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WineCouture, anno sette, numero 9/10: la Champagne raccontata da vicino

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Arriva il nuovo numero 9/10-2026 di WineCouture, magazine B2B dedicato a operatori e aziende del mercato Horeca. Un’edizione interamente dedicata alla Champagne e costruita attorno a un principio preciso: per raccontarla bisogna continuare ad andarci, attraversarne i villaggi, entrare nelle cantine, incontrare chi coltiva la vigna e chi costruisce le cuvée. Dalle grandi Maison ai Vigneron, dal mercato alla vendemmia, dalle nuove alleanze distributive alle bottiglie che stanno ridisegnando il presente della denominazione, il nuovo numero prova così a guardare la Champagne da vicino. Ed è un viaggio che comincia dalla storia di copertina, dedicata ai primi 250 anni di Louis Roederer, Maison di Champagne che dal 1776 guarda al domani.

Louis Roederer, 250 anni e il privilegio di poter pensare al futuro

Ad aprire il nuovo numero è il Primo Piano dedicato ai 250 anni di Louis Roederer, raccontati attraverso l’incontro con Frédéric Rouzaud, settima generazione della famiglia. Dall’indipendenza alla centralità della vigna, dalla pépinière di La Bouleuse alla nascita di Collection, fino all’espansione della Roederer Collection e ai 150 anni di Cristal: un dialogo sul significato di ereditare una Maison pensando soprattutto a ciò che dovrà diventare. 

È Rouzaud a condensare il senso di questa continuità citando Il Gattopardo: “Bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com’è”. Una filosofia che nella Champagne di Louis Roederer significa continuare a innovare senza rinnegare ciò che ha costruito l’identità della Maison.

La Champagne, da vicino: Maison, Vigneron, mercato e vendemmia

Lo sguardo passa quindi al mercato dello Champagne, osservato da due prospettive. Il Barometro iDealwine fotografa un mercato secondario dove crescono valore, prezzi medi e peso dei Vigneron, mentre l’analisi delle spedizioni mostra un agosto a +24,8% che riporta in positivo il progressivo 2026 e i dodici mesi scorrevoli, con Maison, Vigneron e cooperative che procedono però a velocità molto differenti.

Sul fronte Horeca e distribuzione, il confronto con Luigi Piacentini di Premium Wine Selection mette al centro lusso accessibile, identità territoriali, mescita e necessità di costruire una reale rotazione delle bottiglie. Un tema che ritorna nell’intervista a Stefano Della Porta, AD di Laurent-Perrier Italia, per il quale nel 2026 il sell-in non basta più: conta trasformare l’ordine in riordino, proteggendo posizionamento e marginalità e creando nuove occasioni di consumo.

Ancora by the glass con Gruppo Meregalli e Corrado Mapelli, che racconta una strategia pensata per portare al calice anche Champagne importanti come Bollinger PN AYC21, Pierre Gimonnet & Fils Special Club Cramant Grand Cru 2017 e Leclerc Briant Cuvée Abyss. Perché, come sottolinea Mapelli, “Il percorso di una bottiglia si completa nel momento in cui il consumatore, presso il nostro cliente di riferimento, l’ha acquistata e bevuta”.

Con Prosit Group allarghiamo invece il ragionamento alla trasformazione della distribuzione nel Normal Trade: network di distributori, principio del “fair price”, accordo con XtraWine, nuovi ingressi francesi tra Champagne, Chablis e Alsazia e il progetto Terre Brade tra Friuli e Piemonte. A completare il quadro, le novità di Cantina di Montalcino e il prossimo restyling di Nuà.

Poi entriamo direttamente nella vendemmia 2026 con Antoine Coutier di R.H. Coutier. Gelate, coulure, millerandage, caldo estremo e maturazioni accelerate raccontano un’annata che ad Ambonnay ha costretto ad anticipare drasticamente la raccolta e che consegna vini base ricchi e aromatici, ma apre anche interrogativi sul futuro equilibrio alcolico degli Champagne.

