A Vicenza la vendemmia 2026 ha un sapore decisamente tecnologico. Dal 14 settembre, infatti, è entrata nel vivo in Vitevis la vendemmia a “doppio fattore”, che combina due sistemi digitali per garantire vini di qualità costante nel tempo e premiare i soci che portano in cantina le uve migliori. Da una parte c’è il monitoraggio a luce infrarossa FOSS, che analizza la sanità dei grappoli. Dall’altra c’è la prenotazione dei conferimenti tramite app, gestita con la piattaforma Enogis. Parliamo di una realtà importante: oltre 1000 soci, 2700 ettari vitati tra Verona e Vicenza e una produzione che ogni anno sfiora i 16 milioni di bottiglie. L’obiettivo è chiaro: assicurare la qualità del vino, ottimizzare i processi produttivi e dare a tutti i viticoltori lo stesso peso, grandi o piccoli che siano.
Il sistema FOSS: la luce che “legge” la salute dei grappoli
Partiamo dal primo fattore. Il sistema a luce infrarossa FOSS valuta tre parametri nelle uve conferite: l’acidità volatile, l’acido gluconico e la presenza di botrite. Incrociando questi dati, la cantina stabilisce con precisione la sanità dei grappoli. Il risultato? Un controllo completo della filiera e le condizioni ideali per le vinificazioni separate.
Grazie a questa analisi, Vitevis offre al mercato un livello qualitativo elevato. La qualità viene dettagliata su ogni singola partita di uva e resta costante su tutta la produzione. Non solo. Sul piano enologico, questo approccio getta le basi per vini con interessanti potenzialità di invecchiamento negli anni a venire.
Conferimenti su prenotazione: meno code, più equità
Veniamo al secondo fattore. Con il gestionale Enogis, Vitevis ha introdotto un sistema di prenotazione dei conferimenti basato su calendari prefissati. Ogni viticoltore può scegliere il giorno in cui arrivare in cantina con il suo carico di uva. Può farlo tramite app, via computer, al telefono oppure di persona. Basta comunicare il numero di socio, il tipo di raccolta (manuale o meccanica) e la varietà, che deve rientrare tra quelle previste a calendario.
I vantaggi sono diversi. Innanzitutto la cantina controlla costantemente le quantità di uve in arrivo. Inoltre il sistema diventa strategico anche per la vinificazione: le uve vengono lavorate molto più in fretta, senza rischi di deterioramento. Allo stesso tempo migliorano la turnazione del personale di cantina e l’uso degli spazi operativi meccanizzati.
C’è poi un aspetto sociale, come sottolinea il direttore generale di Vitevis Gianfranco Gambesi:
«L’introduzione di sistemi digitali non solo permette di ottimizzare i processi produttivi interni all’azienda e produrre vini di qualità ma ha anche una forte valenza sociale: il 33% dei nostri vigneti è posizionato in collina ed è molto parcellizzato; questo significa che tanti soci giungono nelle sedi produttive con piccoli conferimenti. Poter agevolmente prenotare il proprio turno per arrivare in cantina, senza fare eccessive code, significa bilanciare la meccanica e assicurare a tutti i soci una uguale rilevanza, indipendentemente dal “peso produttivo” che ognuno riveste nella compagine sociale».

Enogis, meteo e Intelligenza Artificiale: il futuro è già in vigna
Ricerca e sviluppo e digitalizzazione sono due pilastri della strategia produttiva di Vitevis. Per questo la piattaforma Enogis raccoglie una grande quantità di informazioni: dai trattamenti sanitari ai sopralluoghi per la raccolta, dalle fatture della cantina al catasto viticolo, fino al potenziale produttivo. Qui confluiscono anche i dati del sistema FOSS e le previsioni meteo. Queste si integreranno con i dati delle 19 centraline Vitevis e dei 95 punti di osservazione Sencrop, che permettono un’analisi meteo dettagliata, consultabile su una piattaforma dedicata.
E il percorso è tutt’altro che concluso. Anzi, il prossimo passo è già all’orizzonte, come anticipa Gambesi:
«A partire dal prossimo anno potrebbe già essere disponibile un sistema, basato sull’Intelligenza Artificiale, in grado di fare delle stime vendemmiali. Questo sistema, che analizzerà i vigneti dopo la fioritura, ci aiuterà a capire se ci troveremo sotto o sopra il livello produttivo atteso. Si tratta di un sistema avanzato per spostare progressivamente l’assistenza agronomica da una logica di calendario a una logica di previsione, correlando andamento climatico, fase fenologica e pressione fitopatologica per orientare in maniera più razionale tempistiche e intensità degli interventi. Ridurre i trattamenti, infatti, significa tutelare l’ambiente e, per il socio, risparmiare ore di lavoro e risorse».






























