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Barone Pizzini è “Custode della Biodiversità”: la vigna come ecosistema

Barone Pizzini diventa Custode della Biodiversità con Life NatConnect2030: suolo, insetti e carbonio sotto la lente in Franciacorta.
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Dopo l’attestato internazionale “Biodiversity Friend”, la cantina di Provaglio d’Iseo, in Franciacorta, riceve ora da Legambiente la prestigiosa qualifica di “Custode della Biodiversità”. Il riconoscimento certifica un ulteriore livello di sensibilità ambientale per una realtà che da oltre trent’anni è in prima fila sui temi ambientali. La qualifica arriva nell’ambito di Life NatConnect2030, progetto europeo che punta a rafforzare la tutela della natura attraverso una rete di imprese, enti, associazioni e comunità, chiamati a prendersi cura concretamente del proprio territorio. 

La consegna ufficiale è avvenuta giovedì 24 settembre nella sede della cantina, durante l’incontro “Biodiversità in vigna”, dedicato al rapporto tra ambiente, suolo e viticoltura sostenibile.

Custodi, non spettatori

Entrare nella rete dei Custodi non significa soltanto ricevere una patente. Al contrario, vuol dire assumere volontariamente specifici impegni di conservazione e valorizzazione della biodiversità. È proprio questo il principio della “custodia del territorio” promosso da Legambiente Lombardia: coinvolgere direttamente chi vive e lavora ogni giorno un luogo, rendendolo parte attiva della sua salvaguardia. Essere Custode, quindi, significa contribuire con azioni concrete alla conservazione della natura, alla cura dei luoghi e alla tutela di un bene comune.

Per Barone Pizzini è la naturale prosecuzione di un percorso avviato da tempo. La cantina, infatti, non considera il vigneto una semplice superficie produttiva. Lo vede piuttosto come un ecosistema, sopra e sotto il suolo, dove la qualità dell’uva dipende dalla vitalità del terreno, dalla presenza di diverse specie vegetali e animali e dall’equilibrio complessivo dell’ambiente. Ora questo approccio trova nella qualifica di Custode nuovi strumenti di osservazione, monitoraggio e conoscenza.

A spiegare la filosofia della maison è Silvano Brescianini, AD della Barone Pizzini: 

“Abbiamo sempre visto gli enti certificatori come un punto di vista nuovo, un occhio che guardava cose diverse rispetto a quelle che guardavamo noi e quindi come un’opportunità e non come un limite, in quanto Fai il biologico perché per il pezzo di terra che lavori, tu stai cercando di cambiare il mondo. Incoraggiando la biodiversità, permettiamo alla vite di crescere in un suolo ricco di vita, sviluppando una maggiore resistenza alle malattie. Tutto questo implica più impegno, sia intellettuale che operativo, e richiede di adattarsi ai ritmi della natura, ma non sarebbe incoerente pensare a un prodotto di qualità fatto con cose che non hanno nulla a che fare con la natura? Del resto il biologico e la sostenibilità sono il mezzo, il fine è la qualità”.

Barone Pizzini diventa Custode della Biodiversità con Life NatConnect2030: suolo, insetti e carbonio sotto la lente in Franciacorta.
Silvano Bresciani e Damiano Di Simine

Dal suolo agli impollinatori: gli impegni in vigna

Ma cosa prevede, in concreto, il nuovo ruolo? Innanzitutto, il monitoraggio della biodiversità del suolo, un ambito su cui Barone Pizzini lavora già da anni insieme allo Studio Agronomico Sata. Il programma include il censimento dei microartropodi, usati come indicatori della salubrità e della fertilità biologica del terreno. A questo si aggiunge l’attribuzione dell’indice QBS-ar, in collaborazione con l’Agrofood Research Hub dell’Università degli Studi di Brescia. Parallelamente, la cantina monitorerà anche la biodiversità sopra il suolo, con particolare attenzione a carabidi, coleotteri, ditteri e imenotteri.

Non solo. L’impegno comprende la valutazione dei servizi agroecosistemici presenti nei vigneti: siti di nidificazione, aree umide e spazi favorevoli agli insetti pronubi. In più, la cantina calcolerà la capacità di sequestro del carbonio dell’ecosistema agricolo. Infine, dati e attività saranno oggetto di divulgazione.

Una rete europea per la natura del Nord Italia

Il quadro di riferimento è ampio. Life NatConnect2030 – Natural connections for Natura2000 in Northern Italy to 2030 – è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Regione Lombardia. Conta 16 partner e il supporto di Fondazione Cariplo. Avviato nel 2024, proseguirà fino al 2032 e coinvolge Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Trento. L’obiettivo? Rafforzare la tutela della biodiversità e la connessione della rete ecologica. Per farlo, interviene sul ripristino degli habitat, sulle connessioni ecologiche, sull’adattamento ai cambiamenti climatici e sulla gestione delle specie invasive.

Tornando all’incontro “Biodiversità in vigna”, la mattinata ha visto gli interventi di Legambiente Lombardia, Ersaf e Studio Agronomico Sata. Dopo una visita guidata in vigneto, l’evento si è chiuso con la consegna dell’attestato a Silvano Brescianini.

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