Sabato 3 ottobre, dalle 17 alle 20, la Via dell’Amore ospita la prima edizione de I Vini dell’Amore. Si tratta di una degustazione collettiva con 24 produttori del territorio, allestita lungo il sentiero più iconico delle Cinque Terre. Per la prima volta, infatti, questo percorso diventa il palcoscenico della viticoltura locale. A organizzare l’evento è la Pro Loco di Riomaggiore e di Manarola, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Riomaggiore e del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Per l’occasione, la Via dell’Amore sarà accessibile gratuitamente dalle 16 alle 20, con ingresso da Riomaggiore e da Manarola. La partecipazione alla degustazione, invece, costa 30 euro, più 5 euro di cauzione per il calice.
Vite, terrazzamenti e un paesaggio da tenere in piedi
Alle Cinque Terre coltivare la vite è davvero una questione di passione. Vuol dire lavorare su pendenze eroiche e proteggere terrazzamenti e muretti a secco. Significa anche confrontarsi ogni giorno con un territorio duro e produrre vini in quantità per forza limitate. E quale luogo migliore della Via dell’Amore per riunire chi continua a coltivare con tenacia ostinata?
Lungo il sentiero saranno presenti 23 cantine dell’Associazione Viticoltori delle Cinque Terre e la Cantina Sociale delle Cinque Terre. Un’occasione unica per incontrare i produttori di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso e assaggiare, di calice in calice, i bianchi delle Cinque Terre. Vini che uniscono una qualità enologica e scenica eccezionale.
Portare il vino sulla Via dell’Amore, ricostruita dopo anni di chiusura, ha poi un significato preciso. Rende ancora più evidente il legame inscindibile e delicato tra agricoltura e paesaggio. Qui, infatti, l’uomo ha trasformato nei secoli versanti non coltivabili in terrazze affacciate sul mare. Un paesaggio profondamente antropizzato, quindi, che può continuare a esistere solo se continua a essere coltivato.
Le voci del territorio
Sul valore dell’agricoltura insiste Fabrizia Pecunia, sindaca di Riomaggiore:
«L’agricoltura delle Cinque Terre ha contribuito a costruire il paesaggio e continua materialmente a tenerlo in piedi. Ogni volta che un terreno viene abbandonato perdiamo una produzione, un pezzo di territorio curato, una competenza e una presenza stabile. Per questo dobbiamo sostenere il lavoro degli agricoltori, i cui effetti appartengono a tutti. Se il turismo trae valore da questo paesaggio, una parte delle risorse che genera deve tornare a sostenerne le produzioni tipiche e la manutenzione del territorio. “I Vini dell’Amore” nasce per mettere i produttori al centro e riconoscere il ruolo che il loro lavoro ha nella tutela e nel futuro delle Cinque Terre. Ringrazio la Pro Loco di Riomaggiore e Manarola per l’impegno che ha reso possibile questa prima edizione».
Anche il Parco guarda all’evento con entusiasmo. Lorenzo Viviani Presidente del Parco Nazionale Cinque Terrecommenta:
«Quest’anno abbiamo portato i vini delle Cinque Terre in importanti occasioni, anche internazionali. Ritrovarli qui, sulla Via dell’Amore, ha un significato particolare. In uno dei luoghi più conosciuti arrivano i vini che raccontano ciò che spesso il visitatore non vede, quel paesaggio che richiede di alzare lo sguardo. La Via dell’Amore è un luogo di incontro per eccellenza: tra terra e mare, roccia, vegetazione e lavoro dell’uomo. Sono gli stessi elementi che il vino racchiude e restituisce. Questa degustazione collettiva diventa così l’assaggio di un paesaggio collettivo, costruito nei secoli da generazioni di donne e uomini. Un evento unico come questi vini, che sono parte del tessuto connettivo delle Cinque Terre».
Le 24 cantine in degustazione
Ma chi si potrà incontrare lungo il sentiero? Riomaggiore schiera Finis Terrae, I Magnati, Zaneto, Tenuta Zorza, Cantine Litàn, U Lüstru, Possa e Stella di Lemmen. Da Monterosso arrivano Missanega, Mönte d’arvï, Vétua, Buranco e Principe di Vettora. Vernazza, invece, porta Il Foresto di Vernazza, La Bottega di Vernazza, Eroico e Cián du Giorgi Winery. Per Manarola ci sono Cantina Bordone, Cantina Crovara e Forlini Cappellini. Completano il quadro Bojon e Cà Bertani da Campiglia Tramonti, BarCa da Volastra e Cantina Cinque Terre da Groppo.






























