• Collection

Il Bolgheri Superiore 2023 di Grattamacco sfida l’annata difficile e vince

Grattamacco presenta il Bolgheri Superiore 2023, 41esima vendemmia: un'annata umida gestita con precisione.
BANNER

La tenuta di Castagneto Carducci presenta il nuovo Grattamacco Bolgheri Superiore 2023, frutto della sua 41esima vendemmia. Una stagione sfidante, segnata da un’elevata umidità, che la squadra ha gestito con cura in vigneto. Il risultato? Un vino di profondità, equilibrio e grande potenziale evolutivo, capace di preservare la salute delle uve e valorizzare il carattere del territorio. Nel bicchiere torna il blend non convenzionale per la denominazione che rende riconoscibile Grattamacco: Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese.

A raccontare il millesimo è l’enologo Luca Marrone: 

«In annate come questa, Grattamacco esprime al meglio il proprio carattere, mostrando tutta la sua energia e vitalità, pur mantenendo quella finezza ed eleganza che da sempre ne rappresentano i tratti distintivi. Il 2023 lascia presagire un vino di grande equilibrio e freschezza, con la struttura e il potenziale di evoluzione necessari per annoverarsi tra le migliori annate».

Un’annata costruita pianta per pianta

Il 2023 ha chiesto attenzione fin da subito. La primavera, infatti, è stata molto umida, con piogge regolari. Condizioni ideali per lo sviluppo vegetativo, certo, ma anche per una maggiore pressione fitosanitaria. Le temperature estive, poi, hanno accentuato ancora di più il problema, prosegue Luca Marrone:

«Grazie a interventi agronomici mirati siamo riusciti a contenere il rischio e mantenere le viti in condizioni di equilibrio, preservando la salute delle uve fino alla maturazione. È in questo contesto che il lavoro della squadra agronomica assume un valore particolarmente significativo. In una stagione complessa, non si è trattato semplicemente di accompagnare la maturazione, ma di intervenire puntualmente per mantenere l’equilibrio della pianta e arrivare alla vendemmia nelle migliori condizioni possibili».

A fine agosto, però, la situazione è cambiata. Nuove piogge, accompagnate dal vento, hanno riportato condizioni favorevoli. In seguito, il caldo di inizio settembre ha sostenuto il completamento della maturazione. Un andamento climatico articolato, quindi, che ha richiesto letture puntuali del vigneto e tempi di raccolta calibrati sulle diverse parcelle. Così le uve hanno raggiunto concentrazione e profondità aromatica. La vendemmia si è concentrata nelle ultime settimane di settembre e si è chiusa il 5 ottobre.

Colline, brezze marine e un blend fuori dagli schemi

Nel nuovo millesimo, Bolgheri si esprime attraverso un equilibrio tra struttura e freschezza, profondità e tensione. Il vino nasce dai vigneti della tenuta tra i 100 e i 200 metri slm, sulle colline più alte della zona. Qui le argille bianche si alternano a flysch calcareo-marnoso e arenarie quarzose e calcaree. Questi suoli regalano ai rossi eleganza e finezza, e favoriscono la perfetta sintesi tra struttura e dolcezza tannica. A completare il quadro c’è il clima mediterraneo, mitigato dalle frequenti brezze marine che contribuiscono a definire il carattere dei vigneti.

Proprio in questo contesto prende forma il blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese. Un incontro tra varietà internazionali e un’uva profondamente legata alla tradizione toscana. Il Sangiovese, infatti, è uno dei tratti distintivi dello stile Grattamacco. Ma non solo: rappresenta una precisa presa di posizione, ovvero la possibilità di interpretare Bolgheri anche con un vitigno autoctono toscano. Una scelta che affonda le radici nella storia della tenuta e rende il Grattamacco Bolgheri Superiore subito riconoscibile.

Dalla vigna alla barrique, con essenzialità

La viticoltura segue metodi e principi totalmente rispettosi dell’ambiente. Questo permette uno spontaneo equilibrio produttivo, con basse rese per ettaro. Le uve arrivano da viti con un’età media di 25 anni. La squadra le raccoglie a mano e le seleziona prima dell’ingresso in cantina.

La fermentazione, poi, avviene in tini aperti di rovere, con ripetute e delicate follature manuali. Le macerazioni prolungate favoriscono una lenta estrazione dei tannini nobili. Infine, il vino affina per 18 mesi in barrique prima dell’imbottigliamento. Un approccio che Luca Marrone riassume così: 

«Al centro rimane una visione della vinificazione orientata all’essenzialità: il lavoro in cantina è al servizio del vigneto e della sua capacità di esprimere un’identità riconoscibile».

BANNER
BANNER