Il tempo diventa protagonista con Benoît e Mélanie Tarlant e Cuvée Louis: il 1996 oggi in commercio dopo 28 anni sui lieviti viene messo a confronto con il 2015 à la volée e il 2020 ancora sur lies. Un racconto nel quale l’attesa non segue un calendario commerciale, ma il vino stesso: “Il tempo si può accompagnare, ma non si può inventare”.

A Mareuil-sur-Aÿ entriamo invece nella nuova cantina di R. Pouillon & Fils, inaugurata il 26 settembre. Un edificio concepito come outil al servizio del Méthode Fabrice Pouillon, nato nel 2006 con l’utilizzo del mosto al posto dello zucchero esogeno per la seconda fermentazione e oggi applicato a tutti i vini del Domaine.

Da Bonnaire & Clouet raccontiamo poi una vera Love Story tra Cramant e Bouzy. Chardonnay e Pinot Noir, Bonnaire e Paul Clouet, Jean-Louis e Marie-Thérèse: una storia familiare che oggi continua attraverso i figli Jean-Étienne, Jean-Emmanuel e Marie-Agnès e guarda già alla nuova edizione della cuvée Love Story, nata dalla vendemmia 2022.

Con Benoît Gouez, Chef de Cave di Moët & Chandon, incontrato a Monza durante il Gran Premio d’Italia di Formula 1, il confronto si sposta invece sul lavoro collettivo dietro una cuvée, sul valore del tempo e soprattutto sulla grande sfida della freschezza in una Champagne alle prese con uve sempre più mature.

Tra i Nuovi Codici presentiamo Dom Pérignon Vintage 2018, primo Millesimato a esprimere pienamente la visione di Vincent Chaperon: una vendemmia eccezionalmente precoce e generosa tradotta, dopo quasi otto anni sui lieviti, in un nuovo equilibrio tra maturità, mineralità, salinità, profondità e tensione.

Spazio, poi, alle nuove alleanze tra Champagne e Italia. Da Jacques Selosse con Cordero Distribuzione a Moussé Fils con Première Italia, da Encry con Val d’Oca a Odyssée con il Gruppo Marilisa Allegrini, fino a R. Faivre con Poderi Luigi Einaudi, Paul Déthune e André Robert con Rinaldi 1957, Vouette & Sorbée con Velier e Jérôme B. con Elemento Indigeno: il 2026 ridisegna ancora una volta gli equilibri della distribuzione italiana.

Le bottiglie della Collection: nove letture della Champagne contemporanea

Nelle pagine della Collection, nove Champagne raccontano altrettante direzioni della denominazione, tra novità assolute e grandi classici che si presentano con il cambio di annata. Cyber Cuvée N.3 Témoignage Extra Brut 2015, nata dalla collaborazione tra Teo KayKay e Pellegrini Private Stock e realizzata a Montgueux da Jean Velut, porta persino l’intelligenza artificiale nel linguaggio creativo dello Champagne attraverso appena 372 bottiglie numerate destinate all’Italia.

Seguono Paul Déthune Le Haut des Bermonts 2019 Grand Cru, Bruno Paillard Blanc de Blancs 2015 e Martin des Orsyn Grande Réserve Premier Cru Extra Brut, tre interpretazioni profondamente differenti per provenienza, assemblaggio e filosofia produttiva.

Con Ayala Collection N°18, primo Blanc de Blancs proveniente dal Grand Cru di Aÿ realizzato da una Maison di Champagne, e Taittinger Comtes de Champagne Grands Crus Blanc de Blancs 2015, il racconto torna allo Chardonnay; Barons de Rothschild Le Grand Clos 2019 e Krug Clos d’Ambonnay 2008 portano invece al centro la rarità estrema della parcella e delle produzioni limitate. Chiudono il percorso Boizel Joyau Chardonnay 2014 e Joseph Perrier Les Chalmonts Extra Brut 2020.

