dialogo silenzioso tra la vite e la notte che nasce il futuro della viticoltura.

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