Dalla parcella all’assemblaggio, dai grandi nomi alle produzioni rarissime, la Collection diventa così una fotografia delle molte strade attraverso cui lo Champagne contemporaneo continua a ridefinirsi.

WineCouture tra gli Échevins de Bouzy e la vendemmia vissuta in prima persona

Il viaggio approda, infine, a Bouzy, dove il 25 settembre abbiamo partecipato al Cochelet des Vendanges e all’89esimo Chapitre della Confrérie des Échevins de Bouzy. Tredici Champagne in degustazione raccontano le diverse interpretazioni del Grand Cru, mentre Jean-Christophe Delavenne traccia un primo bilancio della precocissima vendemmia 2026.

Una giornata dal significato particolare anche per WineCouture: Francesca Mortaro e Matteo Borré sono stati intronizzati Maîtres cellériers della Confrérie des Échevins de Bouzy, dopo le nomine del 2024 a Grands Messagers des Vins d’Ambonnay e del 2025 a Chevaliers de l’Ordre des Coteaux de Champagne. Tre riconoscimenti differenti, uniti dalla stessa responsabilità: “continuare a conoscere, raccontare e condividere la cultura della Champagne”.

A chiudere idealmente il numero è la vendemmia 2026 vissuta in prima persona a Verzenay da Francesca Mortaro. Un racconto che parte da gelate, siccità e caldo record per trasformare il lavoro tra i filari in una riflessione sul rapporto con ciò che non possiamo controllare: “Ti ricorda che la realtà non si lascia mettere completamente in calendario”.

È forse anche questa la chiave dell’intero numero. Raccontare la Champagne significa parlare di mercato, distribuzione, cuvée, vigne, clima e innovazione. Ma significa soprattutto continuare ad andarci, incontrare le persone che la costruiscono e accettare che un territorio così complesso non possa essere compreso una volta per tutte.

WineCouture 9/10-2026: la Champagne, da vicino

Il nuovo numero di WineCouture, Anno 7, numero 9/10 – Ottobre 2026, nasce dunque come un viaggio dentro una denominazione che sta cambiando senza smettere di interrogare la propria storia. Dalle grandi Maison ai Vigneron, dal mercato alle vigne, dalle nuove alleanze italiane alla vendemmia vissuta sul campo, l’obiettivo rimane quello indicato nell’editoriale: evitare che il racconto si fermi alla superficie.

Un impegno che prosegue anche in Italia attraverso la media partnership con Champagne Experience e la distribuzione de I Quaderni di WineCouture, la nostra guida dedicata agli appassionati. Perché promuovere lo Champagne significa innanzitutto creare strumenti e occasioni per conoscerlo meglio.

Già in distribuzione postale, in questa pagina potete iniziare a scoprire il nuovo numero di WineCouture attraverso lo sfoglio completo dell’edizione digitale del magazine B2B pubblicato da Nelson Srl.

A proposito di WineCouture by Nelson Srl

WineCouture è un sistema editoriale integrato dedicato al racconto del mondo del vino attraverso piattaforme complementari. Al centro si trova WineCouture, testata giornalistica B2B italiana registrata, con una tiratura di 3.000 copie e un target distributivo focalizzato sul canale Horeca.

Accanto ad essa, I Quaderni di WineCouture rappresentano una pubblicazione free press B2C da 20.000 copie, realizzata in collaborazione con Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane e distribuita nei locali degli oltre 100 soci presenti sul territorio nazionale.

Completano il sistema editoriale il sito web, la newsletter settimanale dedicata agli operatori del settore e WineCouture International Edition, la pubblicazione in lingua inglese che ogni settimana raggiunge oltre 20.000 buyer e professionisti del vino in 94 mercati internazionali, contribuendo a creare un network editoriale autorevole orientato alla promozione del vino italiano nel mondo.

WineCouture 9/10-2026 racconta la Champagne da vicino: Louis Roederer, mercato, vendemmia, Vigneron, nuove cuvée e strategie per l’Horeca.
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